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  • #1
    Arthur Conan Doyle
    “You see, but you do not observe.”
    Sir Arthur Conan Doyle, A Scandal in Bohemia

  • #2
    Paul Auster
    “Reading was my escape and my comfort, my consolation, my stimulant of choice: reading for the pure pleasure of it, for the beautiful stillness that surrounds you when you hear an author's words reverberating in your head.”
    Paul Auster, The Brooklyn Follies

  • #3
    Dino Buzzati
    “Ogni vero dolore viene scritto su lastre di una sostanza misteriosa al paragone della quale il granito è burro.”
    Dino Buzzati, La boutique del mistero

  • #4
    Stefano Benni
    “Piovi pure, cielo nero, grandina, e tu, vento, soffiaci contro. Noi abbiamo sempre mangiato pane e tempesta.
    E terremo duro.”
    Stefano Benni, Pane e tempesta

  • #5
    Kate Chopin
    “The voice of the sea speaks to the soul.”
    Kate Chopin, The Awakening

  • #6
    Rabih Alameddine
    “Nessuna perdita viene avvertita più profondamente della perdita di ciò che sarebbe potuto essere. Nessuna nostalgia fa male quanto la nostalgia per le cose che non sono mai esistite.”
    Rabih Alameddine, An Unnecessary Woman

  • #7
    C.G. Jung
    “Finché non prenderai coscienza l'inconscio governerà la tua vita.
    E tu lo chiamerai destino.”
    Carl Gustav Jung

  • #8
    Neil Gaiman
    “I lived in books more than I lived anywhere else.”
    Neil Gaiman, The Ocean at the End of the Lane

  • #9
    Italo Calvino
    “Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento di Libri Che Non Hai Letto che ti guardavao accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti. Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Già Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E così superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Più Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Metà Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque E' Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi attacchi, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza
    i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,
    i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,
    i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,
    i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,
    i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate,
    i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,
    i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.
    Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.”
    Italo Calvino, If on a Winter's Night a Traveler

  • #10
    Irène Némirovsky
    “La felicità assomiglia a delle vacanze in riva al mare in un'estate piovosa, dove solo l'ultima giornata è stata bella, e questo è sufficiente per rimpiangerle.”
    Irène Némirovsky, L'incendio e altri racconti

  • #11
    Cesare Pavese
    “Ti ride negli occhi la stranezza di un cielo che non è il tuo.”
    Cesare Pavese, Lavorare stanca



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