Anormale Quotes

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Anormale Anormale by Susan Moretto
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“«Sam è un maschio.»
«Lo so.»
«Davvero?»
«Certo. È molto delicato e femminile, ma si vede che è un maschio. Ha anche il pomo d'Adamo.»
«Ma che cazzo!» sbottò Mason. «Tutti a parlare di pomo d'Adamo, anche i miei amici. Voi, quando andate in giro, guardate le gole delle persone? Non potete essere normali e guardare le tette .»”
Susan Moretto, Anormale
“«Scusa. Mi dispiace di averti coinvolto nei miei problemi. Nella mia anormalità.»
«Tu non sei normale, Sam. Ma c'è molta differenza fra anormale e speciale.»”
Susan Moretto, Anormale
“Sam gli passò le mani dietro il collo, mormorando: «Ti amo.»
Mason si irrigidì. Sapeva di avere un'espressione raggelata, ma non c'era niente, assolutamente niente, che potesse sciogliere la presa di ferro che si sentiva addosso.
Sam ritrasse le mani, e forse avrebbe fatto anche un passo indietro, ma Mason la stava ancora abbracciando. «Mason, io... Non dovevo dirlo?»
No, non lo doveva dire. Doveva proprio starsene zitta, perché, nel momento in cui quella parolina di tre lettere le era uscita di bocca...
«No, è che...» si sentiva rintronato, il cervello che andava a rilento come dopo un placcaggio particolarmente duro a football. «Eravamo là, vicino alla carta igienica. Io ho pensato che un cavaliere, un vero duro, non fa dichiarazioni mentre compra la carta igienica. Adesso siamo vicino ai fazzoletti e vorrei risponderti che anche io ti amo.»
Sam sembrava confusa. Faceva saettare lo sguardo dalle confezioni di carta igienica a quelle di fazzoletti, su e giù. Poi gli sorrise e Mason pensò che forse un cavaliere poteva dichiararsi con la carta igienica in mano, se in cambio riceveva un sorriso così dolce, gli occhi che le brillavano.
«Vuoi che ci allontaniamo dalla carta igienica?» chiese Sam. L'espressione dolce si stava trasformando in un sorrisino sarcastico, il tipo di smorfia che faceva in continuazione la principessina. «Forse, vicino alle birre, il cavaliere potrà dichiararsi in modo più virile?»
«Mi stai prendendo in giro?»
«Sì. »”
Susan Moretto, Anormale
“«Voglio solo essere normale.»
Mason le allungò il vassoio. «Per quello che può valere, secondo me fai bene. Ma devi cenare.»
Sam sorrise. Mason era fatto così: un momento ti strappava il cuore dal petto e quello subito dopo faceva la cosa più dolce del mondo, come portarle un sandwich. Forse non aveva neanche finito di cenare, pur di evitare che lei saltasse il pasto. Aveva addirittura uno sbaffo di latte sul labbro superiore...
Lo baciò. Quasi lo travolse per abbracciarlo e sentì il vassoio cadere a terra. Forse si era anche rotto il piatto, ma non importava: Mason era caldo contro di lei, lo sentiva forte sotto le dita e, quando lui rispose al bacio, un brivido le risalì lungo le braccia.”
Susan Moretto, Anormale
“«Non so cosa mi aspetto da te. Non capisco neppure più se mi piaci maschio o femmina. So solo che mi piaci e non ce la faccio più.»
«A sopportarlo?»
«A ignorarlo.»”
Susan Moretto, Anormale
“«Ti prego, non prendermi in giro.» Quello di Sam fu solo un sussurro. Sentì di avere le lacrime agli occhi e sperò che non cadessero. «Io sono fatta così. Non sono completamente femmina e forse non lo sarò mai.»
«Vuoi operarti? Per... per...»
«Per il cambio di sesso?» Sam abbassò lo sguardo e le lacrime caddero, ma era solo vergogna per l'argomento. «Non lo so. Forse sì. Forse no. È un percorso così difficile, così doloroso. Ho paura. Quindi, se ti aspetti che io diventi come tu mi vuoi nel giro di poche settimane... non succederà. Forse mai.»
Mason le sfiorò il mento con le nocche, rialzandole il viso. «Non so cosa mi aspetto da te. Non capisco neppure più se mi piaci maschio o femmina. So solo che mi piaci e non ce la faccio più»”
Susan Moretto, Anormale
“« Scusami. Non intendevo offenderti.» Ancora un respiro profondo. «Ma dovresti comunque stare con lui. O almeno provarci.»
«Perché?»
«Perché sprecare l'amore è da coglioni »”
Susan Moretto, Anormale
“Con le braccia che le bloccavano il busto e le gambe che tentavano di allargare quelle di Mery per impedirle di scalciare, per un istante il suo corpo partì per la tangente: lei era bionda, come Sam. Magra, come Sam. E slanciata, proprio come Sam. Poi Mery gli tirò una ginocchiata pericolosamente vicino all'inguine e Mason si ricordò che Mery non era Sam. Sam non era solo il suo corpo, i suoi capelli, il suo viso: Sam era Sam, dolce e delicata e sempre buona. E se Sam non era solo il suo corpo, significava che non era neanche solo il suo cazzo e che forse non aveva importanza cosa era, ma come era”
Susan Moretto, Anormale
“«Cambierò.» Sam quasi non riuscì a sentirlo, tanto era bassa la sua voce. «Mi comporterò meglio. Te lo prometto.»
