The Judgment of Persephone Quotes

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The Judgment of Persephone The Judgment of Persephone by Giulia Calligola
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The Judgment of Persephone Quotes Showing 1-12 of 12
“E la profezia di Anubi stesso, quella sussurrata al suo orecchio presso Luxor, un giorno qualsiasi dell’anno 2020, aveva finito con l’avverarsi. Perché le aveva detto: “verrà il giorno in cui gli Dei pregheranno gli umani di pregarli, e allora tu sarai Dea e io schiavo.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Era successo davvero, alla fine. Un dominio equo eppure emotivo, giusto eppure impulsivo come solo la natura sa essere. Da quel giorno, la morte profumava di fiori. La Primavera era regina Infera.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“La morte non corre. La morte ha un appuntamento e lo rispetta. Non arriva in anticipo. Si può dire, quasi, che la morte non uccida: la morte prende con sé le anime quando smettono di essere vitali.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Vita e Morte si conoscono da molto più tempo.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Perché i fili nero e bianco dei regnanti degli Inferi erano ormai intrecciati, impossibili da scindere, tanto stretti da apparire come un unico colore mediano. Piccoli partecipanti di una grande trama universale, in cui sempre sarebbero stati complici.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“So che ti attendo da anni, da millenni e so che sei la mia ultima possibilità: se non sarai tu, non sarà mai nessun'altra.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Aver paura insieme. Non era forse quella, l'essenza dell'amore?”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“L’aveva aspettata tanto. Non solo quella manciata di anni da quando era nata, no: anche da prima. Dall’inizio dei tempi.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Come sto? Sembro la Pizia?"
Ma lui non rispose subito. Sospirò ed emise un leggero lamento dal profondo della gola.
“Sembri un ricordo.”
Con quelle parole, così sognanti eppure così sofferte, Persefone intuì che l’amore di Ade per la tradizione non era solo gusto estetico, o obsoleta galanteria. Era rimasto indietro. Era un carro che si era perso, era finito in fondo al convoglio. Isolato in Erebo, nello spazio ma anche nel tempo, a vivere di ricordi e usanze che non sentiva più rispettate.
Non doveva essere facile essere un Dio antico, no. Almeno tanto quanto per Persefone non era facile essere una Dea nuova. Seppur per motivi agli antipodi, si sentivano entrambi fuori posto.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone

Ma lui non rispose subito. Sospirò ed emise un leggero lamento dal profondo della gola.
“Sembri un ricordo.”
Con quelle parole, così sognanti eppure così sofferte, Persefone intuì che l’amore di Ade per la tradizione non era solo gusto estetico, o obsoleta galanteria. Era rimasto indietro. Era un carro che si era perso, era finito in fondo al convoglio. Isolato in Erebo, nello spazio ma anche nel tempo, a vivere di ricordi e usanze che non sentiva più rispettate.
Non doveva essere facile essere un Dio antico, no. Almeno tanto quanto per Persefone non era facile essere una Dea nuova. Seppur per motivi agli antipodi, si sentivano entrambi fuori posto.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Nei secoli successivi sarebbe capitato spesso che qualche curioso domandasse a Persefone se fosse stato difficile, da appena scesa, adattarsi a Erebo. Le avrebbero chiesto se avesse sentito la mancanza del sole i primi mesi; se fosse stato un problema adattarsi al gelo; se fosse stato difficile allinearsi con la malinconia statica delle anime che ivi dimoravano.
Persefone avrebbe sempre risposto di no.
No, non era stato difficile. Era stato strano, impetuoso, un’esperienza fuori da ogni umana comprensione. Ma non difficile. Perché, sotto sotto, aveva sempre avuto qualcosa, un piccolo seme dentro di sé che la legava all’oscurità tanto quanto alla luce.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone
“Per la prima volta, non lo negò, ebbe paura di Ade. Non per quello che faceva, o per come si comportava, ma per quello che trasmetteva: una tale neutralità da non dare la benché minima speranza di avvicinarsi emotivamente a lui. Non sembrava nemmeno vivo, o pensante: sperare di ottenere misericordia da lui sarebbe stato come sperare di ottenerla da una montagna. Sembrava un calcolo, un’operazione matematica. Allora Persefone capì perché i mortali non lo venerassero, capì perché non esistessero templi a lui dedicati. Capì di trovarsi di fronte a uno dei capisaldi dell’universo. E, come la prima volta che l’aveva guardato negli occhi, sentì una parte della propria immortalità morire per sempre.”
Giulia Calligola, The Judgment of Persephone