Nome non ha Quotes
Nome non ha
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Loredana Lipperini227 ratings, 3.68 average rating, 25 reviews
Nome non ha Quotes
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“Così pensa Viola, mentre l'alba arriva, e i capelli si allungano al vento, e sotto la gonna verde appare, solo per un momento, uno zoccolo di capra o la coda di un serpente o qualunque cosa si voglia vedere nel bagliore del primo raggio di sole.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Ma io sono un'altra Camilla, e se da bambina sapevo chi ero, una bambina che amava i fiori secchi e le patatine fritte degli Happy Meal, ora non lo so. Qual è il mio nome, ecco cosa dovrei chiedere alla Sibilla. Chi sono, Sibilla, e cosa voglio? Voglio andare al mare, e bere vino in spiaggia, e fotografarmi insieme a Marta e Tony e poi tornare e ricominciare la lotta, le paura, la rabbia, il dover essere prima per forza, sempre fra i primi bisogna essere, sempre guardinghi caso mai qualcuna ti superi, ottenga più attenzione, più like, più riconoscimenti, non sia mai. Oppure. Non c'è oppure. Non si diventa Sibille. Non si entra più nella grotta perché la grotta è sepolta, è perduta sotto i sassi ci sono tutte le cose che contavano e adesso non contano più, perché i tempi delle Sibille sono finiti, adesso i tempi sono duri e hanno gli spigoli, e chissà se i buoi correrebbero ancora verso il lago di Pilato, e chissà se i negromanti evocherebbero ancora i demoni, o se le fate danzeranno ancora il salterello nelle vallate, e se infine la Sibilla di Cuma avrà trovato pace e la sua voce potrà riposare, o invece è ancora possibile ascoltarla, e magari mi sta parlando proprio in questo momento, piano piano, per cullarmi perché in effetti adesso ho voglia di dormire, troppo vino e troppe storie, e dunque metterò solo un momento la testa sulle braccia, qui sul tavolo di Viola, ma un momento solo, perché chi balla con le fate dimentica tutto, e io non voglio dimenticare invece.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Che poi non è vero.
Non ci si ritrova sempre.
I bambini spariscono.
Anche quando crescono, spariscono.”
― Nome non ha
Non ci si ritrova sempre.
I bambini spariscono.
Anche quando crescono, spariscono.”
― Nome non ha
“Non c'è stregoneria, ma saggezza, nell'oscurità della grotta. E semplicemente un mondo diverso da quello costruito dagli uomini, che non possono che provare a descriverlo come terribile. Per invidia. E soprattutto per paura.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Sopra c'è scritto NE CEDE MALIS AUDENTIOR ITO, va avanti con maggior coraggio e non cedere alle avversità. La Sibilla è insieme se stessa e altro da sé. Come avviene a chi perde il fiato nel sonno.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“C'è sempre una figura di donna che regna, prima che un dio la metta in ombra, è vero?”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Capisci che parliamo, nei fatti, sempre della stessa divinità, o dello stesso gruppo i divinità che si somigliano tutte. Si chiamino Diana, Ecate, Sibilla. Che è stata chiamate anche Alcina, o Circe, che fu un'altra Signora la cui parola era potente, e che come la Sibilla, incuteva paura perché con la parola generava cambiamento, trasformando l'orrido in incanto e viceversa.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“[...] perché i nomi, come le Sibille, sanno, definiscono e dunque cambiano la realtà. Nome non ha, la Sibilla: non uno, almeno. Sono creature doppie a seconda di come vengono narrate.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Ma le Sibille parlano
a dispetto del timore degli uomini,
e nonostante tutto attraversano i secoli
nei deserti nelle montagne e nelle grotte,
ballano nei boschi come le ninfe
e sono fatte di luce come le elfe.”
― Nome non ha
a dispetto del timore degli uomini,
e nonostante tutto attraversano i secoli
nei deserti nelle montagne e nelle grotte,
ballano nei boschi come le ninfe
e sono fatte di luce come le elfe.”
