Fiori Quotes

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Confucius
“Al cielo non chiedo altro che una casa piena di libri e un giardino pieno di fiori”
Confucio

Stefano Benni
“Ci sono fiori che crescono anche sotto la neve, nelle crepe delle rovine, nelle grotte e nei deserti, e dove nessun uomo li vedrà mai.”
Stefano Benni, Di tutte le ricchezze

Pablo Neruda
“Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.”
Pablo Neruda, 100 Love Sonnets

“Dici che una rosa è bella e subito ti senti un idiota perché hai detto la cosa più banale che potevi dire. Ci pensi un attimo, poi ti accorgi che qualsiasi altro aggettivo sarebbe suonato falso.”
Giovanni Ragonesi, La primavera da lontano

Ilaria Tuti
“Vedono l’inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre noi contempliamo i fiori che crescono sul terreno.”
Ilaria Tuti, Fiori sopra l'inferno

Mehmet Murat ildan
“Prendi la tua tenda e vai in campeggio! Stai morendo in città! Migliaia di stelle, centinaia di uccelli, decine di fiori sono in attesa di guarirti!”
Mehmet Murat ildan

Kobayashi Issa
“Non scordare: noi camminiamo sopra l’inferno, guardando i fiori.”
Kobayashi Issa

Ilaria Tuti
“L’unica cosa che capiva era che Andreas lo stava cullando. Ecco il suo fiore, pensò. Il più bello tra quelli che gli impedivano di vedere l’inferno.”
Ilaria Tuti, Fiori sopra l'inferno

Jean Rhys
“Adesso ricordo che non mi ha riconosciuta. Mi ha guardata, poi ha girato gli occhi per la stanza, a destra e a sinistra, perché non vedeva quello che si aspettava. Mi ha guardata e mi ha parlato come se fossi un’estranea. Che cosa fate, quando vi succede una cosa del genere? Perché ridete di me? Avete nascosto anche il mio vestito rosso? Se avessi avuto quello mi avrebbe riconosciuta. — E chi volete che ve l’abbia nascosto, il vostro vestito? — disse
lei. — È appeso nell’armadio. Mi guardò e disse: — Forse non sapete nemmeno da quanto tempo siete qui, povera donna.
— Al contrario, — dissi — io so soltanto questo, da quanto tempo sono qui. Giorni e notti, notti e giorni, me ne sono scivolati tra le dita a centinaia. Ma questo non importa. Il tempo non significa niente. Ma ciò che si può toccare e tenere in mano come il mio vestito rosso, questo sì che ha un significato. Dov’è? Accennò col capo verso l’armadio, e gli angoli della bocca le si piegarono all’ingiù Non appena girai la chiave lo vidi appeso, color di fuoco e di tramonto. Il colore dei fiori fiammeggianti. — Se ti seppelliscono sotto un albero fiammeggiante, — dissi — quando fiorisce ti senti l’anima sollevata. Tutti desiderano questo.
Lei crollò il capo, ma non si mosse, non mi toccò. Il profumo che si esalava dal vestito a tutta prima era molto tenue, poi si fece più intenso. Odore di vetiver e di frangipane, di cannella e di polvere e di cedri quando fioriscono. L’odore del sole e l’odore della pioggia.”
Jean Rhys, Wide Sargasso Sea

Maeve Brennan
“In Wexford non c'è niente di cupo. Il sole sorge molto vicino alla città e a volte sembra che si levi tra le case. Il vento disperde semi contro i muri e lungo i bordi dei tetti, così, se alzi lo sguardo, tra te e il cielo puoi vedere sbocciare le margherite.”
Maeve Brennan, The Springs of Affection

Natsume Sōseki
“I fiori di pero sconsolatamente sciupati dalla pioggia ispirano una sensazione di pietà, i fiori di aronia illuminati freddamente dalla luna suscitano un’impressione di tenerezza. Del tutto differente è la vista delle ombrose camelie. Hanno un aspetto tenebroso, velenoso, terrificante. Proprio perché superficialmente sono abbigliate con tinte sgargianti. Inoltre non sembrano voler civettare con gli uomini né attirarli. Vivono quietamente nell’ombra dei monti, lontane dagli sguardi umani, per centinaia d’anni, e all’improvviso sbocciano e cadono, cadono e sbocciano. Basta uno sguardo per essere perduti. Chi posa i suoi occhi su di loro non potrà più sfuggire alla magia. Quella tinta non è un semplice rosso. È uno strano rosso, come il sangue di un prigioniero giustiziato, che spontaneamente attrae gli sguardi degli astanti e sgomenta i loro cuori. Mentre le contemplo, una rossa corolla cade sull’acqua. Nella tranquilla primavera solo lei si muove. Poco dopo ne cade un’altra. Quel fiore non perde mai i suoi petali. Più che spampanarsi, scivola dal gambo ancora intero. E, di colpo, apparentemente senza rimpianti; vederlo intero anche sul suolo incute una sinistra impressione6. Cade un altro fiore: se continuano a cadere così, penso, l’acqua dello stagno diventerà rossa. Mi sembra che intorno ai fiori che galleggiano serenamente ci sia un alone vermiglio. Ne cade un altro. Rimane così quietamente sospeso che quasi non si capisce se sia caduto sul terreno o sull’acqua.”
Natsume Sōseki, Kusamakura