Valentina Bellettini > Valentina's Quotes

Showing 1-12 of 12
sort by

  • #1
    Ray Bradbury
    “The books are to remind us what asses and fool we are. They're Caeser's praetorian guard, whispering as the parade roars down the avenue, "Remember, Caeser, thou art mortal." Most of us can't rush around, talking to everyone, know all the cities of the world, we haven't time, money or that many friends. The things you're looking for, Montag, are in the world, but the only way the average chap will ever see ninety-nine per cent of them is in a book. Don't ask for guarantees. And don't look to be saved in any one thing, person, machine, or library. Do your own bit of saving, and if you drown, at least die knowing you were headed for shore.”
    Ray Bradbury, Fahrenheit 451

  • #2
    Tsugumi Ohba
    “Justice will prevail!”
    Tsugumi Ohba

  • #3
    Valentina Bellettini
    “Ecco perché l’amore non si può spiegare; nel momento stesso in cui una madre abbraccia per la prima volta il proprio figlio, sente di amarlo, qualunque sia il suo aspetto fisico.”
    Valentina Bellettini, Profumo d'incenso

  • #4
    Valentina Bellettini
    “A un tratto lui ricambiò lo sguardo e la fissò, come se la stesse studiando. Poi, i suoi occhi acquistarono una strana sicurezza. "Sei tu". E di colpo, tutto cambiò. Fu come se il cuore le fosse uscito prepotentemente dal petto; era come se quel blu magnetico avesse attirato l'anima della ragazza, ora sospesa a galleggiare tra i loro due corpi.”
    Valentina Bellettini, Eleinda - Una leggenda dal futuro

  • #5
    Valentina Bellettini
    “Non avrebbe permesso al passato di rovinarle quello che l’aspettava; i sogni dei ragazzi sono il nettare della loro vita.”
    Valentina Bellettini, Eleinda Prequel - La vita prima della leggenda

  • #6
    Valentina Bellettini
    “Quasi sempre si era sentita dire che era sbagliato credere che il mondo sarebbe cambiato; la giudicavano per questo ingenua e anche un po’ presuntuosa. Ma d’altra parte, se tutti l’avessero pensata così, allora nessuno avrebbe fatto il primo passo. Eleonora credeva fermamente che fosse possibile migliorare, e non si vergognava di questa speranza; lei continuava a fare il primo passo, sperando che un giorno avrebbe incontrato altri giovani che, insieme a lei, avrebbero fatto
    camminare il mondo verso un futuro migliore.”
    Valentina Bellettini, Eleinda - Una leggenda dal futuro

  • #7
    Valentina Bellettini
    “Il rischio di perdere quella ragazza per sempre, aveva scalfito
    quella dura corazza dal suo cuore; forse stava nascendo qualcosa
    di nuovo nella natura dei draghi, perché lui si sentiva dipendere
    da Eleonora. Aveva perso la propria libertà.
    «Ma la libertà, e anche poter scegliere di essere diverso», si
    rispose.”
    Valentina Bellettini, Eleinda - Una leggenda dal futuro

  • #8
    Valentina Bellettini
    “«Eppure dev’esserci una correlazione. Lo scienziato che gioca col destino dei draghi, e i draghi che si organizzano in segreto per fondare un nuovo regno. Sta accadendo tutto nello stesso momento, vedete? Se i draghi sono sempre esistiti, allora perché è solo oggi, in quest’epoca, che hanno deciso di muoversi? Forse perché è adesso che si sentono davvero minacciati.»
    «Quando si tratta del dottor Brandi, la minaccia si estende anche a noi.» Disse Eleonora. «Hai ragione, Ale. I draghi sono coloro che potrebbero salvarci.»”
    Valentina Bellettini, Eleinda² - La formula dell'immortalità

