Ventiquattro secondi Quotes

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Ventiquattro secondi Ventiquattro secondi by Simone Marcuzzi
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“Questa è una storia di persone vicine che non si conoscono e si cercano. Perchè non possiamo mai sapere cosa c'è dentro il cuore di qualcuno, anche se ci dormiamo accanto per anni. E nonostante tutto dobbiamo ostinarci a cercare, perchè è tutto ciò che possiamo”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi
“È una cosa che i giovani non sanno, non riescono a capire. È il primo fondamentale che cerco di trasmettergli in palestra o al campetto. Non il passaggio, non il palleggio, non il tiro. Cerco di insegnare loro che il tempo non è illimitato. Vedo molti ragazzini vivere con noncuranza, iperprotetti dai genitori che li adorano e non fanno il loro bene, con la certezza di poter rispondere a smorfie alle offerte degli amici e delle ragazze, come fossero una delle tante portate di un pranzo da matrimonio (ne arriverà un'altra sarà migliore). È la forza della giovinezza, certo. E non si può negare: quasi per tutti le occasioni ci saranno. Non per questo bisogna far spallucce e rivolgersi altrove. Ogni partita è l'ultima, è questo il primo fondamentale che insegno. La palla a due apre sempre una finale.”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi
“Il tramonto è uno spettacolo per tutti. Per un orfano tormentato dai dubbi assume un potere evocativo quasi doloroso. Mamma è la prima persona che mi viene in mente osservando l'orizzonte incendiarsi e gettare riflessi dorati sull'intera pianura. Mamma, così lontana, che non incontrerò mai. La seconda persona a cui penso è papà, che invece incontrerò nei prossimi giorni per riferirgli di questa nuova difficoltà. Poi la mente va a Marta e Irene, le immagino stese a letto con un libro sulle ginocchia.
Chi vive nelle metropoli deve cercare il cielo nei ritagli prospettici non ipotecati dai grattacieli, non può capire la grandiosità di un orizzonte spalancato sulla giornata che finisce, il modo in cui questa bellezza ci impone di indagare chi siamo. E il silenzio. La qualità di questo silenzio: ha una consistenza quasi materiale, lo posso sentire come un tessuto sotto le dita.”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi
“La memoria non la racconta giusta quasi mai, costruisce ponti immaginari tra episodi sconnessi, semplicemente accaduti.”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi
“Non si può deputare ad altri la responsabilità delle proprie paure.”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi
“Tutti gli sport sono a loro modo metafore di vita. Il basket ha la sua specificità nello scorrere del tempo. Quando l’arbitro scocca per aria la prima palla a due sai quale sarà la durata della partita. Quarantotto minuti effettivi durano esattamente quarantotto minuti. Così come durante la veglia del 31 dicembre sappiamo quanto è durato l’anno solare appena trascorso: un anno solare.

Però i secondi e gli attimi che compongono una partita o un anno solare sono diversissimi tra loro. Il tempo non scorre lineare, non è un mucchietto di sabbia crescente sotto la fessura della clessidra. Ci sono molti secondi insignificanti, che ci scivolano tra le dita e dimentichiamo presto. E ci sono attimi dilatati, in cui il senso delle cose si blocca e continua a lavorarci dentro negli anni. Questi dodici secondi, segnalati dal maxischermo cubico pendente dal soffitto del Forum di Inglewood, sono uno di questi istanti di purezza. I quarantasette minuti e quarantotto secondi precedenti sono già scomparsi, così come il resto dei playoff e tutta la regular season.”
Simone Marcuzzi, Ventiquattro secondi