L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani Quotes

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L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani by Umberto Galimberti
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L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani Quotes Showing 1-4 of 4
“Sperare, infatti, non significa solo guardare avanti con ottimismo, ma soprattutto guardare indietro per vedere come è possibile configurare quel passato che ci abita per giocarlo in vista di possibilità a venire. Suicidarsi invece è decidere che il nostro passato contiene il senso ultimo e definitivo della nostra vita, per cui non è più il caso di ri-assumerlo, ma solo di porvi semplicemente fine.”
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
“I giovani sono attivi quando con la speranza vanno verso il tempo e non quando con l’attesa aspettano che il tempo venga verso di loro. (...)

È a questo punto che dalla noia si passa alla depressione, sempre più diffusa tra i giovani. Senza attesa e senza speranza il tempo si fa deserto e, in assenza di futuro, rifà la sua comparsa quell’ospite inquietante che abbiamo chiamato nichilismo. È a questo punto che la tentazione della morte, con il suo assoluto silenzio, inizia a parlare con il tono tranquillo di chi sa quanto, in certe circostanze, sia seducente il suo invito.”
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
“Ma chi doveva insegnare a questi ragazzi a parlare, a utilizzare quell’abbondante letteratura a loro disposizione che insegna come un’emozione trova forma di parola, di poesia e di sublimazione dell’amore e del dolore? Altrimenti perché leggere Petrarca e Leopardi, Pirandello o Primo Levi? A quell’età la letteratura o è educazione delle emozioni, o altrimenti vale la pena di gettarla, e, come già si sta facendo, piazzare tutti gli studenti davanti a un computer e renderli efficienti in questa pratica visivo-manuale.”
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani
“Oggi lo sviluppo delle neuroscienze sa dirci quasi tutto sulle nostre emozioni, ma ancora non ci dice quel che Aristotele riferisce nella Retorica, là dove scrive: “Le emozioni hanno relazioni con l’apparato cognitivo perché si lasciano modificare dalla persuasione”. Ciò significa che la nostra emotività può essere educata e, se vogliamo una società migliore, deve essere educata.”
Umberto Galimberti, L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani