marco renzi > marco renzi's Quotes

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  • #1
    James Ellroy
    “Good evening peepers, prowlers, pederasts, panty-sniffers, punks and pimps. I'm James Ellroy, the demon dog, the foul owl with the death growl, the white knight of the far right, and the slick trick with the donkey dick. I'm the author of 16 books, masterpieces all; they precede all my future masterpieces. These books will leave you reamed, steamed and drycleaned, tie-dyed, swept to the side, true-blued, tattooed and bah fongooed. These are books for the whole fuckin' family, if the name of your family is Manson.”
    James Ellroy

  • #2
    Frank Zappa
    “So many books, so little time.”
    Frank Zappa

  • #3
    Bruno Munari
    “L'uovo ha una forma perfetta benché sia fatto col culo.”
    bruno munari

  • #4
    Beppe Fenoglio
    “Non poteva più vivere senza sapere e, soprattutto, non poteva morire senza sapere, in un'epoca in cui i ragazzi come lui erano chiamati più a morire che a vivere. Avrebbe rinunciato a tutto per quella verità, tra quella verità e l'intelligenza del creato avrebbe optato per la prima.”
    Beppe Fenoglio, Una questione privata

  • #5
    Guido Morselli
    “La cultura dell'individuo è sempre sul farsi o non è.
    L'uomo colto non è chi sa, ma chi apprende ... colto e non puramente erudito è l'uomo che sente il dovere di alimentare il proprio spirito assiduamente, quotidianamente, qualsiasi siano le circostanze in cui si trova a vivere”
    Guido Morselli

  • #6
    Ágota Kristóf
    “Qui non posso non pensare a Thomas Bernhard, il grande scrittore austriaco, che non ha mai smesso di criticare e fustigare – con odio e amore, e anche con humor, – il suo paese, la sua epoca, la società in cui viveva.
    È morto il 12 febbraio 1989. Per lui non ci sono stati lutti nazionali o internazionali, non ci sono state false lacrime, neanche lacrime vere, forse. Solo i suoi lettori appassionati, tra i quali mi annovero, si sono resi conto dell’immensa perdita per la letteratura: Thomas Bernhard, ormai, non scriverà più. Peggio ancora: ha proibito di pubblicare i manoscritti che ha lasciato dietro di sé.
    È l’ultimo «no» alla società da parte del geniale autore del libro intitolato Ja. Questo libro è qui, davanti a me, sul tavolo, insieme a Cemento, Il soccombente, L’imitatore di voci, A colpi d’ascia e altro. L’ho prestato a diversi amici dicendo che non avevo mai riso tanto leggendo un libro. Me l’hanno restituito senza essere riusciti a leggerlo fino in fondo, tanto questa lettura sembrava loro «demoralizzante» e «insostenibile». Quanto all’aspetto «comico» del testo, proprio non riuscivano a vederlo.
    È vero che il suo contenuto è terribile, perché questo «ja» è un «sì» alla morte, e perciò un no alla vita.
    Tuttavia, che lo voglia o no, Thomas Bernhard vivrà eternamente per servire d’esempio a tutti coloro che pretendono di essere degli scrittori.”
    Ágota Kristóf

  • #7
    Giorgio Manganelli
    West of Suez di Osborne è cosa di rara bruttezza, di una goffa opacità moralistica; lo trovo repellente. Pubblichiamolo.”
    Giorgio Manganelli, Estrosità rigorose di un consulente editoriale

  • #8
    Mervyn Peake
    “Il castello era silenzioso come un mostro impalato.”
    Mervyn Peake, Gormenghast

  • #9
    Joseph Conrad
    “Droll thing life is -- that mysterious arrangement of merciless logic for a futile purpose. The most you can hope from it is some knowledge of yourself -- that comes too late -- a crop of inextinguishable regrets.”
    Joseph Conrad, Heart of Darkness

  • #10
    Italo Svevo
    “Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.
    [La coscienza di Zeno, 1923]”
    Italo Svevo, Zeno's Conscience

  • #11
    Gianni Rodari
    “All'uscita del paese si dividevano tre strade: una andava verso il mare, la seconda verso la città e la terza non andava in nessun posto.
    Martino lo sapeva perché l'aveva chiesto un po' a tutti e da tutti aveva avuto la stessa risposta:
    - Quella strada lì? Non va in nessun posto! E' inutile camminarci.
    - E fin dove arriva?
    - Non arriva da nessuna parte
    - Ma allora perché l'hanno fatta?
    - Ma non l'ha fatta nessuno, è sempre stata lì!
    - Ma nessuno è mai andato a vedere?
    - Oh sei una bella testa dura! Se ti diciamo che non c'è niente da vedere...
    - Non potete saperlo se non ci siete stati mai.”
    Gianni Rodari, Cuentos por teléfono

  • #12
    Gianni Rodari
    “Il professor Grammaticus

    Il professor Grammaticus,
    tra Como e Battipaglia,
    udì gridare a gran voce:
    I-ta-glia! I-ta-glia! I-ta-glia!

    Alcuni sventatelli
    apparsi in fondo alla via
    in coro scandivano
    quell’errore di ortografia.

    Disse il bravo docente:
    – Signori, non così!
    Non lordate la Patria
    con quella brutta «g»!

    Al fardello dei mali
    che affliggono il paese
    non aggiungete, prego,
    ortografiche offese…

    Il professor Grammaticus
    fu tosto circondato,
    di ben altre scorrettezze
    e di pugni minacciato.

