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Hunted Quotes

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Hunted: Tematica gay Hunted: Tematica gay by Elena Grimaldi
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“Sentì le labbra del ragazzo sollevarsi appena sotto al tocco del suo polpastrello e l'osservò, non comprendendo il perché di quel sorriso.
"Che hai da ridere, stronzetto?" domandò, lambendo nuovamente la sua bocca.
"C-chiedimelo adesso, D-Dunken..." replicò Taylor, di fronte allo sguardo interrogativo del maggiore, che corrucciando le sopracciglia scure scosse leggermente il capo, non comprendendo.
"C-cosa ho visto quella notte" spiegò il giovane, ricordando all'uomo quella domanda che appena pochi mesi prima, aveva dato inizio a tutto il resto
"Cosa hai visto quella notte, mio piccolo Taylor?" chiese, assecondando il suo gioco.
Il giovane tornò a sorridere contro il pollice dell'uomo, ancora fermo sulla sua bocca carnosa.
"Ho trovato la salvezza, h-ho visto te, Dunken Wood" rispose in un soffio”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“M-mi troveranno, mi... mi porteranno v-via da te ma h-ho dovuto farlo, loro... loro adesso m-mi troveranno!" pianse ancora con disperazione Taylor, aggrappandosi con le poche forze rimaste al corpo muscoloso del sicario, che a quelle parole scosse il capo, indurendo il suo sguardo.
"No, tesoro mio, non ti troveranno, non ti succederà niente. Hey, ascoltami! Coprirò tutte le tue tracce, ti renderò invisibile. Penso io a te, ci sono io, guardami Taylor, sono qui, piccolo, ti difenderò da tutto" lo rassicurò Dunken, cercando il suo sguardo.
L'uomo se lo tirò addosso, spostando i capelli bagnati dal volto distrutto del ragazzo.
"Dimmi che hai capito, Taylor, dimmi che hai capito che andrà tutto bene, sei così forte, così prezioso, sei stato davvero bravo" continuò l'uomo, tenendo il viso del giovane stretto tra le mani.
"P-preda o predatore, t-tesoro mio, n-non farti braccare" ripeté con un soffio di voce Taylor, ricambiando stancamente lo sguardo dell'assassino di fronte a sé.
Il sicario annuì, sentendo Taylor rilassarsi fra le sue braccia.
Si ritrovarono entrambi seduti a terra, nel punto esatto in cui poco meno di tre mesi prima Dunken aveva posizionato la tenda da campeggio per inscenare la morte del marito della vedova.
Taylor guardò l'uomo dal basso, con la testa appoggiata al suo petto e la schiena sulle sue gambe, mentre Dunken lo stringeva a sé, accarezzandogli il labbro inferiore con un dito.
Sentì le labbra del ragazzo sollevarsi appena sotto al tocco del suo polpastrello e l'osservò, non comprendendo il perché di quel sorriso.”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Se le cose fossero andate per il verso giusto, se Cobra non avesse messo su quell'intera sceneggiata, sarebbe tornato a prendere Taylor durante la notte, entrando ed uscendo dalla struttura in un momento in cui il personale era meno presente, ma i piani erano cambiati e trovare Taylor, adesso, era la sua priorità.
Ripensando ai suoi immensi occhi chiari colmi di lacrime e alla disperazione con cui lo aveva implorato di non lasciarlo, Dunken ringhiò di rabbia.
Rischiava di perdere il suo gioiello, il suo angelo dal cuore dannato, a causa di un tranello nel quale stupidamente era finito con tutte le gambe.
Nonostante - non sapendo quale tipo di parola affibbiare a quel sentimento - avesse definito passione ciò che nutriva nei confronti di Taylor, era ben consapevole di non provare il tipo d'amore romantico o sdolcinato presente nei film.”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Vuoi sapere se ho fatto sesso con qualcuno in particolare?" ipotizzò il maggiore, vedendo Taylor annuire piano, nascondendo il volto nell'incavo del suo collo.
"Vuoi forse sapere se ho fatto sesso con qualche mia vittima?" continuò il sicario, avvertendo il corpo del giovane irrigidirsi leggermente.
Le dita di Dunken accarezzarono la linea fra i glutei morbidi del ventenne, per poi sprofondare al loro interno, aiutandosi con lo sperma ancora presente fra le cosce del ragazzo.
Taylor sussultò, emettendo un sensuale mugolio contro il collo del maggiore.
