Street Love Quotes
Street Love
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Rhys Everly178 ratings, 3.96 average rating, 63 reviews
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Street Love Quotes
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“Ringhiò. Odiava tutto. Odiava non avere più un tetto. Non avere uno spazio suo. Non si era reso conto di quanto fosse importante una casa fin quando ne aveva avuta una. Ora non poteva fare altro che sperare di non morire durante la notte, dormendo sulle panchine, in metropolitana o sull’asfalto.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“Era quello il problema con gli esseri umani. Potevano essere dei veri stronzi quando iniziavano a parlare, perciò preferiva quando stavano zitti. Il miglior esempio? I suoi genitori. Se loro non avessero parlato, se lui non gli avesse detto che era gay, non lo avrebbero cacciato di casa. Avrebbe avuto ancora una famiglia. Ma la gente doveva parlare e rovinare tutto. Persino se stessa. Sicché lui preferiva rimanere in silenzio… quando il mostro dentro di lui non grattava per essere liberato e causare la rovina di idioti come quel pervertito.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“Il freddo era così strano. Poteva farti tremare, facendoti pensare che saresti morto ma, una volta fatta l’abitudine, era quasi confortevole. “Quasi” era la parola chiave.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“«Non so come impedirti di andare via. Ti amo e non so che cosa ci sia di così incasinato in me da non riuscire a vedere che anche tu mi ami. Capirò se te ne andrai. Mi si spezzerà il cuore, ma lo capirò. Non è facile stare con me. Penso che i miei genitori mi abbiano fottuto più di quanto credessi. Ma non è una scusa. Quindi, se devi andare, vai. L’unica cosa che posso dire per convincerti a rimanere è: “Ti prego, portami a casa”.»
La stanza piombò nel silenzio. I pazienti che si erano svegliati stavano sicuramente guardando Rafe, perché poteva sentire i loro occhi indiscreti bruciargli la schiena. Anche il rumore della TV in sottofondo sembrava essersi zittito, in attesa della sua risposta. Era così stanco delle parole di Pierce. Di lui che si rendeva conto della sua stupidità e che si scusava. Di lui che lanciava “mi dispiace” in giro come fossero biscotti. Col cavolo che se ne sarebbe andato se lo stava implorando di portarlo a casa.
«Va bene, estúpido» disse e si voltò.
Come aveva intuito, tutti lo stavano guardando. E lo stava facendo anche Pierce. Ed era un cazzo di disastro. Ma lui amava quel disastro con tutto il cuore. Coprì la breve distanza che li separava e gli prese le mani. Lo baciò. Le persone nella stanza fecero sentire la loro presenza esultando, tutti e due le guardarono senza interrompere il bacio.
Sì, stavano andando a casa. E casa era ovunque fosse l’altro. Anche se questo significava che sarebbero stati di nuovo per strada e che avrebbero dovuto dormire nei treni della metropolitana.”
― Il ragazzo con la valigia
La stanza piombò nel silenzio. I pazienti che si erano svegliati stavano sicuramente guardando Rafe, perché poteva sentire i loro occhi indiscreti bruciargli la schiena. Anche il rumore della TV in sottofondo sembrava essersi zittito, in attesa della sua risposta. Era così stanco delle parole di Pierce. Di lui che si rendeva conto della sua stupidità e che si scusava. Di lui che lanciava “mi dispiace” in giro come fossero biscotti. Col cavolo che se ne sarebbe andato se lo stava implorando di portarlo a casa.
«Va bene, estúpido» disse e si voltò.
Come aveva intuito, tutti lo stavano guardando. E lo stava facendo anche Pierce. Ed era un cazzo di disastro. Ma lui amava quel disastro con tutto il cuore. Coprì la breve distanza che li separava e gli prese le mani. Lo baciò. Le persone nella stanza fecero sentire la loro presenza esultando, tutti e due le guardarono senza interrompere il bacio.
Sì, stavano andando a casa. E casa era ovunque fosse l’altro. Anche se questo significava che sarebbero stati di nuovo per strada e che avrebbero dovuto dormire nei treni della metropolitana.”
― Il ragazzo con la valigia
“«Tu sei il mio mondo» disse, assicurandosi che ogni parola arrivasse a segno.
