Ninnisha|Roberta > Ninnisha|Roberta's Quotes

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  • #1
    Diego De Silva
    “Mi succede sempre così, a me, coi problemi. Da lontano, mi fanno fare un sacco di discorsi complicati. Quando poi ci vediamo, troviamo sempre il modo di metterci d'accordo.”
    Diego De Silva, Non avevo capito niente

  • #2
    Diego De Silva
    “Certe volte penso che, quando alzi la testa, e cominci a muovere le cose e a chiedere, invece di subire tutto praticando il minimo sindacale di resistenza (che poi è il mio modo di vivere), la realtà ti nota. Acquista un po' di stima nei tuoi confronti e ti rende la vita più facile. Ecco perchè all'improvviso capita che trovi posto sotto casa, o una donna ti guarda, o ti offrono un lavoro, Come quando ti fai l'amante, che all'improvviso ti cercando altre quattro o cinque donne contemporaneamente (fra cui un paio di ex che non vedevi da qualche anno), e tu ti domandi: <>
    E' che la realtà s'informa, sul conto delle persone. Quando concede questi bonus, procede a un'apertura di credito. Ti dice: eccolo, è tuo, ma non fare la cafonata di sperperarlo per tornare pezzente domani mattina. Non l'hai trovato per terra: l'ho dato proprio a te. Dimostrami che non ho sbagliato sul tuo conto. Continua così: cambia.
    Il problema, almeno per quanto mi riguarda, è che non riesco a far cambiare a nessuno l'opinione sul mio conto per più di una giornata - una giornata e mezzo.
    Per cui mi limito al bonus.”
    Diego De Silva

  • #3
    Ray Bradbury
    “Siamo in troppi pensava intanto. Siamo in miliardi di esseri su questa terra e miliardi e miliardi sono troppi. Non ci conosciamo tra noi. Nessuno conosce qualcuno degli altri. Sconosciuti vengono a violare la tua intimità. Sconosciuti ti entrano in casa e ti strappano il cuore dal petto. Ti succhiano via tutto il sangue.”
    Ray Bradbury, Fahrenheit 451

  • #4
    Ray Bradbury
    “(...) Ma perché non siete mai a scuola? vi vedo ogni giorno, in giro, sempre vagabonda..."
    "Oh, non soffrono troppo della mia mancanza, credetemi" rispose lei. "Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa si intenda per senso sociale, non vi sembra? Per me significa parlare con voi di cose come queste. (...) O anche parlare di quanto è strano questo mondo. Stare con la gente è una cosa bellissima. Ma non mi sembra sociale riunire un mucchio di gente, per poi non lasciarla parlare, non sembra anche a voi? Un'ora di lezione davanti alla TV, un'ora di pallacanestro, o di baseball o di footing, un'altra ora di storia riassunta o di riproduzione di quadri celebri e poi ancora sport, ma, capite, nopn si fanno domande, o almeno quasi nessuno le fa; loro hanno già le risposte pronte, su misura, e ve le sparano contro in rapida successione, bang, bang, bang, e intanto noi stiamo seduti là per più di quattr'ore di lezioni con proiezioni. Tutto ciò per me non è sociale. E' tutt'acqua rovesciata a torrenti, risciacquatura è, mentre loro ci dicono che è vino quando non lo è. Ci riducono in condizioni così pietose, quando viene la sera, che non possiamo fare altro che andarcene a letto o rifugiarci in qualche Parco Divertimenti a canzonare o provocare la gente, a spaccare vetri nel Padiglione degli spaccavetri o a scassare automobili, nel Recinto degli scassamacchine, con la grossa sfera d'acciaio. O non ci resta che salire in macchina e correre pazzamente per le strade, cercando di vedere quanto da vicino si possano sfiorare i lampioni e quanto strette si possano fare le curve, magari sulle due ruote laterali. Può darsi benissimo che io sia proprio quello che dicono, d'accordo. Non ho amici, io. E questo dovrebbe provare che sono anormale. Ma tutte le persone che conosco urlano e ballano intorno come impazzite o addirittura si battono a vicenda, selvaggiamente. Avete notato come la gente si faccia male, di questi tempi? (...) Ho paura dei ragazzi della mia età. Si uccidono a vicenda. (...) Sei amici miei sono morti d'arma da fuoco da un solo anno a questa parte. Dieci ne sono morti in incidenti automobilistici. Mi fanno paura e loro non mi hanno in simpatia perché ho paura
    (...)
    Soprattutto mi piace studiare la gente. A volte passo l'itera giornata nella Ferrovia Sotterranea, a sentir le persone parlare, a guardarle. Mi piace indovinare chi sia quel tale, che cosa voglia quell'altro, dove vadano. Spesso scivolo come un serpente su una vettura della Sotterranea a sentire cosa dicono le persone. O nelle mescite di bibite e dolci, e sapete cosa ho scoperto? (...) Che la gente non dice nulla. (...) Parla di una gran quantità di automobili, parla di vestiti e di piscine e dice che sono una meraviglia! Ma non fanno tutti che dire le stesse cose e nessuno dice mai qualcosa di diverso dagli altri. E quasi sempre nei caffè hanno le macchinette d'azzardo in funzione, si raccontano le stesse barzellette, oppure c'è la parete musicale accesa con i disegni a colori che vanno e vengono.”
    Ray Bradbury