"No, non sono mai stato a letto con nessuna delle mie vittime. E tu non sei una vittima, Taylor, sei il mio piccolo gioiello prezioso, così speciale e pieno di ombre”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Dillo, Taylor, mentre ti vengo dentro e mi guardi con questi bellissimi occhi vogliosi, dillo, che mi appartieni" disse con voce roca l'uomo, spingendo i polpastrelli nella carne del ragazzo, che gemendo si aggrappò alle sue spalle, annuendo disperatamente.
I denti di Dunken affondarono ancora una volta nel suo collo sensibile e succhiarono con prepotenza, facendo gridare il giovane, la cui schiena si inarcò, mentre, senza dargli tregua, il sicario tornava a penetrarlo, uscendo e rientrando dal suo corpo stretto e incandescente.
"S-sono tuo, D-Dunken" singhiozzò il ventenne, sentendosi travolgere, trafitto dall'aura macabra e calamitosa dell'uomo, ad un millimetro dal cuore”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Distruggimi, s-se devi, ma... ma non lasciarmi" disse piano, risalendo con dita insaponate lungo il collo tatuato del maggiore.
Di fronte all'espressione sottomessa del giovane, Dunken ringhiò a labbra strette, penetrandolo con una sola spinta che fece boccheggiare Taylor, le cui unghie graffiarono le spalle dell'uomo, mentre un gemito di puro piacere sfuggiva alla sua bocca carnosa.
"Non posso distruggerti, piccolo..." gemette Dunken, lasciando slittare il corpo del minore all'indietro, per poi spingersi fra le sue cosce, mordendo e baciando le labbra arrossate di Taylor, completamente rapito da ogni suo gesto.
"Non posso farlo, perché sei già rotto, Taylor. E non posso rimetterti a posto, perché io sono marcio dentro, eppure, in qualche modo..." continuò, alzando il volto per potersi specchiare in quel verde azzurro che erano i suoi occhi, eccitandosi ancora di più alla vista della sua faccia stravolta dal piacere.
Lo penetrò con più forza, sostenendolo contro il rivestimento della vasca, alla ricerca di un briciolo di fiato, un solo respiro per poter finire una frase che non avrebbe mai immaginato di poter pronunciare.
Non credeva nell'amore, uno come lui non era neppure in grado di provarne, perlomeno non l'amore convenzionale provato dalle persone normali e sane di mente, perché Dunken si nutriva di sentimenti ben diversi, più oscuri, macabri e spaventosi.
Ma la presenza di Taylor, quel loro essere fottuti fino al midollo, in qualche modo aveva dato vita ad un sentimento perverso e travolgente, qualcosa di nuovo perfino per lui.
Un sentimento che certamente non poteva essere definito amore, ma era qualcosa di diverso, di profondamente sbagliato eppure così giusto, così giusto per loro.
"Sei la mia rovina e al tempo stesso la mia dannata salvezza, sei mio, sei il mio piccolo fottuto diamante imperfetto" sussurrò, guardando l'altro negli occhi.
Le lacrime di Taylor si mischiarono all'acqua, ma Dunken riuscì comunque a notarle.”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Taylor, cosa stai facendo?" chiese, afferrando le braccia del ragazzo.
Non ottenendo alcuna risposta ma udendo solo singhiozzi strozzati, Dunken poggiò entrambe le ginocchia sul pavimento sporco, incastrando il volto nell'incavo del collo del giovane, ancora rannicchiato su se stesso.
"Shh, va tutto bene, sono qui. Sono qui, tesoro, guardami" sussurrò, accarezzando le braccia gelide del ragazzo.
"M-mi manderai via per lui... t-tu mi butterai via" pianse il minore, venendo scosso dal pianto.
Dunken strinse con forza le braccia attorno al suo corpo, tirandoselo addosso più che poté e istintivamente le mani di Taylor si aggrapparono alle sue spalle, piangendo disperatamente contro il petto del maggiore.
"Stai dicendo una marea di stronzate, Taylor. Guardami, sono qui, sono con te, non ti butterei mai via, piccolo, tu sei unico, sei il mio diamante, ricordi?" mormorò con voce lenta, sentendo i singhiozzi di Taylor farsi più quieti.
"S-sei arrabbiato con me? I-io... io resterò qui, se vuoi, posso sopportarlo, le voci, loro mi hanno detto di v-venire qui, solo n-non... non scegliere lui" sussurrò, scontrandosi con gli occhi scuri di Dunken, tremendamente seri”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Che c'è, sembri sollevato. Di cosa avevi paura?" domandò Dunken, sentendo le piccole dita di Taylor risalire dietro il suo collo, sfiorando i tatuaggi sulle pelle olivastra.
