The Grammar of Fantasy Quotes

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The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories by Gianni Rodari
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“Reality can be entered through the main door or it can be slipped into through a window, which is much more fun.”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
“... ако трябва да научим децата да мислят, трябва първо да ги научим да измислят.”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
“Ето историята за един човечец, попаднал в града кой знае откъде. Трябвало да вземе, за да стигне до катедралата, най-напред трамвай номер три, а после номер едно. Въобразява си, че ще икономиса един билет, като вземе трамвай номер четири. Тази история би могла да помогне на децата да различават правилното събиране от невъзможното.”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
“A stone thrown into a pond sets in motion concentric waves that spread out on the surface of the water, and their reverberation has an effect on the water lilies and reeds, the paper boat, and the buoys of the fishermen at various distances. All these objects are just there for themselves, enjoying their tranquility, when they are wakened to life, as it were, and are compelled to react and to enter into contact with one another. Other invisible vibrations spread into the depths, in all directions, as the stone falls and brushes the algae, scaring the fish and continually causing new molecular movements. When it then touches the bottom, it stirs up the mud and bumps into things that have rested there forgotten, some of which are dislodged, others buried once again in the sand.”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
“el «prefijo fantástico» no es
más que un caso particular del «binomio fantástico», en que los dos
componentes son el prefijo escogido para originar nuevas palabras y
la palabra primitiva escogida para ser promocionada gracias a la
deformación.”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
tags: niños
“Bisogna stare attenti a un aspetto particolare del "riso di superiorità". Se non lo si tiene d'occhio, esso può assumere una funzione conservatrice, allearsi al conformismo più piatto e più bieco. Sta qui l'origine di un certo "comico" reazionario che si ride del nuovo, dell'insolito, dell'uomo che vuol volare come gli uccelli, delle donne che vogliono far politica, di chi non pensa come gli altri, non parla come gli altri, come vogliono le tradizioni e i regolamenti...
Perché quel riso abbia una funziona positiva, bisogna che la sua freccia colpisca piuttosto le idee vecchie, la paura di cambiare, il bigottismo della norma.
I "personaggi sbagliati" del tipo anticonformista, nelle nostre storie, devono avere successo. La loro "disobbedienza" alla natura, o alla norma, deve essere premiata. Il mondo, sono i disobbedienti che lo mandano avanti!”
Gianni Rodari, The Grammar of Fantasy: An Introduction to the Art of Inventing Stories
“Para conocerse, hace falta poder imaginarse.”
Gianni Rodari, La gramática de la fantasía: Introducción al arte de inventar historias
“Los cuentos, en definitiva, habrían nacido por caída del mundo sacro en el mundo laico: también por caída han arribado al mundo infantil, reducidos a juguetes, objetos que en épocas anteriores fueron objetos rituales y culturales. Por ejemplo las muñecas, la peonza. Pero, ¿no hay, en el origen del teatro, un mismo proceso desde lo sacro a lo profano?”
Gianni Rodari, Gramàtica de la fantasia
“Una china tirada a un estanque suscita ondas concéntricas que se extienden sobre su superficie, involucrando en su movimiento, a distancias distintas, con distintos efectos, al nenúfar y al junco, al barquito de papel y a la balsa del pescador. Objetos que se mantenían a su aire, en su paz o en su sueño, son como reclamados a la vida, obligados a reaccionar, a entrar en relación entre sí.

(...) no de otro modo una palabra, lanzada a la mente por azar, produce ondas de superficie y de profundidad, provoca una serie infinita de reacciones en cadena, atrayendo en su caída sonidos e imágenes, analogías y recuerdos, significados y sueños, en un movimiento que interesa a la experiencia y a la memoria, a la fantasía y al inconsciente, y que es complicado por el hecho de que la misma mente no asiste pasiva a la representación, sino que interviene en ella continuamente, para aceptar y repeler, enlazar y censurar, construir y destruir.”
Gianni Rodari, La gramática de la fantasía: Introducción al arte de inventar historias
“Un modo di rendere produttive, in senso fantastico, le parole, è quello di deformarle. Lo fanno i bambini, per gioco: un gioco che ha un contenuto molto serio, perché li aiuta a esplorare le possibilità delle parole, a dominarle, forzandole a declinazioni inedite; stimola la loro libertà di «parlanti», con diritto alla loro personale "parole" (grazie, signor Saussure); incoraggia in loro l'anticonformismo.
Nello spirito di questo gioco è l'uso di un prefisso arbitrario. Io stesso vi ho fatto ricorso più volte.
Basta una "s" a trasformare un «temperino» - oggetto quotidiano e trascurabile, per di più pericoloso e offensivo - in uno «stemperino», oggetto fantastico e pacifista, che non serve a far la punta alle matite, ma a fargliela ricrescere quand'è consunta. Con rabbia dei cartolai e dell'ideologia consumistica. Non senza allusioni di colore sessuale, ben occultate, ma non per questo non recepibili (sotto il livello della coscienza) dai bambini.
Lo stesso prefisso mi dà lo «staccapanni», cioè il contrario dell'«attaccapanni»: non serve per appendervi gli abiti, ma per staccarli quando se ne ha bisogno, in un paese di vetrine senza vetri, negozi senza cassa e guardaroba senza scontrino. Dal prefisso all'utopia. Ma non è certo vietato immaginare una città futura in cui i cappotti siano gratuiti come l'acqua e l'aria. E l'utopia non è meno educativa dello spirito critico."
8. Il prefisso arbitrario, p. 31”
Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia: Introduzione all'Arte di Inventare Storie
“Occorre una certa distanza tra le due parole, occorre che l'una sia sufficientemente estranea all'altra, e il loro accostamento discretamente insolito, perché l'immaginazione sia costretta a mettersi in moto per istituire tra loro una parentela, per costruire un insieme (fantastico) in cui i due elementi estranei possano convivere. Perciò è bene scegliere il binomio fantastico con l'aiuto del caso. Le due parole siano dettate da due bambini, all'insaputa l'uno dell'altro; estratte a sorte; indicate da un dito che non sa leggere in due pagine lontane del vocabolario.
[...] Nel «binomio fantastico» le parole non sono prese nel loro significato quotidiano, ma liberate dalle catene verbali di cui fanno parte quotidianamente. Esse sono «estraniate», «spaesate», gettate l'una contro l'altra in un cielo mai visto prima. Allora si trovano nelle condizioni migliori per generare una storia."
4. Il binomio fantastico, pp. 18-19”
Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia: Introduzione all'Arte di Inventare Storie
“Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla sua superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad aver tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni.
Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l'esperienza e la memoria, la fantasia e l'inconscio e che è complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere. (p.7)”
Gianni Rodari, Grammatica della Fantasia: Introduzione all'Arte di Inventare Storie