My little lady Quotes

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My little lady My little lady by Serena M. Barbacetto
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“Rileggendo quelle poche frasi come sotto ipnosi, tardai ad accorgermi che la mia compagna virtuale aveva proiettato in un angolo del parabrezza la propria icona, cercando di attirare la mia attenzione in maniera il più possibile garbata e discreta.
Scacciai quella pagina con la mano, archiviandola, come se non volessi mostrarle quanto la specie che l’aveva creata fosse andata vicina ad annientarsi da sola, neanche cent’anni prima.”
Serena M. Barbacetto, My little lady
“Quei due mondi erano specchi deformanti: si riflettevano a vicenda e gettavano luci e ombre l’uno sull’altro, come se s’interrogassero e ponessero in dubbio reciprocamente. L’illusione era così perfetta che dovevo ripetermi in continuazione che una di quelle dimensioni era reale, mentre l’altra non lo era.”
Serena M. Barbacetto, My little lady
“Guardo Edith, ormai avanti negli anni: dopo avermi cercato con gli occhi e trovato ai margini di quel giardino solatio, intento a scrivere sul mio solito quaderno rilegato di pelle lista e scolorita, mi scruta da lontano, lasciando affiorare un sorriso che le increspa appena le labbra. È lì e aspetta, come sempre, seduta nella sua poltrona preferita sotto il portico della candida villa in cui viviamo da vent’anni, immersa nel verde e nei fiori.
Vorrei dirle che il problema non è nostro, ma del mondo, che non ama le cose semplici. Il mondo è un caos d’idee complicate che si fanno la guerra fra loro, senza lasciare spazio alla ragionevolezza, e a coloro che si lanciano in fantasticherie idealistiche non offre che buche in cui seppellirle, quando giunge il momento di raccoglierne i pezzi.
Adesso che anche l’ultimo grande sogno è finito, un’altra Grande Guerra è alle porte. Se sarà ancora peggiore della precedente, probabilmente sarà l’ultima.
(...) Sostando in piedi all’ombra del grande albero, Edith fissa un punto lontano, all’orizzonte, appoggiandosi alla staccionata bianca, e continua a fissarlo fin quasi a farsi lacrimare gli occhi.”
Serena M. Barbacetto, My little lady