"Non voglio che mi trovino, n-non voglio che mi portino via da qui, da te" confessò, distogliendo lo sguardo.
"Nessuno ti porterà via da me, tu mi appartieni" disse serio l'uomo, afferrando piano il mento del minore con una mano”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Dunken?" sussurrò, pronunciando per la prima volta il suo nome.
L'uomo alzò entrambe le sopracciglia, piacevolmente sorpreso dal comportamento del ragazzo, che mettendosi a sedere lo guardò negli occhi, senza alcun timore.
"Q-quindi se... se p-puoi dimenticare cosa ho fatto p-pensi ancora che i-io sia... sia prezioso, vero?" chiese con voce insicura.
Dunken, già in piedi di fianco al letto, infilò una mano fra i suoi capelli, abbassandosi per poter raggiungere le sue labbra gonfie.
Lo baciò lentamente, accarezzando la lingua del giovane che in risposta s'intrecciò alla sua, mugolando soffusamente all'interno del bacio.
"Sei fottutamente prezioso, Taylor. La cosa più preziosa che io abbia mai posseduto" soffiò piano contro la sua bocca, vedendolo arrossire, mentre un sorriso si faceva spazio sul suo viso dai lineamenti meravigliosi”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Hai una mente interessante e preziosa, piccolo Taylor, sarebbe stato uno spreco ucciderti" rispose, confondendo ancora di più le idee del minore, che aggrottò le sopracciglia.
"N-non credo sia possibile, voglio dire, non s-sono neanche così intelligente, non ho doti particolari..." sussurrò, scervellandosi per comprendere le parole dell'altro, che alzandosi con fare predatorio si avvicinò lentamente a lui.
"Stai forse insinuando che io sia un bugiardo? O che mi sia sbagliato?" domandò Dunken, chinandosi davanti alla poltrona sgangherata sulla quale era seduto il ragazzo.
A quelle parole Taylor alzò il voltò, puntando gli occhi perplessi in direzione del maggiore.
Una mano di Dunken, più calda di molte altre volte, sfiorò la sua guancia, come faceva spesso, mentre con il pollice tracciava una linea immaginaria sul suo labbro inferiore, fermandosi lì, al centro della sua bocca carnosa, in un gesto che Taylor aveva compreso piacere molto all'uomo.
"N-no, non è così, è che io davvero n-non so cosa ci sia di prezioso o speciale in me" si giustificò il ragazzo, parlando contro il pollice del killer, ancora fermo sul suo labbro.
"Il modo in cui ragiona la tua mente, sei un bellissimo enigma, tanto forte quanto fragile, mai solo una delle due cose. Fidati di me, sei un vero diamante" bisbigliò Dunken, affondando le dita - con movimento lento e delicato - tra i capelli del minore, che a quel gesto socchiuse gli occhi, beandosi del tocco gentile dell'uomo”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Non devi piangere, non devi tremare, perché sotto di te c'è una caduta di almeno trenta metri e tu non sopravviveresti nemmeno a tre" gli fece notare, facendo un passo in avanti.
Salì a sua volta sull'arbusto, rimanendo comunque lontano da lui.
"P-perché devo r-restare qui?" chiese titubante il giovane, sforzandosi di non crollare.
"Prendi un bel respiro e guardami, guardami negli occhi, piccolo. Va tutto bene, dipende tutto da te, non lo capisci? Puoi essere una preda o un predatore, puoi avere coraggio o scoppiare a piangere, hai scelta. Era questo il posto che volevo mostrarti, era questo che volevo farti vedere, quello che potresti essere. Ora guardami." intimò, mantenendo un tono tranquillo ma che non ammette obiezioni.
Taylor rialzò gli occhi, incontrando quelli scuri e folli dell'uomo e improvvisamente capì, a piccole dosi, percepì esattamente ciò di cui stava parlando Dunken.
Obbligò se stesso a ritrovare la calma, prendendo respiri profondi, mentre gli occhi dell'uomo continuavano a fissarlo, spingendolo ad osare.
Davanti all'audacia di quel ragazzino, Dunken sorrise sardonico, sentendo il petto riempirsi di quel brivido che mai nessuno, prima di Taylor, aveva provocato.
