“Si lasciò cadere a terra, e guardò la campagna ondulata che saliva e scendeva, lontano, lontano, finché chissà dove, laggiù, raggiungeva il mare. Incolta, disabitata, esisteva da sé, per sé, senza città e senza case, vista da quell'altezza. Scuri solchi d'ombra, luminosi respiri di luce, s'alternavano. Poi, mentre guardava, la luce si mosse e il buio si mosse; luce e ombra viaggiarono su per le colline e sopra le vallate. Un mormorio profondo le cantò nelle orecchie - la terra, che cantava a se stessa, levava un coro, in solitudine.
Rimase in ascolto, distesa. Era felice, completamente felice. Il tempo non esisteva.”
―
Virginia Woolf,
Gli anni