Il Campione del Re Quotes

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Il Campione del Re (Blood Bonds, #10) Il Campione del Re by Chiara Cilli
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Il Campione del Re Quotes Showing 1-13 of 13
“«Cade!» gridai d’improvviso.
Con tutto il mio cuore.
Con tutta me stessa.
Lui si voltò a occhieggiarmi da sopra la spalla.
Il mio sguardo era bruciante di furia e dolore.
Il suo era traboccante di amarezza.
Due sguardi che si erano appartenuti.
Due sguardi che non riuscivano più a sostenersi.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Neela, ascoltami». La mamma mi strinse le mani tra le sue, richiamando la mia attenzione. «Cade servirà te, tra qualche anno. Sarà lo scudo che ti difenderà da Bower e da Lamaze. Sarà la spada con cui mieterai i loro casati. Sarà la mano con cui prenderai tutto, un giorno. Ma lo farà attingendo alla tua forza. Una forza che verrà da dentro di te». Mi puntò un dito sul petto. «Che non nascerà dal vostro amore, ma dal tuo impegno, dalla tua determinazione, dalla tua sete di potere. Perché un giorno, mia erede, tu regnerai». Mi accarezzò la guancia, contemplandomi. «Mi basta guardarti per capire che è scritto nel tuo destino».
Di slancio mi afferrò il mento con due dita. Tirai il fiato di soprassalto, incupendomi mentre mi fissava con un’intensità impressionante.
«Tu porrai fine alla faida», sentenziò.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“Premetti una mano sul torace di Cade, curvando le dita per conficcargli le unghie nella pelle, ma con mio grande disappunto non stampai altro che delle mezzelune.
Non era ciò che volevo.
Volevo essere in grado di lacerargli la carne e bere il sangue che sarebbe defluito.
Volevo siglare il mio possesso su di lui.
Quindi, mi arrotolai la cintura intorno alla mano e tirai Cade a me. Lui mi intrappolò tra le braccia con veemenza, strappandomi un ansito prima che spalancassi la bocca sulla sua per un bacio animalesco. Gli racchiusi il labbro inferiore tra i denti e serrai le mascelle finché non lo udii gemere. Mi ritrassi e guardai il liquido vermiglio affiorare dal taglio e convergere in una goccia succosa pronta a precipitare dal suo labbro. La raccolsi con la lingua prima che avvenisse, gustando appieno il sapore metallico, poi puntai gli occhi predatori in quelli di Cade.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“Osservai le goccioline di sudore colargli dalle basette corte alla mandibola, dietro la nuca e lungo il collo, sparendo sotto lo scollo circolare della t-shirt nera.
Cominciai a sporgermi in avanti, millimetro dopo millimetro. L’odore muschiato della sua pelle madida mi penetrò nelle narici, risvegliando in me una brama viscerale.
Primordiale.
E prima che potessi trattenermi, gli leccai la gola.
Lentamente.
Dalla base fino al mento.
Assaporando il sudore.
Saggiando la morbidezza della pelle.
Cade smise di respirare, irrigidendosi ancora di più. I suoi occhi saettarono sui miei, e un istante dopo lui mi ghermì il volto con una mano, facendomi richiudere la bocca con uno scatto tanto brusco che rischiai di tranciarmi la lingua.
«Di questo ne riparleremo dopo», mi ringhiò sulle labbra.
Le schiusi per inalare il suo fiato caldo. «Non vedo l’ora».”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“Puntai una mano sul torace di Cade, curvando le dita per conficcargli le unghie nella pelle, ma con mio grande disappunto non stampai altro che delle mezzelune.
Non era ciò che volevo.
Volevo essere in grado di lacerargli la carne e bere il sangue che sarebbe defluito.
Volevo siglare il mio possesso su di lui.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Un campione», continuò mia madre con più fervore, «è sempre al fianco della sua Regina. Una Regina non abbandona mai il suo campione. Sono più di una squadra. Sono l’uno il mondo dell’altro».
Guardai Cade.
Lui guardò me.
Lo saremmo mai diventati?
Avremmo mai potuto?
«Il loro legame è indistruttibile. La loro fiducia inattaccabile. La loro forza impareggiabile». Ci penetrò con lo sguardo. «Insieme, sono invincibili».”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Sarà il primo sicario maschio».
«Sì», dichiarai con orgoglio.
Perché avevo visto qualcosa in lui.
Avevo sentito qualcosa.
Grandezza.
La stessa che avvertivo ogni volta che posavo gli occhi su Neela.
Come se fossero due tasselli dello stesso puzzle, in attesa di essere riuniti.
«E tu», continuai con ardore, «farai di lui il migliore».
I suoi occhi si spalancarono. «Stai dicendo…»
«Sì, Yelena», l’anticipai con feroce passione. «Voglio che lo addestri per diventare il tuo erede». Deviai nuovamente l’attenzione su Cade e trassi un respiro solenne. «Il primo campione».”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“Fuori, Neela era la copia sputata di Jesse, sì, e non avrei potuto esserne più felice.
Ma dentro aveva il fuoco delle Šarapova.
Lo vedevo da come osservava i soldati allenarsi, da come rubava le loro mosse con quel suo sguardo vigile, quasi predatorio.
Voleva già imparare ogni cosa.
Voleva già eccellere.
Presto, avrebbe iniziato la sua scalata verso il trono, e io l’avrei aiutata a diventare sempre più ambiziosa.
Sempre più astuta.
Sempre più grande.
Sempre più intoccabile.
Mia figlia sarebbe stata la prima Regina di colore del casato Šarapova. E sarebbe stata la sovrana migliore che Véres avesse mai avuto.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Stai infrangendo le regole, Neela».
Lei roteò il manganello e avanzò lentamente.
«Devi affrontarmi alla luce del sole», le feci presente, il respiro sempre più pesante, il battito sempre più sostenuto. «Con dei testimoni».
Neela mi si fermò a pochissimi centimetri di distanza. Nei suoi occhi, ora alla stessa altezza dei miei, vi era un incendio di rancore e cupidigia che mi stregò. Alzò la mano guantata verso il mio viso, e le mie narici fremettero quando mi lambì la guancia con gli artigli. Quasi al rallentatore, mi chiuse la mano a coppa sul mento e si sporse verso le mie labbra.
Non avrei mai dimenticato la sua espressione.
Era l’emblema dell’ira.
Era distruzione.
«’Fanc*lo le regole», mi sibilò.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Come intendi agire?» mi domandò, pragmatico.
«Non possiamo attaccare, Tar». Feci un tiro, scrutando la gonna di Neela ondeggiare al leggero vento che si era levato. «È contro le regole».”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Perché nutrirlo, maestà? Perché non affamarlo?»
«Perché non voglio che sia debole. Voglio che rimanga forte e pienamente cosciente di ciò che gli farò.»”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“«Io avrei protetto te», dissi in tono dilaniante, «quando quei bastardi fossero venuti a reclamare la tua vita per aver trasgredito le regole. Perché siamo una famiglia». Con un verso strozzato, feci scorrere il dorso delle dita sulla sua guancia troppo liscia, troppo fredda, troppo dura. «Tu eri la mia famiglia», gemetti, «e mi hai lasciata».”
Chiara Cilli, Il Campione del Re
“Il suo sguardo si scontrò con il mio.
Uno custode di un recondito e atroce rancore.
L’altro portatore di furia e distruzione.
Sguardi che si conoscevano a memoria.
Sguardi che non potevano perdonare.
Sguardi che si erano appartenuti.
Sguardi che volevano annichilire.
Sguardi che si chiamavano ancora.”
Chiara Cilli, Il Campione del Re