  • #5
    Italo Calvino
    “Ancora confuso era lo stato delle cose nel mondo, nell'Evo in cui questa storia si svolge. Non era raro imbattersi in nomi e pensieri e forme e istituzioni cui non corrispondeva nulla d'esistente. E d'altra parte il mondo pullulava di oggetti e facoltà e persone che non avevano nome nè distinzione dal resto. Era un'epoca in cui la volontà e l'ostinazione d'esserci, di marcare un'impronta, di fare attrito con tutto ciò che c'è, non veniva usata interamente, dato che molti non se ne facevano nulla - per miseria o ignoranza o perchè invece tutto riusciva loro bene lo stesso - e quindi una certa quantità ne andava persa nel vuoto. Poteva pure darsi allora che in un questa volontà e coscienza di sè, così diluita, si condensasse, facesse grumo, come l'impercettibile pulviscolo acquoreo si condensa in fiocchi di nuvole, e questo groppo, per caso o per istinto, s'imbattesse in un nome e in un casato, come allora ne esistevano spesso di vacanti, in un grado nell'organico militare, in un insieme di mansioni da svolgere e di regole stabilite; e - sopratutto - in un'armatura vuota, chè senza quella, coi tempi che correvano, anche un uomo che c'è rischiava di scomparire, figuriamoci uno che non c'è... Così aveva cominciato a operare Agilulfo dei Guildiverni e a procacciarsi gloria.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #6
    Italo Calvino
    “Dovete compatire: si è ragazze di campagna, ancorché nobili, vissute sempre ritirate, in sperduti castelli e poi in conventi; fuor che funzioni religiose, tridui, novene, lavori dei campi, trebbiature, vendemmie, fustigazioni di servi, incesti, incendi, impiccagioni, invasioni d’eserciti, saccheggi, stupri, pestilenze, noi non si è visto niente.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #7
    Italo Calvino
    “Questa metà di fanciulla (la metà di crostaceo adesso aveva un aspetto ancor più disumano e inespressivo) si girò su se stessa, cercò un luogo accogliente, punto un piede da una parte l'altro dall'altra di un ruscello, piegò un poco i ginocchi, v'appoggiò le braccia dalle ferree cubitiere, protese avanti il capo e indietro il tergo, e si mise tranquilla e altera a far pipì. Era una donna di armoniose lune, di piuma tenera e di fiotto gentile. Rambaldo ne fu tosto innamorato.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #8
    Italo Calvino
    “Questo degli avvoltoi non è un lavoro che vada subito per il suo verso. Si calano appena la battaglia volge alla fine: ma il campo è seminato di morti tutti catafratti nelle corazze d'acciaio, contro cui i rostri dei rapaci battono senza neanche scalfirli. Appena viene sera, silenziosi, dagli opposti campi, camminando carponi, arrivano gli spogliatori di cadaveri. Gli avvoltoi risaliti a vorticare in cielo, aspettano che abbiano finito. Le prime luci illuminano un campo biancheggiante di corpi tutti ignudi. Gli avvoltoi ridiscendono e cominciano il gran pasto. Ma devono sbrigarsi, perché non tarderanno ad arrivare i becchini, che negano agli uccelli quel che concedono ai vermi.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #9
    Italo Calvino
    “Agilulfo trascina un morto e pensa:"[...]E' vero che chi esiste ci mette sempre anche un qualcosa, una impronta particolare, che a me non riuscirà mai di dare. Ma se il loro segreto è qui, in questo succo di trippe, grazie, ne faccio a meno. Questa valle di corpi nudi che si disgregano non mi fa più ribrezzo del carnaio del genere umano vivente.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #10
    Italo Calvino
    “Gurdulù trascina un morto e pensa: "Butti fuori certi peti più puzzolenti dei miei, cadavere. Non so perché tutti ti compiangano. Cosa ti manca? Prima ti muovevi, ora il tuo movimento passa ai vermi che tu nutri. Crescevi unghie e capelli: ora colerai liquame che farà crescere più alte nel sole le erbe del prato. Diventerai erba, poi latte delle mucche che mangeranno l'erba, sangue di bambino che ha bevuto il latte e così via. Vedi che sei più bravo a vivere tu di me, o cadavere?”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #11
    Italo Calvino
    “Rimbaldo trascina un morto e pensa: "[...] per te i dadi hanno già dato i loro numeri. Per me ancora vorticano nel bussolotto. E io amo, o morto, la mia ansia, non la tua pace.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #12
    Italo Calvino
    “[...] l'arte di scriver storie sta nel saper tirare fuori da quel nulla che si è capito della vita tutto il resto. ma finita la pagina si riprende la vita e ci s'accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #13
    Italo Calvino
    “Ci si mette a scrivere di lena, ma c'è un'ora in cui la penna non gratta che polveroso inchiostro, e non vi scorre più una goccia di vita, e la vita è tutta fuori, fuori dalla finestra, fuori di te, e ti sembra che mai più potrai rifugiarti nella pagina che scrivi, aprire un altro mondo, fare un salto.[...] scrivendo non mi sono cambiata in bene, ho solo consumato un po' d'ansiosa incosciente giovinezza.”
    Italo Calvino, Il cavaliere inesistente

