Letizia Loi > Letizia's Quotes

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  • #1
    Hans Christian Andersen
    “But a mermaid has no tears, and therefore she suffers so much more.”
    Hans Christian Andersen, The Little Mermaid

  • #2
    J.K. Rowling
    “If you want to know what a man's like, take a good look at how he treats his inferiors, not his equals.”
    J.K. Rowling, Harry Potter and the Goblet of Fire

  • #3
    Reinhold Niebuhr
    “God, grant me the serenity to accept the things I cannot change, the courage to change the things I can, and the wisdom to know the difference.”
    Reinhold Niebuhr

  • #4
    J.K. Rowling
    “It matters not what someone is born, but what they grow to be.”
    J.K. Rowling, Harry Potter and the Goblet of Fire

  • #5
    Herman Melville
    “It is better to fail in originality than to succeed in imitation.”
    Herman Melville

  • #6
    J.R.R. Tolkien
    “Then as he had kept watch Sam had noticed that at times a light seemed to be shining faintly within; but now the light was even clearer and stronger. Frodo's face was peaceful, the marks of fear and care had left it; but it looked old, old and beautiful, as if the chiseling of the shaping years was now revealed in many fine lines that had before been hidden, though the identity of the face was not changed. Not that Sam Gamgee put it that way to himself. He shook his head, as if finding words useless, and murmured: "I love him. He's like that, and sometimes it shines through, somehow. But I love him, whether or no.”
    J.R.R. Tolkien, The Two Towers

  • #7
    Thor Heyerdahl
    “Progress is man's ability to complicate simplicity.”
    Thor Heyerdahl

  • #8
    Carlo Levi
    “The future has an ancient heart.”
    Carlo Levi

  • #9
    Letizia Loi
    “Lui trattenne il respiro, incatenato in quello sguardo, che raccontava di cieli diversi e mondi mai immaginati.”
    Letizia Loi, Ichnôussa

  • #10
    Letizia Loi
    “Smisi di respirare. Smisi di pensare. Probabilmente smisi di fare qualunque cosa; per un lungo momento smisi di vivere.”
    Letizia Loi, Il caso Sigerson

  • #11
    Letizia Loi
    “Il Destino però è un essere capriccioso e beffardo, e un anno dopo avvenne quella che sui libri di storia venne in seguito riportata come la Grande Mutazione. A oggi gli scienziati non sono in grado di spiegarla, si pensa sia dovuta a una sostanza sconosciuta, presente nell’acqua o nell’atmosfera terrestre; ancora non è stato possibile chiarire gli estremi di tale avvenimento. Di fatto – come il lettore ha già ben presente – in tutto il mondo alcune persone, all’apparenza geneticamente predisposte, cominciarono a mutare. Solo pochi fortunati, una persona su cinque, si salvarono. Io fui tra questi, Holmes no.”
    Letizia Loi, Uno studio in vapore

  • #12
    Letizia Loi
    “Holmes non era mai in orario. A essere onesto, i lunghi anni di convivenza mi avevano insegnato che lui non era mai né in ritardo, né in anticipo; semplicemente arrivava quando preferiva.”
    Letizia Loi, Il caso Sigerson

  • #13
    Douglas Adams
    “I may not have gone where I intended to go, but I think I have ended up where I needed to be.”
    Douglas Adams, The Long Dark Tea-Time of the Soul

  • #14
    Letizia Loi
    “Ci scrutammo in silenzio per un lungo minuto, abituandoci di nuovo alla presenza dell’altro, all’essere ancora entrambi vivi, in salvo, al sicuro nella civilizzata Londra. La pioggia che batteva sui vetri e il cla-clam-cla-clam dei pistoni della Pneumopolitana divennero solo un rumore bianco in sottofondo.”
    Letizia Loi, La Grande Mutazione