"Lo senti, Taylor? Quel senso di immortalità, sei imbattile, in piedi sulla cima del mondo, ma non cadrai, perché hai le palle di sopportare questa vita. Allora cammina, cazzo, tienila stretta questa sensazione!" sbottò, mentre il suo sorriso diabolico si allargava”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Dunken viveva provando sensazioni e sentimenti tutti suoi, incapace di provare tenerezza o compassione, veniva smosso principalmente da sentimenti più macabri.
Non trovò adorabile l'espressione di Taylor, bensì avvertì un brivido attraversargli la spina dorsale, alla vista di una goccia di sangue presente sul labbro inferiore del ragazzo, feritosi per lo spavento.
Lui e quel suo vizio di mordersi continuamente le labbra nei momenti in cui avvertiva più tensione.
Tenendo i polsi di Taylor con una sola mano, Dunken utilizzò l'altra per raggiungere la sua bocca, ripulendo con il pollice la goccia che in seguito – di fronte allo sguardo sorprendentemente incuriosito del ventenne – portò alle labbra, saggiandola con la punta della lingua.
A quel gesto Taylor trasalì e in quel momento Dunken lo sentì tremare, per la prima volta non fu per paura, per il freddo o per l'agitazione.
Taylor deglutì a fatica, incredulo e terribilmente eccitato, incapace di distogliere le iridi eterocromatiche dalla bocca del maggiore.
"C'è qualcosa in te, Taylor Rain, che mi fa sentire vivo come se fossi perennemente a caccia. Puoi fidarti di me, non ti distruggerò. Sei forse l'unico al mondo che può dormire sonni tranquilli" mormorò il sicario ad un centimetro dalle sue labbra.
Taylor annuì appena, dopodiché sentì cedere la presa sui suoi polsi e Dunken si allontanò, facendogli segno di seguirlo”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Pensavo avessimo un accordo noi due e che queste stupide scenette fossero finite, perché ti ho ampiamente dimostrato che finché ti comporterai bene, io farò lo stesso. Ti ho protetto, ti ho vendicato, mi prendo cura di te, faccio quello che non ha mai fatto nessuno. E tu hai promesso che ti saresti comportato bene, ricordo forse male?" chiese in un sussurro, ricambiando il suo sguardo.
Taylor fece per scuotere il capo, ma ricordando le regole dell'uomo, si schiarì la voce, sforzandosi di non distogliere lo sguardo.
"N-no, non ricordi male. Mi dispiace, i-io..." rispose, deglutendo a fatica.
"Tu?" lo incitò a continuare il moro, occhi negli occhi con lui.
Circondando il corpo del minore con entrambe le braccia, Dunken lo attirò lentamente verso di sé, continuando a tenere i suoi polsi fermi dietro la schiena.
"Io n-non ci sono abituato. Non so a-ancora come fidarmi”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Nelle ultime settimane ho tirato parecchio la corda con lui. Ha mangiato poco, dormito ancora meno. L'ho lasciato sdraiato sul suo stesso piscio, facendogli ascoltare musica inquietante. L'ho tenuto al buio, al freddo, ho fatto entrare dei topi in cantina e perfino una fottuta vipera. L'ho traumatizzato, eppure, quando ho allungato una mano per accarezzarlo, parlandogli di voi due, si è fidato di me. Si è abbandonato a me, e questo, cari i miei stronzi, è piuttosto soddisfacente" sproloquiò, incrociando le braccia al petto mentre si appoggiava alla parete di metallo.
"Volete sapere cosa succederà quando aprirà i suoi begli occhi chiari?" disse, non aspettandosi una reale risposta.
Puntò le iridi color notte in quelle vitree e spaventate dei due ragazzi, mostrando loro un ghigno che non prometteva nulla di buono.
"Gli mostrerò il lato migliore del mio lavoro" concluse, per poi lasciarli nuovamente soli, ancora una volta al buio”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay
“Questo sei tu, vero? Tutti questi segni sulla tua pelle devono aver fatto male per molto tempo. La lascio qui, guardala per un po', forse dopo avrai voglia di rispondere alle mie domande, perché la mia pazienza ha raggiunto il suo limite, ragazzino. Non sei stato affatto bravo" disse l'uomo, avendo ormai compreso quanto parole di quel tipo potessero avere effetto su Taylor, annientandolo.
Mentre risaliva le poche scale che dividevano lo scantinato dal resto della cabina, avvertì i singhiozzi del giovane farsi sempre più profondi.
Psicolabile, instabile, ingenuo e così fragile, non aveva mai avuto fra le mani qualcosa di più invitante”
― Elena Grimaldi, Hunted: Tematica gay