Vento di Scirocco Quotes
Vento di Scirocco
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Chiara D'Agosto47 ratings, 4.47 average rating, 14 reviews
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Vento di Scirocco Quotes
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“Avevano deciso di vedersi direttamente davanti Di Martino 3. “Tre” perché il locale, storico ritrovo palermitano della periferia triste dell’era del sacco della città, era stato incendiato e ricostruito tre volte, fino ad adesso. Le motivazioni intuibili. Il posto, in questa sua terza versione anni duemiladieci, non era altro che un locale ampio, mal illuminato, con una cucina al coperto e tanti tavolini con la tovaglia di carta sotto un gazebo di plastica, riparo per la pioggia e per il sole, a seconda della stagione. Nonostante l’aspetto sempre più trasandato, quello di come se i proprietari si fossero ormai rotti i coglioni di mettere dell’impegno in una cosa che tanto fra un po’ verrà distrutta, il cibo da Di Martino è sempre una garanzia, sin dalla prima apertura. Panini giganteschi, grondanti ogni ben di Dio, frittura asciutta e sporca, come ogni palermitano la gradisce. Proprio quello di cui ha voglia, tanto non gli fa male mettere un po’ di carne sulle ossa.”
― Vento di Scirocco
― Vento di Scirocco
“A sua madre piaceva quella foto, probabilmente è per questo che papà la tiene incorniciata così in bella vista. I tempi in cui erano una famiglia, e c’era lei a tenerli insieme. Cerca di non fissarla, mentre apparecchia la tavola, altrimenti sentirebbe la felicità di quell’immagine ritorcerglisi contro. È colpa tua d’altra parte se non esiste più. Guarda cosa hai fatto a questa famiglia, Manfredi. Quasi si aspetta che sua sorella un giorno trovi le palle per dirglielo in faccia.”
― Vento di Scirocco
― Vento di Scirocco
“Su piazza Giachery batte il sole, quel pomeriggio. È giugno inoltrato, ed è da aprile che non piove. Lo scirocco è stato impietoso sulla città sin dall’inizio del mese, portando solo sabbia, rossa e densa e irrespirabile, mai una nuvola carica d’acqua per dare sollievo alla terra. Nonostante il vento oggi si sia calmato, il cielo è di quel colore malato, quel giallo itterico e opaco che lo scirocco porta con sé. Manfredi lo fissa quasi sbigottito, ovviamente la sua prima notte di nuovo al mondo deve per forza essere una serata del cazzo, di quelle in cui non è mai davvero notte, perché il rossore dell’aria rende l’atmosfera viola e cupa e si riesce a malapena a respirare, masticando sabbia fra i denti a ogni boccata.”
― Vento di Scirocco
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