  • #15
    Letizia Loi
    “«Hai presente come ci chiamano… invertiti. Come se indossassimo la giacca con la fodera all’esterno, o come se tutti gli altri nuotassero da una parte e noi fossimo sulla riva sbagliata del fiume. Per tutta la vita mi sono sentito a quel modo: sottosopra. Così pensai che per una volta avrei potuto lasciarmi trascinare dalla corrente» concluse, poi tacque per lungo tempo.”
    Letizia Loi, La Grande Mutazione

  • #16
    Daniela Barisone
    “Il terrore non è niente, se non è accompagnato da qualcosa di visibilmente orribile. Non riesce a entrare sotto pelle in maniera disgustosa se non c’è niente in grado di nutrire la mente.”
    Daniela Barisone, Vae Victis Comics: Il fumetto

  • #17
    Daniela Barisone
    “Perdonerete, ma è piuttosto difficile parlare del proprio amico e di otto tentacoli che vi aggrediscono e si infilano sotto gli abiti, insinuandosi in posti che un gentiluomo non dovrebbe nominare.”
    Daniela Barisone, Di tentacoli e braccia di ferro

  • #18
    Carolina Gaetano
    “Il Signore sedeva fra le tenebre, nella sala del trono.
    In quel silenzio immoto, Michele poteva udire i propri passi echeggiare sul pallido marmo. Al suo passaggio gli altri angeli si aprivano come lunghi steli di grano mossi dal vento. Neppure loro erano ammantati di luce, ma questo lo sorprendeva meno: estinta la candela, uno specchio non riflette che la notte.”
    Carolina Gaetano, Quello che eri

  • #19
    Carolina Gaetano
    “Il serpente risalì lungo la coscia della giovane. Giunto al pube, si immerse in quel folto cespuglio di peli e scomparve nel suo corpo. Ella reagì allungando la schiena all’indietro e prendendo una rapida boccata d’ossigeno.
    Una scena indecente, blasfema, che eccitò Michele in un modo per cui – lo sapeva – in qualsiasi altro momento avrebbe provato vergogna.
    «Lucifero» disse in un respiro rapito.
    Il sorriso dell’altra si allargò. «Fratello» rispose, le braccia protese. «Ti aspettavo.»
    Michele andò da lei.”
    Carolina Gaetano, Quello che eri

  • #20
    “«In un tempo dimenticato» proseguì Faqr, «in un mondo che non era ancora il nostro mondo, Allah vedendo la malvagità degli uomini pianse».
    «E le sue lacrime si trasformarono nella lama della spada, mentre l’impugnatura venne forgiata dai primi uomini per non dimenticare il male commesso e il dolore arrecato all’Onnipotente» concluse Giahl.”
    Francesca Rossi, La spada di Allah

  • #21
    “Nel momento in cui stava per arrendersi, abbandonandosi alla delusione e alla rassegnazione, un pensiero gli attraversò la mente come una scheggia: gli errori si pagano e si accettano, ciò che è stato non si può cambiare, ma il futuro è ancora tutto da costruire.”
    Francesca Rossi, La spada di Allah

  • #22
    “Tina sognava acque placide e un sole nascosto da fronde e nuvole che non esistevano. Il sole d’improvviso si è fatto notte, una notte guasta e pesante. L’acqua si è infettata, agitandosi torbida intorno a lei, trasformando un lieve nuotare in un isterico annaspare in cerca d’aria. I riflessi sono diventati tenebre e la solitudine minaccia. Presenze ovunque intorno a lei, dietro ombre che prima nemmeno esistevano. Centinaia di occhi la scrutano malevoli, centinaia di ansiti, tutti appartenenti ad un unico padrone. Lei l’unico oggetto della sua attenzione.”
    Paolo Ferrara, L’orrore numero 91

  • #23
    “Sono sovraccarico di tensione, irritato ed irritabile. Con le persone, con gli oggetti. Il pensiero più disturbante? Che sia stato io stesso ad alimentare qualcosa che forse non c’era. Ora sicuramente quel coltello che mi scava dentro non è più un illusione. Gli occhi e le orecchie invisibili a cui è affidata la mia persona non avranno mancato di tradurre i miei nuovi atteggiamenti in paragrafi e capitoli, corredati di suggerimenti e domande, a dubbi legati alla mia affidabilità ed efficienza. Un giorno non mi spiacerebbe avere accesso ai rapporti compilati e incasellati a mio nome. Avrei l’occasione di leggere il diario segreto che qualcuno ha scritto su di me.”
    Paolo Ferrara, L’orrore numero 91

