After Quotes

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After (Damon & Pete: Playing with Fire, #2) After by Tantalus
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After Quotes Showing 1-7 of 7
“La sua preoccupazione allontanò da me il desiderio di vendetta immediato. «Sì, tutto a posto.» Mi misi a sedere e abbassai lo sguardo sul mio stomaco e sulla pancia, appiccicosi per via del sudore e dello sperma. Il primo pensiero che mi attraversò la mente fu quello di farmi pulire da lui con la lingua. Cosa che mi fece sorridere. Una giusta punizione che sarebbe stata perfetta, tanto per cominciare.
Prima però che potessi dire una sola parola, Pete fece il giro del letto e si mise in ginocchio. Chinò la testa e portò le braccia dietro alla schiena. «Sono pronto per essere sculacciato adesso.»
Per un attimo rimasi senza parole, sopraffatto dall’inaspettato cambio di eventi. Quando alzò lo sguardo e mi sorrise, riguadagnai la mia compostezza. Scesi dal letto e mi misi in piedi davanti a lui, con le braccia conserte e le gambe divaricate, il mio uccello ancora appiccicoso per via dello sperma. Abbassai lo sguardo su di lui, non credendo a quella postura contrita nemmeno per un secondo.
«Pensi che te la caverai con delle sculacciate?» Sbuffai. «Ragazzo, quello sarà solo l’inizio.»
I suoi occhi si illuminarono. «Contavo su questo, Signore.»
Sembrava proprio che qualcuno avesse voglia di giocare. Sorrisi. Pete aveva appena innescato un’arma di distruzione di massa.”
Tantalus, After
“«Questo è ciò che voglio,» sussurrò Pete, contro la mia bocca. «Non voglio martellarti il culo con movimenti frenetici, uno dietro l’altro.» Muoveva i fianchi contro di me un po’ più in fretta, perdendo il ritmo mentre lo aumentava. «Voglio sentire tutto, ogni centimetro di te attorno al mio uccello mentre ti scopo.» Più veloce, più forte, più in profondità.
Il suo respiro divenne superficiale, veloce. Mi afferrò per le spalle, ancorandosi a me mentre mi scopava, senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi.
Avrei voluto urlargli contro, ringhiare, dirgli di finirla una volta per tutte, ma quelle dolci ondate di piacere si diramavano partendo da dentro, arrivando fino alle estremità. Arricciai le dita dei piedi, avevo le braccia tese, così come i muscoli della pancia, eppure Pete mi stava portando verso un altro orgasmo. Le sue dita sprofondarono nelle mie spalle, dentro la carne, provocandomi un leggero dolore che accettai volentieri.
Quello era meglio. Era ciò che conoscevo, ciò che avrei potuto accettare. «Dai su, forza,» lo spronai, mentre lui, come un pistone, prese a scoparmi, sbattendo i fianchi contro i miei. Pete gemette e il suo corpo si irrigidì mentre si spingeva forte dentro di me. Lo sentii attraversare tutto il mio corpo, riverberando nelle mie palle e risalendo lungo l’uccello. Venni, e lo sperma, in brevi fiotti, mi colpì gli addominali, ma fu subito spalmato su entrambi quando il corpo di Pete si abbassò sul mio, la sua testa appoggiata alla mia spalla.
Il suo respiro era affannoso e forte contro il mio orecchio, mentre brevi contrazioni gli squassavano il corpo, intanto che lui continuava a pulsare dentro di me. Il sudore sulla mia pelle si stava raffreddando. Ero disteso sotto di lui, i miei tremori stavano svanendo mentre il suo corpo si muoveva in sincronia con il mio. Quella soddisfazione che tanto avevo bramato si diffuse attraverso di me, in una corrente lenta, così come il mio respiro e il battito del mio cuore stavano tornando al loro ritmo naturale”
Tantalus, After
“«Cazzò mi arriverà in gola se lo spingerai ancora un po’,» ansimai. Pete non disse nulla, la sua attenzione ancora focalizzata sul punto in cui mi stava penetrando con quel mostro rosa. «Da chi hanno preso sto cazzo di modello? Da King Kong?» Era come essere scopati da una trave.
La mia affermazione lo fece sorridere. «No… da Jeff Stryker,»”
Tantalus, After
“«Ho capito, sei la regina delle misure, Petey-boy?» Mi contrassi attorno a quella massa che stava invadendo il mio corpo, e mi rilassai quando, lentamente, Pete la tirò fuori. Riuscivo ancora a sentirlo dentro di me.
Il suo sorriso non se ne andò via nemmeno per un secondo, anche quando si sporse per afferrarmi l’uccello, iniziando a masturbarmi. «Tu cosa credi?»
Ecco. Avevo perso. Ero legato al letto del mio vicino di casa, mentre lui, mi faceva scivolare un dildo nel culo e io cosa stavo facendo? Mi sentivo orgoglioso del fatto che apprezzasse le misure del mio uccello”
Tantalus, After
“Mi spinse con forza la lingua in bocca, gemendo mentre reclamava le mie labbra. I nostri denti si toccarono, e io gli lasciai prendere ciò che voleva. L’unica cosa che volevo in quel momento era avere le mani libere per potergli tenere ferma la testa e approfondire quel bacio, prendendomi tutto ciò che potevo.
Quando si staccò, ansimante e con il torace che si alzava e abbassava furiosamente, volevo solo ringhiargli di tornare subito da me.”
Tantalus, After
“Dovrei smettere di farlo?» Strinse la mano attorno alla mia erezione e io gli scopai il pugno, grazie anche al liquido preseminale che rendeva il tutto più scivoloso.
Avrei potuto dirgli sì, avrei potuto urlargli di togliermi le manette, ma non lo feci.
Pete lasciò andare il mio uccello e appoggiò entrambe le mani sul mio torace, abbassando i suoi occhi sexy su di me. «Senti, succederà, perciò perché non te ne rimani qui disteso a goderti la cosa?» sussurrò, prima di appoggiare le labbra sul mio collo per baciarmi. Non riuscii a fermare il brivido che percorse tutto il mio corpo. Il collo era sempre stato un mio punto debole. Il mio primo ragazzo aveva scoperto subito come eccitarmi, leccando, succhiando e mordicchiandomi il collo fino a ridurmi in poltiglia.
Per nessuna ragione avrei permesso a Pete di capire gli effetti che le sue labbra stavano avendo su di me.
Non ebbi però nessun bisogno di dire nulla perché il mio uccello parlò al posto mio. Le labbra di Pete scivolarono così leggere lungo il mio collo che quasi che non le sentivo, e il mio uccello puntò allo stomaco, continuando a produrre così tanto liquido preseminale da formare una piccola pozza sulla mia pancia. Mossi i fianchi, eccitato come mai prima d’ora, e quando Pete si fermò nella sua dolce tortura, con il viso sopra al mio, capii cosa stava per succedere. Lentamente scese verso di me, con le labbra socchiuse. Avrei potuto ringhiare o negarmi, ma non lo feci.
Le sue labbra si appoggiarono alle mie e, cazzo, fu bello”
Tantalus, After
“«Scioglimi,» urlai, tirando i legacci che mi chiudevano i polsi.
La magia che stava compiendo quella lingua s’interruppe. «A differenza dei gatti, ho una vita sola,» ridacchiò. «E intendo tenermela.» Detto ciò, tornò a leccarmi il culo.
Come cazzo potevo arrabbiarmi con lui se continuava a farmi certe cose? E questa volta non avevo alcun dubbio. Era Pete”
Tantalus, After