La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015 Quotes

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La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015 La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015 by Marco Pannella
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La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015 Quotes Showing 1-30 of 43
“Togliere il fascino della normalità per ospitare la singolarità. La vita è amore. L'amore è dialogo. Ma quello non è solo spirito. È anche carezze, baci, pugni e amplessi. Oltre alle belle idee.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Non ho mai nascosto nulla. Vivere alla luce del sole per non essere visto da quelli che guardano dal buco della serratura.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Tenace come un vecchio arteriosclerotico, mi situo lì dove sono da quarant'anni, lì dov'è l'alternativa liberale alla maniera di Gaetano Salvemini e dei fratelli Rosselli.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Il carisma è soltanto una lunga pazienza. È la costanza dell'attenzione, come Simone Weil definiva l'amicizia... Amore, amicizia per gli altri, attenzione, lunga pazienza, queste sono le componenti del carisma.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Io sono un "borghese" che crede innanzi tutto nella democrazia politica, in Tocqueville; sono convinto che il nuovo in questo senso può essere solo la riscoperta del vecchio. Non ho mai avuto il gergo sociologico del marxismo e del sinistrese. Se la fantasia va al potere, rinnego la fantasia e vada a fare in culo.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Se c'è una cosa che ci caratterizza è di non aver mai avuto nulla a che fare con il '68, che anzi coincise con il nostro massimo isolamento politico. Tutti questi anni sono stati una battaglia continua contro il sinistrese. Quando la borghesia italiana strizzava l'occhio a Potere operaio perché i suoi figli stavano tutti lì dentro, noi polemizzavamo con Potop perché i loro cortei servivano solo a far rincasare con due ore di ritardo gli edili romani stanchi morti del lavoro. E infatti dove sono finiti tutti i leader del '68? Nell'industria culturale, nella pubblicità, nel marketing. Tutti alla Gaumont, loro che accusavano noi di essere dei coglioni piccolo borghesi disinteressati alla lotta di classe. E gli altri sono morti, ahimè, hanno assassinato o comunque sono in galera.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Il nonviolento è permanentemente attivo di fronte alla violenza. Per un nonviolento la pratica della nonviolenza è un modo di vivere, non di reagire.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“È possibile convincere, vincere - cioè - assieme, sempre, e oggi. Non vincere contro.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Quando noi non-violenti giungiamo ai digiuni più drammatici, a quelli della sete o all'estremo di quelli della fame, mai chiediamo che ci si dia quel che noi crediamo giusto e vorremmo ottenere. Digiuniamo perché il potere rispetti la sua stessa legalità, i suoi stessi puntuali impegni, cessi dalla violenza dell'operare contro quel che è e deve esser legge anche per lui, che l'ha imposto e che ne esige il rispetto dagli altri.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Ma qual è il vizio degli opportunisti, secondo me? È vero che la politica è l'arte del possibile, come essi vanno predicando, ma bisogna fargli notare che è l'arte di "creare" il possibile, non di "consumare" il possibile. Gli opportunisti chi sono? Sono coloro che consumano e riducono il possibile, mentre i politici veri sono coloro che creano, estendono l'arco del possibile.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Io ho sempre più la speranza che sinistra e destra siano due cose distinte. Sinistra il progresso: non l'interclassismo o l'adempimento, nel Pci, del codice Rocco. Destra, la conservazione di una società che è da mutare radicalmente. Dirò di più. Adesso che finalmente i marxologi, i marxisti, i classisti che mi hanno rotto le balle per vent'anni hanno avuto vergogna del loro classismo, adesso il grande insegnamento marxiano, nella sua purezza scientifica, storica, nella sua componente libertaria, può essere recuperato.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Oggi io incomincio a pensare che veri comunisti siano gli extraparlamentari di sinistra, perché il Pci porta avanti soltanto più il discorso dell'ordine: ordine nelle rivendicazioni economiche, ordine nelle rivendicazioni normative, ordine nelle rivendicazioni di libertà, e via dicendo.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Essere antifascisti non può significare, oggi, che essere antidemocristiani.