Nicola Chiaromonte

Nicola Chiaromonte’s Followers (2)

member photo
member photo

Nicola Chiaromonte



Average rating: 4.19 · 85 ratings · 18 reviews · 26 distinct works
La paradoja de la historia

by
4.06 avg rating — 17 ratings — published 1970 — 3 editions
Rate this book
Clear rating
The Worm of Consciousness a...

4.50 avg rating — 10 ratings — published 1977 — 5 editions
Rate this book
Clear rating
Listy do Muszki

by
4.33 avg rating — 6 ratings2 editions
Rate this book
Clear rating
Notatki

4.40 avg rating — 5 ratings — published 2015
Rate this book
Clear rating
Lo spettatore critico. Poli...

by
it was amazing 5.00 avg rating — 3 ratings
Rate this book
Clear rating
Che cosa rimane: Taccuini, ...

3.67 avg rating — 3 ratings — published 1995
Rate this book
Clear rating
The Paradox of History: Ste...

by
3.33 avg rating — 3 ratings — published 1985 — 4 editions
Rate this book
Clear rating
Granice duszy

by
4.50 avg rating — 2 ratings
Rate this book
Clear rating
Le verità inutili

liked it 3.00 avg rating — 2 ratings
Rate this book
Clear rating
Fra me e te la verità. Lett...

it was amazing 5.00 avg rating — 1 rating
Rate this book
Clear rating
More books by Nicola Chiaromonte…
Quotes by Nicola Chiaromonte  (?)
Quotes are added by the Goodreads community and are not verified by Goodreads. (Learn more)

“It is only through fiction and the dimension of the imaginary that we can learn something real about individual experience. Any other approach is bound to be general and abstract.

Nicola Chiaromonte

“Quando giunge l'ora in cui la morte comincia a guardarci negli occhi con una certa continuità, e quindi noi lei, se non vogliamo distoglier lo sguardo e far finta che tutto è come prima e non c'è niente da cambiare, la domanda che per prima ci si articola nella mente è: «Che cosa si è avuto dalla vita? Che cosa si è saputo avere?» Ma questa domanda è in realtà la maschera di un'altra più grave ed amara, negativa: «Che cosa non si è avuto?» E infine anche questa nasconde il semplice rimpianto della canzone: «Combien je regrette...» tutto ciò che ho avuto e tutto ciò che ho mancato. È l'esistenza nostra in negativo che allora ci si mostra, e ci mostra che s'è mancato esattamente tutto quello che non s'è avuto avendo quel che s'ebbe. Sicché, quale che sia stata, l'esistenza ci si rivela molto esattamente come un errore.

Allora, dunque, non c'è forse errore nel modo stesso di guardare alla vita come un'impresa di rapina e di presa: carpe diem...sazia la fame di...tutto.

Se questo non è semplice, naturale rimpianto non di ciò che non si è avuto, ma della vita trascorsa e tramuta in sogno di se stessa, è una stoltezza, dunque. In verità la domanda vera, quella che infine si nasconde sotto tutte le altre più o meno febbrili e desolate non è «che cosa si è avuto?» ma «che cosa rimane?». Che cosa rimane del seguito di giorni e di anni vissuto come si poteva, e cioè secondo una necessità di cui neppure ora riusciamo a decifrare la legge, ma insieme come capitava, e cioè a caso?

Rimane, se rimane, quello che si è, quello che si era: il ricordo di essere stati «belli», direbbe Plotino e la capacità di mantenerlo tuttora vivo. Rimane l'amore, se lo si è provato, l'entusiasmo per le azioni nobili, per le tracce di nobiltà e di pregio che s'incontrano nelle scorie della vita. Rimane, se rimane, la capacità di mantenere che ciò che è bene è bene, ciò che è male, male, e non si può fare che sia diversamente (e non si deve fare che appaia diversamente).

Rimane quello che era, quello che merita di continuare e durare, ciò che sta. E di noi, di quell'Ego da chi non potremo mai strapparci né mai abiurarlo, non rimane nulla.”
Nicola Chiaromonte, Che cosa rimane: Taccuini, 1955-1971



Is this you? Let us know. If not, help out and invite Nicola to Goodreads.