A Sam si strinse il cuore. Era quello il ragazzo che le piaceva, che l'aveva baciata fra le farfalle, che l'aveva protetta in una casa stregata.
Gli si avvicinò, prendendo la mano di Mason fra le sue. Regolò il getto d'acqua per i fiori e si allontanò di un passo, sfiorando con la punta delle dita la pelle di Mason.
«Ti prego »”
Susan Moretto, Anormale
“Forse è per questo motivo che la gente usa le parolacce. Quando non sa cosa dire, ne butta lì un paio ed è a posto”
Susan Moretto, Anormale
“«Come hai fatto a non accorgerti del pomo d'Adamo?» chiese Zeke, schiarendosi la voce. «Quando hai scoperto che è un ragazzo?»
«Il pomo d'Adamo? Credi davvero che io le abbia guardato la gola?» Mason scosse la testa, incredulo. «Dopo la nuotata, la maglietta le si è attaccata al corpo. Ho visto la sagoma del... del suo...»
«Cazzo,» lo aiutò Gabe. «Si chiama cazzo, Mason. Anche tu ne hai uno.»
«Piantala, principessina!» gli abbaiò contro.
«Non parlare così al mio ragazzo!»
«Non parlare così a mio fratello!»
«Volete smetterla, tutti e tre?» sbottò Mason. «Sono nella merda!»
«Perché hai baciato un ragazzo?» chiese Gabe. «Non mi sembra così terribile: io lo faccio da una vita e non sono morto.»”
Susan Moretto, Anormale
“«Credo di piacergli davvero, solo che sono sbagliata.»
«Tu non sei sbagliata!» tuonò Bob, per poi calmarsi. «Tu non sei sbagliata: sei come sei. E se vuoi prendere gli ormoni, hai il mio appoggio. Sono anni che ti dico di iniziare il percorso per il cambio di sesso. Solo non farlo per piacere a un ragazzo: queste cose non vanno mai bene.»
«Quindi vuoi che aspetti?»
«No. Voglio che tu lo faccia per te stessa.»
Sam sbuffò. «Odio quando sei così comprensivo e razionale.»
«È perché ti voglio bene, piccola »”
Susan Moretto, Anormale
“Mason avrebbe dovuto essere là, a scaldarla con un abbraccio, ma non avrebbe abbracciato lei. Avrebbe abbracciato lui, e il ragazzo non credeva di poterlo fare”
Susan Moretto, Anormale
“«Se non mi vedi come una sorella, cosa sono per te?»
Mason le lasciò scivolare la mano lungo il braccio, sfiorandole il palmo con le dita. «Una ragazza. Una bellissima ragazza da baciare.»”
Susan Moretto, Anormale
“«Sei arrabbiata?»
Sam non riuscì a parlare. Scosse la testa a scatti, un filo di nervosismo che le stringeva la gola.
«Potrò farlo di nuovo?» le chiese ancora Mason e lei annuì con gli stessi movimenti sgraziati e ansiosi di poco prima. Ma il sorriso del ragazzo si aprì, sicuro e solare. «Bene, allora lo rifarò. Spesso.»
Sam non riusciva a capire se fosse una promessa o una minaccia. Sapeva solo che era stato il suo primo bacio e non riusciva a pensare a una situazione migliore. O a un ragazzo migliore.”
Susan Moretto, Anormale
“Sam la seguì con lo sguardo. Si accigliò rendendosi conto che la Morfo era come lei: ciò che si vedeva all'esterno non era neanche lontanamente paragonabile a quanto si celava all'interno, al sicuro fra le sue ali chiuse.
Sono come una farfalla. Una strana farfalla, anormale nella mia unicità. Uno scherzo della natura”
Susan Moretto, Anormale
“Sam prese un respiro profondo, sapendo che aveva fatto bene a parlare a chiare lettere. Era qualcosa che da un lato faceva parte di lei e si rifiutava di nascondere, ma che dall'altro le provocava ogni volta un male terribile. Perché lei doveva dichiarare ciò che era, quasi ammettesse una colpa, mentre il resto del mondo non era costretto ad ammettere la propria eterosessualità. La propria normalità.
Perché non posso essere semplicemente Sam?”
Susan Moretto, Anormale
“Suo padre si alzò dalla poltrona, sistemandosi accanto a lei e posandole una mano sulla spalla. Sam percepiva la sottile ansia che emanava, mentre aspettava che la sua fidanzata dicesse qualcosa. Ma sentiva anche l'amore incondizionato per quella figlia complicata e difficile da gestire, e Sam non poteva fare a meno di amarlo”
Susan Moretto, Anormale
“«Tesoro? Sei a casa?»
La voce di sua madre lo riscosse. «No, mamma. Sono entrati i ladri e si stanno pulendo i piedi sullo zerbino.»
«Sii gentile, caro: di' ai ladri di ricordarsi che stasera abbiamo ospiti a cena »”
Susan Moretto, Anormale