  • #9
    Valentina Bellettini
    “Eleonora si rese conto che fondare il regno dei draghi acquistava un nuovo significato: non tutti i draghi erano indipendenti e forti come Indaco e Nessie, e vivere millenni in solitudine aveva fatto evolvere la razza in modo tale che nella nuova era sentivano l’esigenza di formare branchi. In un mondo così grande, nemmeno i draghi volevano stare soli.”
    Valentina Bellettini, Eleinda² - La formula dell'immortalità

  • #10
    Valentina Bellettini
    “Eleonora era in cucina che preparava qualche nuova prelibatezza per sorprendere il gusto di colui che era abituato a nutrirsi di sola carne; era ormai inverno e i suoi genitori avevano raccolto, tra le altre cose, delle belle e croccanti verze di stagione. Solo che non sapeva cucinarle. Prima di controllare su internet come si faceva anche solo a conciarle, ne staccò le foglie una a una, come se fosse un cespo d’insalata, finché si rese conto che la grande foglia che aveva tra le mani assomigliava alle ali di Indaco. La rigirò, la ribaltò: le ricordava proprio un’ala del drago. Ne condivideva la forma, e al tatto era forte e flessibile allo stesso tempo, come le ali che si piegano per sfidare il vento. Come le linee delle membrane che percorrevano le ali fino alle estremità, nelle venature della foglia scorreva il sangue della Madre Terra; Eleonora le accarezzò con malinconia, chiedendosi dove fossero finite quelle meravigliose, indaco e viola, del suo drago. Appoggiò la foglia insieme alle altre nel lavabo e d’improvviso le sembrarono delle ali strappate.”
    Valentina Bellettini, Eleinda² - La formula dell'immortalità

  • #11
    Valentina Bellettini
    “Quella frase detta in maniera così esplicita, quasi sfacciata, fu come un fastidioso prurito in un punto della schiena dove non si riesce ad arrivare a grattarsi; Eleonora capì che era gelosia. Eppure lei sapeva bene che era un sentimento naturale, privo di malizia. Sapeva cosa voleva dire sentirsi legati a un drago; doveva essere preparata. Invece no. Li guardava, e aveva la netta sensazione che non dovesse star lì: era di troppo, un elemento di disturbo. Si chiese se mai Alessandro avesse provato una cosa simile durante il loro viaggio con Indaco. Non aveva mai dato peso a simili cose finché non si era trovata lei dall’altra parte: l’esclusa dalla dimensione che si apre tra un drago e il suo umano. Nonostante il disagio, non riusciva ad andarsene: era curiosa, o forse troppo sorpresa per riuscire a muovere un solo muscolo; guardava il volto del ragazzo rapito dalla dragonessa, il suo sguardo colmo d’adorazione, meraviglia e rispetto.
    Estasiato.
    Osservò le sue mani dipingersi di rosso, e provò ancora più imbarazzo nel sentirsi lì: lui apparteneva a quella creatura, adesso. Scosse la testa: non era il caso di fare certi pensieri. Cambiò rotta e cominciò a pensare che le cose sarebbero invece andate meglio: ora che anche lui aveva il suo drago, tutto sarebbe stato più semplice e si sarebbero capiti fino in fondo perché vivevano entrambi la stessa meravigliosa esperienza.
    “Se è tutto così bello, allora perché mi sento così malinconica e triste?” rifletté. “Non mi è venuto incontro, non mi ha chiesto nemmeno come sto. Se sapesse cosa stavo per fare... Alla fine non l’ho fatto, ed è stato quell’attimo di esitazione a rendermi vulnerabile. Ho rischiato di morire... Non gliene importa più?” Sentì un nodo alla gola.”
    Valentina Bellettini, Eleinda² - La formula dell'immortalità

  • #12
    Valentina Bellettini
    “Occhi verdi che lo catturarono, fiduciosi, pronti a svelargli i suoi segreti. Occhi in cui c'era l'amore e aveva la forma del suo essere. Colmi di lui.”
    Valentina Bellettini, Eleinda - La vita prima della leggenda



Rss