  • #24
    Paolo Ninzatti
    “In calce all’ultimo capitolo del copione della Contessa era scritta la nostra prossima meta: la base di Sebastopoli, in Crimea, ora in mano ai tedeschi dopo la grande avanzata seguita al collasso della Russia. Lì avremmo fatto il pieno di carburante e proseguito verso la nostra, ancora sconosciuta meta.”
    Paolo Ninzatti, Missione Medea

  • #25
    Letizia Loi
    “D’un tratto gli androidi prodotti dalla Hoffman & Sons parevano più umani degli umani stessi, si mescolavano nel grigio di Londra, tra le carrozze a scoppio e il vapore denso, lasciando in mostra protesi meccaniche come le persone esibivano tratti animali. E non era finita lì, molta gente stava ancora mutando, spariva dalla circolazione per qualche tempo e poi saltava fuori con un aspetto sorprendente.
    Cominciai a chiedermi quando sarebbe venuto il mio turno, quale aspetto avrei preso e quanto avrebbe condizionato le nostre vite.”
    Letizia Loi, La Grande Mutazione

  • #26
    “Prima di essere dimesso viene visitato da un dottore umano, non da qualche genere di robot paramedico, un tipo sbrigativo e cordiale. Lì per lì, quello imbastisce una piccola conferenza sulle microscopiche nano-macchine che scorrono nelle vene di Aldous, sui benefici alla salute che comportano, compreso un considerevole allungamento della vita.”
    Claudio Cordella, Restituzione

  • #27
    “Non riesco a trattenere un sorriso, al pensiero di un gioco che vuol farsi chiamare “football” pur calciando la palla coi piedi. Una palla sferica. Europei.”
    Alain Voudì, Indipendenza violata

  • #28
    Daniela Barisone
    “«Non farà male come credi».
    Ci sono giorni in cui molti si ritrovano a pronunciare una frase del genere. Dottori, maestre, poliziotti, i professionisti più svariati.
    La giovane donna rannicchiata sul pavimento non era comunque pronta. Di certo non si sarebbe mai aspettata che a dirle una frase del genere sarebbe stato proprio il suo assassino.”
    Daniela Barisone, Vae Victis
    tags: horror

  • #29
    Diego Collaveri
    “Quando alzai la testa, ormai fradicia, ero di nuovo davanti alla centrale. Non mi ero nemmeno accorto che la sigaretta si fosse spenta a causa della pioggia; solo quando mi fermai l’odore acre del mozzicone bagnato che avevo tra le labbra raggiunse pungente le narici, disgustandomi. Lo sputai lontano, come a volermi liberare di un qualcosa che mi assillava da anni, ma quell’amaro che sentivo in bocca non se ne andò, anzi, sembrò restare per ricordarmi il sapore della realtà. Lo stomaco mi si rivoltò dallo schifo. Guardai il mio riflesso in una pozzanghera agitata dall’acqua che cadeva, e per la prima volta sentii il peso di ciò che era diventata la mia vita: un qualcosa di cui non mi sarei mai potuto liberare. Mi resi conto che tutto questo avrebbe finito per consumarmi e dopo tanti anni mi sentii di nuovo solo.”
    Diego Collaveri, Anime assassine: La vendetta del Cigno Nero

  • #30
    “«Non tutte le parole sono precipitate al suolo» disse Lucio, trovando infine il coraggio di guardarmi negli occhi.
    Mi sforzai di dire qualcosa. «No?»
    «No» continuò, il volto ammorbidito. Era sollevato che avessi deciso di aprire bocca. «Sembra che alcune parole siano più pesanti di altre».”
    Roberto Bommarito, Parole



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