La teoria del pettirosso Quotes

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La teoria del pettirosso (Italian Edition) La teoria del pettirosso by Cristiano Pedrini
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“«Credi che non sia sincero quando dico che quel ragazzo rappresenta la cosa più importante per me?»
«No. Non intendevo dire questo. Ti chiedo solamente di renderti conto che lui non ha fatto altro che rinunciare all’unica cosa vera che portava con sé: l’amore nei tuoi confronti.»
«Credi che non lo sappia?», sbottò Ross.
«Non è un debito che tu devi onorare. Devi essere davvero convinto di rischiare tutto per lui, altrimenti un domani te ne pentirai e senza rendertene conto potresti finire con incolpare il ragazzo delle tue scelte.»
«Non lo farei mai. Non capisci? Nathan è come l’aria che respiro ogni giorno. Non ne potrei mai farne a meno.»
Il colonnello si mise a ridere fragorosamente. «Assurdo… Sono qui seduto ad ascoltare le dichiarazioni d’amore di un uomo che conosco da quando andava al liceo e che non ho mai visto così coinvolto in una relazione”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“Non avrei mai pensato di svegliarmi questa mattina accanto a Nathan. Guardo il suo viso e mi sembra il ritratto della perfezione, pensava Ross mentre studiava ogni minima parte di quel corpo che gli stava disteso accanto.
I tenui raggi del mattino penetravano dalla tenda accostata, illuminando entrambi.
Il respiro rilassato di Nathan scandiva il tempo che sembrava dilatarsi in infiniti istanti di perfezione.
Piccolo Nathan. Quanto mi hai reso felice stanotte, ammise Ross lasciando scivolare le sue dita sul petto del ragazzo.
Nathan si mosse nel sonno, stringendosi ancor di più a lui.
«Ciao», disse il ragazzo, sbadigliando. «Felice risveglio.»
«Lo è. Lo è. Sono qui accanto a te», rispose Ross, baciandogli la fronte.
«Pensa cosa direbbe Luke se ci vedesse», scherzò Nathan, sollevando le braccia e stirandosi i muscoli.
«Direbbe che mi hai plagiato. Tu, piccolo incantatore, servo di Belzebù», rispose l’uomo, accarezzandogli il viso. «Ma com’è possibile credere che questi occhi appartengano a un servo del Signore del male?», Ross rise divertito. «Ma, pensandoci meglio, tutto è possibile. In fondo Satana era uno degli angeli di Dio, il più bello. E ammetto che tu non sia solo angioletto, anche se ce ne vuole a paragonarti a un demone perverso»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Vuoi restare con me, stanotte?», domandò inaspettatamente il ragazzo.
Al suono di quella frase il cuore di Ross iniziò a battere all’impazzata; era da molto tempo che non provava un’emozione così intensa.
«Non devi farlo solo per farmi piacere. Sono abbastanza grande e maturo da accettare un tuo no», sorrise fissandolo negli occhi.
«Non ho mai pensato di rifiutarti…», gli confessò, mentre lentamente si rialzava appoggiandosi al tavolo per non cadere.
Nathan posò di nuovo le braccia attorno alle spalle di Ross, stavolta stando in piedi di fronte a lui. Le labbra di Nathan lambirono quelle dell’uomo, all’inizio con titubanza, quasi sfiorandole, poi via via con sempre maggiore sicurezza. Il suo sapore, soave e fresco, riempì i sensi di Ross che sentiva la lingua del ragazzo muoversi sinuosamente attorno alla sua, giocando con un ritmo crescente.
Indietreggiò lentamente, stringendolo, fino a raggiungere il letto.
Si gettarono sulle lenzuola. Ora il corpo esile del ragazzo era disteso su di lui”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Spero che tu non mi abbia molestato sessualmente mentre dormivo.»
«Per tua fortuna non sono così intraprendente», ammise l’uomo «ma non hai neppure chiuso la porta a chiave ieri sera.»
«Aspettavo che il mio principe azzurro venisse e mi rapisse, portandomi via con sé», rispose, mettendosi seduto sul letto.
«Temo che al posto del principe azzurro dovrai accontentarti solo di un prestante trentenne.»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«C’è qualcosa che non va?»
«Continuo a chiedermi perché stai facendo tutto questo?», mormorò l’altro, abbassando lo sguardo.