― Nome non ha
“Quel che conta delle Sibille è la voce. La voce delle donne è sempre stata temuta. Per questo si ha paura delle sirene, i cui canti erano considerati sventura per i maschi. Ed è femminile il coro di Persefone che accompagna il momento della morte.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Stanno diventando adulte in un'epoca dove tutto è bianco o nero, non ci sono sfumature, devi avere un'opinione in pochi istanti, devi soprattutto farti valere.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Su questo telaio filerai delle storie che siano di vita e non di morte.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Succede sempre così, no? Quando le donne non sono come tu ti aspetti sono pericolose. Quando ballano sotto la luna e scelgono con chi ballare, come facevano in tanti paesi [...]. Ma le fate scendevano dalla grotta anche per insegnare alle ragazze a filare e tessere la lana, e non per rubare i cavalli e intrecciare le loro criniere, come erano accusate di fare. Quella, tra l'altro, è un'accusa che veniva rivolta anche alle streghe. Queste storie nascevano per mettere in guardia gli uomini affinché temessero donne così libere da non poter essere umane, e per ammansire le fanciulle affinché mantenessero il posto che era loro stato assegnato.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Perché secondo la leggenda le fate avevano zoccoli al posto dei piedi, che si intravedevano quando le gonne si alzavano nelle giravolte. E infatti qui si dice: Quanto sono belle queste fate, però jè scrocchieno li piedi come le capre.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Quando una donna regna è sempre crudele, così si dice, e ordina di strappare cuori o avvelenare fusi, e lo si dice perché i regnanti devono essere uomini, e dunque l'anomalia di una Signora che domina deve essere cambiata, per lasciar posto a cavalieri e principi che uccidono draghi e risvegliano fanciulle morte. E tutte queste storie danzano sopra culle e lettini, e in ogni tempo accarezzano le orecchie dei bambini e, anche quando sono ormai giovani donne e giovani uomini e pensano di poterne fare a meno, quelle storie sono attorcigliate attorno ai loro capelli, parlano nelle loro parole, pensano con i loro pensieri. Anche se non lo sanno. Quando si è giovani non c'è tempo per ricordare così come non c'è tempo per coltivare i fiori, quando si è giovani i fiori e le piante muoiono quasi sempre per distrazioni. Il tempo delle cura viene dopo, quando si è quasi vecchi, quando si amano tutte le cose che crescono perché il tempo si accorcia e ci si può commuovere su un cespuglio di margherite, sulla curva elegante di una calla, sulla sete di sole della lavanda.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“E ha raccontato che le Sibille erano donne costrette al silenzio dai monaci inquisitori che le credevano creature del diavolo. Molte Sibille e profetesse di questi luoghi, ovvero donne sapienti come diceva Maurizio, furono accusate di stregoneria, e processate, e a volte arse al rogo. Di certo una venne bruciata in un paese non lontano, che si chiama Esanatoglia. Sospettavano di loro perché erano quasi sempre donne sole, che bastavano a se stesse, e conoscevano le erbe e il modo di usarle per curare. Molto spesso erano le altre donne, gelose o semplicemente spaventate da quello che non conoscevano, ad accusarle.
Le donne sapienti fanno paura, conferma Viola.”
― Nome non ha
Le donne sapienti fanno paura, conferma Viola.”
― Nome non ha
“Quando incontro questi punti sottili fra il mondo che conosco e quelli di cui ho soltanto letto o di cui ho sentito parlare da piccola, o che qualche volta esploro nei film o nelle serie, ecco, quando succede questo mi sento strana. Direi quasi felice. E' come se sapere che esiste altro oltre a quello che si vede e si tocca mi rendesse più leggera, è come se liberasse un'altra me che non ha paura di dimostrare nulla, e può toccare muri coperti d'edera misteriosa, cogliere fiori dai colori impossibili, sdraiarsi su prati sterminati, e entrare in mille grotte senza paura.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“E soprattutto ho scoperto che è possibile sedere al tavolo con persone sconosciute senza l'obbligo di dover apparire nel modo giusto, senza esibire elenchi di abilità e competenze per dimostrare di saper stare al mondo.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Quel che conta, così si dice di loro, è che parlino con la voce del dio: Viola sa che non è vero. Le parole appartengono alle Sibille, sono sedimenti di tutto quel che hanno visto, le corazze lucenti dei cavalieri che non sempre li difendevano dalle spade e dalle lance, e di certo non li hanno difesi dalla paura e dell'incertezza che torcono e piegano gli umani, le tuniche di lana o di sete o di stracci dei pellegrini, le mani nodose delle vecchie, gli occhi spaventati o sfrontati delle giovani.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Quel che conta, così si dice di loro, è che parlino con la voce del dio: Viola sa che non è vero. Le parole appartengono alle Sibille, sono sedimenti di tutto quel che hanno visto, le corazze lucenti dei cavalieri che non sempre li difendevano dalle spade e dalle lance, e di non certo non li hanno difesi dalla paura e dell'incertezza che torcono e piegano gli umani, le tuniche di lana o di sete o di stracci dei pellegrini, le mani nodose delle vecchie, gli occhi spaventati o sfrontati delle giovani.”
― Nome non ha
― Nome non ha
“Tutto era più semplice quando mia madre aveva vent'anni: intanto il tempo sembrava infinito, così che i venti sarebbero scivolati nei trenta senza scossoni, perché c'era il piacere di perderlo, quel tempo, e non l'ansia di realizzare qualcosa a tutti i costi entro breve. Questo è quello che ci si chiede, o che noi chiediamo a noi stesse, anche se vivere così non ci piace del tutto: è come se i nostri genitori fossero riusciti a dominare il tempo, a tenderlo come un elastico e a lasciarlo andare senza farsi male, mentre le nostre dita sono piene di segni rossi, perché ogni minuto che passa ci lascia indietro, rabbiose e ferite, e manda avanti qualcun altro al nostro posto. A volte ci interroghiamo su questo, Tony, Marta e io, quando ci sediamo davanti allo spritz delle sette a guardare gli altri passare e a detestare quelli che hanno più di cinquant'anni perché sembrano aver ottenuto tutto, mentre noi no. Questo noi no è quello che ci inchioda e per questo ci scambiamo idee per afferrare il mondo per i capelli e strategie per spazzare via quelli che non capiscono quanto possa essere orribile la pressione che ci portiamo addosso, tutte quelle aspettative dei genitori e degli adulti, e nostre, e la difficoltà di realizzarle. A meno di non diventare carogne, che non è quello che vogliamo, noi tre. Almeno credo.”
― Nome non ha
― Nome non ha