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Lo spirito di sacrificio, l'etica e l'etichetta del sacrificio non sono per me. Detesto tutto ciò, e la lotta eroica, la catarsi: io voglio vivere e essere felice, e voglio che il mio compagno viva e sia felice, ho dunque vera ripugnanza per il suo sacrificio. È dovere di un militante essere vivo e felice, non morto e eroe.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Diritti civili e istanze sociali coincidono. La lotta per il divorzio è stata lotta contro il divorzio di classe, la lotta per l'aborto, lotta contro l'aborto di classe. Ogni problema civile non risolto porta a ingiustizie sociali, risolverlo significa affrontare e vincere l'ingiustizia.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Io difendo anche chi è buttato in carcere solo perché è fascista, perché l'etichetta non mi interessa, mi interessa che si tratti di una minoranza alla mercé della strapotente maggioranza. E ho difeso più volte le minoranze extraparlamentari con tutte le loro intemperanze, pur sapendo che mi consideravano al di fuori, uno con idee utopistiche, un borghese.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Non vedono il borghese come lo vedo io, cioè colui che si ispira, che dà corpo alle grandi idealità della rivoluzione francese. Certo, sono un borghese, e felice di esserlo.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Il Partito radicale è fatto di tutto quello che dicevano Pannunzio e Rossi.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“È sempre l'esperienza personale, privata, che si trasforma in politica e ti dà la forza per combattere le battaglie.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Perché dialogo, per me, è qualcosa di complesso e completo, non unicamente spirituale: dialogo sono anche le carezze, come i baci e i pugni e gli amplessi, oltre alle belle idee.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Ciascuno di noi, lo voglia o no, prefigura ogni giorno con i suoi comportamenti il tipo di società che effettivamente contribuisce a edificare.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“il nuovo fascismo sembra aver scoperto che il punto più qualificante della vita dell'individuo è nel sistema nervoso centrale, più che nei muscoli o nell'intestino, e adegua quindi la sua violenza. La sua tortura non è fatta più di olio di ricino e manganellate private, ma di "Carosello", di induzione artificiosa di bisogni che ci rendano più schiavi, non già di "mezzi" che ci rendano più liberi.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Il fascismo vero non è affare di teppismo: è violenza delle istituzioni.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“La violenza fisica sui corpi vale l'aggressione consumistica sulle persone. D'altra parte non è "fisico" (come un tempo la tortura) colpire i centri nervosi, disinformare, abrogare i dati su cui giudicare, togliere la possibilità di conoscenza e quindi di decisione?”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“I vecchi fascisti, vedi, in realtà non chiedevano altro che una astensione dalla politica. Era questo che predicavano: "Lasciate ai burocrati, lasciate alle corporazioni dei lavoratori il dibattito". Il fascismo è il momento dell'abolizione del dibattito, che per noi è tutto. Solo nella piazza, nel foro, nel letto, a casa, l'uomo e la donna possono essere presenti in tutta la loro integrità. Considerati solo in quanto lavoratori (vecchio fascismo) o consumatori (nuovo fascismo), sono decapitati.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Non siamo degli idealisti. Sappiamo che esistono delle psicodinamiche di gruppo che portano automaticamente a un'unità carismatica. Mentre i grossi gruppi, o i partiti, tendono all'unità burocratica, i piccoli gruppi come il nostro tendono, appunto, all'unità carismatica: che non è un dato di per sé libertario, né liberante. Ecco la nostra moralità: non negare la nostra realtà, anche se magari vorremmo fosse diversa da quello che è.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“La radiolina dell'Eiar, è vero, non ce l'avrebbe mai fatta a farci diventare "consumatori". Oggi la Rai-tv lo può.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Ma il consumo significa in definitiva consumare se stessi... In quanto si vive consumando e non creando... Si consuma cioè la propria vita.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“Quando si può dire che un regime è tale? Che un regime è fascista? Lo si può dire quando esso non ha più bisogno della violenza perché i suoi valori siano accolti "da tutti".”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015
“È proprio vero che non ci sono nemici, se non ce li inventiamo come fantasmi e dèmoni delle nostre coscienze.”
Marco Pannella, La rosa nel pugno. Interviste e interventi, 1959-2015

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