  • #14
    H.P. Lovecraft
    “Penso che il destino degli uomini sarebbe ancora più crudele di quanto già sia, se la nostra mente non fosse incapace di mettere in rapporto tra loro tutte le cose che avvengono in questo mondo. La nostra vita si svolge nei confini di una pacifica isola di ignoranza, circondata dagli oscuri mari dell'infinito, e non credo che ci convenga spingerci troppo lontano da essa. Finora le scienze, progredendo passo passo nel campo d'azione proprio a ciascuna, non ci hanno arrecato troppo danno: ma un giorno o l'altro, quando infine si riuniranno le varie parti del sapere, oggi ancora sparse qua e là, si presenterà ai nostri occhi una visione talmente terrificante della realtà e della terribile parte che noi abbiamo in essa, che se non impazziremo dinanzi a una simile rivelazione, tenteremo di fuggire quella vista mortale rifugiandoci nell'oscurità di un nuovo medioevo.”
    H.P. Lovecraft

  • #15
    H.P. Lovecraft
    “La mia sbrigliata immaginazione credette di vedere, allo stesso tempo, una piovra, un drago e una caricatura umana. Aveva una testa rotonda, irta di tentacoli e posta su di un corpo grottesco e squamoso, da cui spuntavano due ali rudimentali: e c'era qualcosa, in quell'insieme, che rendeva la figura quanto mai spaventosa e ripugnante.”
    H.P. Lovecraft

  • #16
    Salvatore Niffoi
    “Cristo è risorto e qualcuno deve crepare al posto suo! A certi signorotti bisogna appenderli a testa in giù!”
    Salvatore Niffoi, Collodoro

  • #17
    George Orwell
    “LA GUERRA È PACE
    LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
    L'IGNORANZA È FORZA”
    George Orwell, 1984

  • #18
    Marion Zimmer Bradley
    “Siamo forse Greci, per sprecare la nostra vita a discutere i limiti della nostra filosofia?”
    Marion Zimmer Bradley

  • #19
    Marion Zimmer Bradley
    “Una volta catturata la città, gli altri ufficiali hanno violentato le donne..." sussurrò Costanzo. "Io non ho potuto farlo, fra tutti quei morti...”
    Marion Zimmer Bradley

  • #20
    Marion Zimmer Bradley
    “Quanto a me, che cosa credevo? Non temevo il mondo, e neppure lo disprezzavo. Ad Avalon avevo imparato una dottrina diversa: mi era stato insegnato a percepire lo spirito in ogni cosa e riconoscere che, nella maggior parte dei casi, il mondo procedeva nel proprio corso, interessandosi ben poco dell'umanità. Il corvo che gracchiava sul tetto non sapeva che l'uomo che lo ascoltava avrebbe interpretato il suo gracchiare come un segno: era l'uomo, dunque, che doveva attribuirgli un significato. Lo spirito pervadeva ogni cosa. Imparare a vivere in armonia col suo movimento era la Via della Saggezza.”
    Marion Zimmer Bradley

  • #21
    Marion Zimmer Bradley
    “Le donne ai tempi antichi avevano posseduto un potere che non ci apparteneva più. Se aveva già troppi figli, o se non era abbastanza in forze per allevarne un altro, o se nutrirlo avesse significato sottrarre alla tribù risorse preziose in un periodo inadatto, la madre poteva guardare i bambino in viso, protendere la mano e rimandarlo nel nulla, come se non fosse mai nato.”
    Marion Zimmer Bradley

  • #22
    Marion Zimmer Bradley
    “Non c'è mente più maligna di quella d'una donna per bene...eccettuata la mente d'un prete.”
    Marion Zimmer Bradley

  • #23
    Griet Op de Beeck
    “Ganzen lijken mij ook lief, maar papa heeft eens verteld dat je darmee moet oppassen, omdat die kunnen bijten. Dat vond ik raar, want ganzen hebben geen tanden. Toen zei papa dat ze het me hun bek doen, maar dat vond ik em dom verhaal, want bijen is gewoon met tanden, anders heet het toch niet bijten?”
    Griet Op de Beeck, Kom hier dat ik u kus



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