Quattro stagioni per vivere Quotes
Quattro stagioni per vivere
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Mauro Corona154 ratings, 3.77 average rating, 14 reviews
Quattro stagioni per vivere Quotes
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“Quando un uomo sta solo per mesi, la compagnia di un’anima femminile gli cambia la vita e il modo di vedere le cose. Torna come un bambino. Vorresti che le ore si fermassero e con esse il tempo. Succede questo a chi vive solo.
Il segreto per capire la vita è aver bisogno di qualcuno e non trovare nessuno. Allora sì che, quando trovi, apprezzi. Se hai sempre tutto e tutto vicino, quel tutto si rovina. L’esistenza è una fisarmonica. Affinché suoni, bisogna allontanare i lati opposti e avvicinarli. Di continuo. Solo così suona. Se li tieni sempre lontani o sempre vicini diventa muta.”
― Quattro stagioni per vivere
Il segreto per capire la vita è aver bisogno di qualcuno e non trovare nessuno. Allora sì che, quando trovi, apprezzi. Se hai sempre tutto e tutto vicino, quel tutto si rovina. L’esistenza è una fisarmonica. Affinché suoni, bisogna allontanare i lati opposti e avvicinarli. Di continuo. Solo così suona. Se li tieni sempre lontani o sempre vicini diventa muta.”
― Quattro stagioni per vivere
“Avevo risparmiato una cartuccia e risparmiato alla valle l’onta dello sparo che le avrebbe sbregato la pancia. Il capriolino mi fece tristezza. Morto giovane senza udire il canto della vita come tanti bambini sfortunati. Mi veniva da pensare questo.
Le nostre esistenze sono romanzi. Chi ha cento pagine, chi novanta, cinquanta, venti e così via. I bambini morti hanno visto solo la copertina. Non hanno avuto tempo di scrivere. Come loro, il piccolo di capriolo.”
― Quattro stagioni per vivere
Le nostre esistenze sono romanzi. Chi ha cento pagine, chi novanta, cinquanta, venti e così via. I bambini morti hanno visto solo la copertina. Non hanno avuto tempo di scrivere. Come loro, il piccolo di capriolo.”
― Quattro stagioni per vivere
“Le cose hanno valore a seconda di dove si trovano, di come stai e di che hai bisogno.”
― Quattro stagioni per vivere
― Quattro stagioni per vivere
“Durante gli spostamenti, nei cieli di vetro ogni tanto passava un aereo. Lasciava dietro un sentiero di fumo che si sfaldava come neve al sole. Pensavo a quel fumo come ai sentieri della vita. Si disfano anch’essi, chi vi cammina sopra non sa più dove andare e si perde.”
― Quattro stagioni per vivere
― Quattro stagioni per vivere
“Per dire meglio, si apprezza di più ogni piccola cosa. Non vi è salvezza né speranza senza sofferenza.
Per vivere appieno occorre sentire la morte addosso. Allora non si spreca tempo.”
― Quattro stagioni per vivere
Per vivere appieno occorre sentire la morte addosso. Allora non si spreca tempo.”
― Quattro stagioni per vivere
“L’essere umano, se convinto o costretto, può fare miracoli. Riesce a trasformare un luogo inospitale, ostile e gelido in un sito accogliente. Avevo reso vivibili diversi antri sparsi per la montagna. Buchi che al primo impatto mi avevano dato la pelle d’oca tanto erano gelidi e tristi. Ma, se ci metti l’anima, riesci a cambiare il difficile in accettabile. E col tempo anche piacevole.
Prima cosa ci vuole il fuoco. Un bel falò rende sopportabile tutto. Poi si occupa un poco di antro con rami di pino mugo fino a ottenere un piano rialzato di almeno quaranta centimetri. Un legno di traverso impedirà che il letto si sparpagli. Con tronchi grossi si ottengono panche da collocare attorno al fuoco. Poi bisogna tappezzare le pareti tutt’intorno con legni sottili, alti circa un metro e mezzo, posti uno accanto all’altro in senso verticale. Serviranno a togliere il freddo dalla nuda pietra e, allo stesso tempo, a conservare il calore del fuoco. All’entrata, si pongono degli alberi sempreverdi di traverso per fermare l’aria e dissuadere eventuali visite di animali notturni. La barriera non deve superare il metro in altezza, in modo che il fumo possa uscire. Ed ecco la stanza d’albergo a miliardi di stelle pronta per l’ospite.”
― Quattro stagioni per vivere
Prima cosa ci vuole il fuoco. Un bel falò rende sopportabile tutto. Poi si occupa un poco di antro con rami di pino mugo fino a ottenere un piano rialzato di almeno quaranta centimetri. Un legno di traverso impedirà che il letto si sparpagli. Con tronchi grossi si ottengono panche da collocare attorno al fuoco. Poi bisogna tappezzare le pareti tutt’intorno con legni sottili, alti circa un metro e mezzo, posti uno accanto all’altro in senso verticale. Serviranno a togliere il freddo dalla nuda pietra e, allo stesso tempo, a conservare il calore del fuoco. All’entrata, si pongono degli alberi sempreverdi di traverso per fermare l’aria e dissuadere eventuali visite di animali notturni. La barriera non deve superare il metro in altezza, in modo che il fumo possa uscire. Ed ecco la stanza d’albergo a miliardi di stelle pronta per l’ospite.”
― Quattro stagioni per vivere
“Io però, nei confronti del mio cane, non mi sento padrone bensì fratello. Si è padroni di una casa, di un fondo, un oggetto, non di un animale. Il cane diventa di famiglia, dove non ci sono padroni. Se non proprio fratello almeno parente, mettiamola così. Si tende a dire che siamo padroni di questo, di quell’altro, invece non siamo padroni di niente, nemmeno di noi stessi. Stiamo perennemente in balia di malattie, dolori, paure, insicurezza. Timore dei ladri. Della morte non parliamo, abbiamo terrore. Campiamo non da padroni ma sotto padroni. Prendiamo il mio caso. Di cosa sono padrone io? Non posso organizzare giornate, non ho libertà, non decido programmi, non so come salvarmi. A causa dei Legnole non posso disporre della mia vita. E anche loro hanno padroni che comandano: l’alcol, l’ignoranza, la ferocia, un analfabetismo idiota. Così è. Non affermiamo allora che siamo padroni del nostro cane, semmai fratelli o parenti stretti. Questo dobbiamo dire.”
― Quattro stagioni per vivere
― Quattro stagioni per vivere