«Senti, Nathan. Non fatico a credere che fino a ora la vita non sia stata molto generosa con te. Ma perché riesci a credere che le cose possano cambiare?»
«Forse perché ho imparato a non aspettarmi nulla!»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Vuoi sempre salvare il mondo?»
«Affatto. Mi accontento di salvare quel poco che ho vicino a me. Ora che ne diresti di salvare almeno le apparenze e tornare al lavoro?»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Avrebbe potuto recarsi in un negozio di animali e comprarsene un altro, magari un cane o un gatto.»
«È vero, ma non sarebbe stata la stessa cosa.»
«E perché mai?»
«Quel pettirosso era stato come un dono dal cielo. Non l’aveva voluto. Era semplicemente arrivato. Sebbene avesse deciso di tenerlo con sé e curarlo, non voleva addomesticarlo, ma solo aiutarlo a guarire. Eppure Joseph non aveva considerato quanto gli sarebbe dispiaciuto salutarlo. Sai, talvolta ci si affeziona senza rendersene conto.»
Ross si voltò verso il ragazzo, che lo fissava con degli occhi incantati quasi fosse un bambino assorto nell’ascolto di una favola.
«Alla fine riuscì a lasciarlo andare?»
Ross annuì, sorridendo velatamente. Nathan si alzò e si mise in ginocchio davanti all’uomo.
«Quel pettirosso sarei io?”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“Ross aveva sempre pensato che il mondo sarebbe potuto essere migliore se tutti quanti avessero imparato a vivere con le proprie debolezze, avessero imparato ad accettarle e a sfruttarle per valorizzare chi erano e chi li circondava.
«Continua ad essere te stesso ogni volta che ne avrai l’opportunità, ogni volta che ne sentirai il bisogno, e sono certo che troverai persone che ti stimeranno e ti vorranno ancor più bene per questo» Ross si mise a ridere, infilandosi il cappotto.
«Ross…»
«Sì?»
«Grazie.»
«Non è molto ma è tutto quello che posso offrirti», ammise”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Non voglio restare di nuovo solo», sussurrò il giovane con un filo di voce.
Ross avrebbe voluto che quell’istante restasse scolpito nel tempo, immobile, immutabile. Sapeva quanto fosse costata quella rivelazione; sembrava che Nathan avesse finalmente abbassato le difese per far trapelare le sue sensazioni e debolezze.
Ross gli prese le mani, che stavano ancora poggiate sul suo petto, e, dopo essersi liberato dalla presa, cercò il viso del ragazzo.
«Ci vuole coraggio per ammettere le proprie debolezze. Cerchiamo costantemente di nasconderle per apparire forti e sicuri agli occhi degli altri, ma se ci pensi, Nathan, sono quelle a renderci umani. Hai appena ammesso la tua umanità, non ti senti meglio? Be’, dovresti, perché è solo in questo modo che possiamo volerci bene e che permettiamo alle persone di conoscerci veramente e di aiutarci. Ma detto questo… spero che a questo punto tu non mi creda il tuo mentore, sono semplicemente un tizio che ti farà dormire nel suo ufficio, almeno per stanotte!», concluse Ross avvicinandosi alla porta.”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Nathan…»
Rapidamente si accostò al corpo del ragazzo e si accorse che stava dormendo.
Aveva utilizzato il giaccone come coperta e lo zainetto come cuscino. Seppur vederlo così gli suscitava tenerezza, Ross era felice che Nathan avesse deciso di trovare un rifugio nel Byron; quella notte la biblioteca possedeva un tesoro in più, un piccolo testardo dal pessimo carattere, che non voleva più abbandonare i pensieri di Ross.
Doveva ammettere che Nathan avesse scelto un posto originale per trascorrere la notte. Originale come lo era lui, in fondo”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Puoi anche accomodarti. Prometto che non ti chiederò nient’altro.»
«Ne dubito», osservò pungente. «Scommetto che appartieni alla categoria delle persone che vorrebbero salvare il mondo e sei così stupido da credere di poterci riuscire davvero»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso
“«Sei sempre sulla difensiva. E dimmi, tu invece sei una di quelle persone che credono che la miglior difesa sia l’attacco?», gli domandò piccato Ross.
«Se l’attacco può prevenire danni e situazioni incresciose, sì»”
Cristiano Pedrini, La teoria del pettirosso