    Ma dai dintorni accorse
    una folla di persone
    amanti della grammatica
    e della buona educazione.

    Cacciarono i giovinastri
    e gridarono così:
    – Viva il nostro professore
    e l’Italia senza «g»!”
    Gianni Rodari, Il libro degli errori

  • #13
    William Faulkner
    “When the shadow of the sash appeared on the curtains it was between seven and eight o' clock and then I was in time again, hearing the watch. It was Grandfather's and when Father gave it to me he said I give you the mausoleum of all hope and desire; it's rather excruciating-ly apt that you will use it to gain the reducto absurdum of all human experience which can fit your individual needs no better than it fitted his or his father's. I give it to you not that you may remember time, but that you might forget it now and then for a moment and not spend all your breath trying to conquer it. Because no battle is ever won he said. They are not even fought. The field only reveals to man his own folly and despair, and victory is an illusion of philosophers and fools.”
    William Faulkner, The Sound and the Fury

  • #14
    Paolo Nori
    “[...] quelli che erano nati negli anni venti, e che avevano vent’anni negli anni quaranta, avevan dovuto combattere perché c’era la guerra e servivano dei soldati. Quelli che eran nati negli anni trenta, e avevan vent’anni negli anni cinquanta, avevan dovuto lavorare perché c’era stata la guerra e c’era un paese da ricostruire. Quelli che eran nati negli anni quaranta, e che avevan vent’anni negli anni sessanta, avevan dovuto lavorare anche loro perché c’era il boom economico e una grande richiesta di forza lavoro. Quelli che eran nati negli cinquanta, e che avevan vent’anni negli anni settanta, avevan dovuto contestare perché il mondo cosí com’era stato fino ad allora non era piú adatto alla modernità o non so bene a cosa. Poi eravamo arrivati noi, nati negli anni sessanta e che avevamo vent’anni negli anni ottanta e l’unica cosa che dovevamo fare, era stare tranquilli e non rompere troppo i maroni.
    Mi sembrava che noi, avevo detto, fossimo stata la prima generazione che, se ci davano un lavoro, non era perché c’era bisogno, ci facevano un favore.
    Cioè era come se il mondo, che per i nostri genitori era stata una cosa da fare, da costruire, per noi fosse già fatto, preconfezionato, e l’unica cosa che potevamo fare era mettere delle crocette, come nei test.
    E allora aveva anche senso, che proprio in quel periodo lí, negli anni ottanta, fossero comparsi in Italia i giochi elettronici, perché uno di vent’anni che passava sei o otto ore al giorno a giocare ai giochi elettronici, che negli anni cinquanta sarebbe stato un disadattato (Sei un delinquente, gli avrebbero detto i suoi genitori), a partire dagli anni ottanta andava benissimo, perché rispondeva al compito precipuo della sua generazione, di stare tranquillo e non rompere troppo i maroni.”
    Paolo Nori, I malcontenti

  • #15
    François Truffaut
    “Three films a day, three books a week and records of great music would be enough to make me happy to the day I die.”
    François Truffaut

  • #16
    Philip Roth
    “Lotti contro la tua superficialità, la tua faciloneria, per cercare di accostarti alla gente senza aspettative illusorie, senza un carico eccessivo di pregiudizi, di speranze o di arroganza, nel modo meno simile a quello di un carro armato, senza cannoni, mitragliatrici e corazze d'acciaio spesse quindici centimetri; offri alla gente il tuo volto più bonario, camminando in punta di piedi invece di sconvolgere il terreno con i cingoli, e l'affronti con larghezza di vedute, da pari a pari, da uomo a uomo, come si diceva una volta, e tuttavia non manchi mai di capirla male. Tanto varrebbe avere il cervello di un carro armato. La capisci male prima d'incontrarla, mentre pregusti il momento in cui l'incontrerai; la capisci male mentre sei con lei; e poi vai a casa, parli con qualcun altro dell'incontro, e scopri ancora una volta di aver travisato. Poiché la stessa cosa capita, in genere, anche ai tuoi interlocutori, tutta la faccenda è, veramente, una colossale illusione priva di fondamento, una sbalorditiva commedia degli equivoci. Eppure, come dobbiamo regolarci con questa storia, questa storia così importante, la storia degli altri, che si rivela priva del significato che secondo noi dovrebbe avere e che assume invece un significato grottesco, tanto siamo male attrezzati per discernere l'intimo lavorio e gli scopi invisibili degli altri? Devono, tutti, andarsene e chiudere la porta e vivere isolati come fanno gli scrittori solitari, in una cella insonorizzata, creando i loro personaggi con le parole e poi suggerendo che questi personaggi di parole siano più vicini alla realtà delle persone vere che ogni giorno noi mutiliamo con la nostra ignoranza? Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite… Beh, siete fortunati.”
    Philip Roth, American Pastoral

  • #17
    David Foster Wallace
    “What passes for hip cynical transcendence of sentiment is really some kind of fear of being really human, since to be really human [...] is probably to be unavoidably sentimental and naïve and goo-prone and generally pathetic.”
    David Foster Wallace, Infinite Jest

  • #18
    Mark Twain
    “In a good bookroom you feel in some mysterious way that you are absorbing the wisdom contained in all the books through your skin, without even opening them.”
    Mark Twain



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