«No. Rendo questo mondo crudele con la mia presenza. Ecco perché nessuno mi vuole intorno. È per questo che i miei genitori mi hanno cacciato. Ecco perché Vance mi ha mandato via…» continuò a mormorare tra sé e sé.
Rafe scosse la testa di Pierce per riportare la sua attenzione su di lui. «Ascoltami, idiota. Chiunque ti voglia fuori dalla sua vita, non ti merita. Perché tu rendi questo mondo un posto più bello e più dolce. Rendi la mia vita migliore. La rendi degna di essere vissuta. Questa vita schifosa ci ha fatti trovare e, non so se l’hai notato, ma siamo una buona squadra, cazzo. Quindi, smettila di colpevolizzarti, rimetti le tue cose dov’erano e siediti. Perché tu non andrai da nessuna parte. Va bene? Se qualcuno deve lasciare questo posto, siamo noi due. Insieme. Okay?» gli gridò, gli occhi gli bruciavano ma non gli importava in quel momento. Tutto quello che voleva era riuscire a fermare Pierce.
E lui lo fece. Lui smise di piangere e lo baciò. Fu un bacio salato, ma fu il loro bacio più forte.
Si sedettero sul letto e Rafe asciugò gli occhi di entrambi prima di continuare: «Dal momento che la testa di cazzo ci vuole fuori, ho pensato che è giunto il momento di riprendere il nostro piano iniziale e trovare un posto in cui stare insieme.»”
― Il ragazzo con la valigia
«No. Rendo questo mondo crudele con la mia presenza. Ecco perché nessuno mi vuole intorno. È per questo che i miei genitori mi hanno cacciato. Ecco perché Vance mi ha mandato via…» continuò a mormorare tra sé e sé.
Rafe scosse la testa di Pierce per riportare la sua attenzione su di lui. «Ascoltami, idiota. Chiunque ti voglia fuori dalla sua vita, non ti merita. Perché tu rendi questo mondo un posto più bello e più dolce. Rendi la mia vita migliore. La rendi degna di essere vissuta. Questa vita schifosa ci ha fatti trovare e, non so se l’hai notato, ma siamo una buona squadra, cazzo. Quindi, smettila di colpevolizzarti, rimetti le tue cose dov’erano e siediti. Perché tu non andrai da nessuna parte. Va bene? Se qualcuno deve lasciare questo posto, siamo noi due. Insieme. Okay?» gli gridò, gli occhi gli bruciavano ma non gli importava in quel momento. Tutto quello che voleva era riuscire a fermare Pierce.
E lui lo fece. Lui smise di piangere e lo baciò. Fu un bacio salato, ma fu il loro bacio più forte.
Si sedettero sul letto e Rafe asciugò gli occhi di entrambi prima di continuare: «Dal momento che la testa di cazzo ci vuole fuori, ho pensato che è giunto il momento di riprendere il nostro piano iniziale e trovare un posto in cui stare insieme.»”
― Il ragazzo con la valigia
“Voleva mostrare al mondo i lati opposti della città che non dormiva mai. Voleva raccontare la sua storia attraverso i propri occhi, le proprie lenti. Molte persone avevano cercato di fare lo stesso. Nessuno aveva mostrato il lato davvero oscuro che si celava dietro i musical della classe media e delle celebrità che ammiccavano con falsi sorrisi ai paparazzi. O forse ce n’erano stati altri. Ma a lui non importava. Non voleva farlo per gli altri ma per sé. Comunque non aveva nessuno, a parte Rafe, a cui mostrare le foto. In ogni caso voleva farlo bene. Nonno Kevan aveva immortalato la sua vita con la macchina fotografica; era tempo che Pierce fotografasse la sua.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“«Rafe, mi dispiace per essermi comportato da stronzo. È quello che succede quando apro bocca. Perciò la chiuderò e lascerò che mi racconti di te, sperando che tu possa perdonarmi perché, francamente, non riesco a immaginare di non parlarti mai più» disse, e aspettò la risposta di Rafe.
Quest’ultimo non poteva credere che un ragazzo come Pierce volesse la sua amicizia. Lui era veleno, ma se il veleno era dolce, al diavolo gli antidoti.”
― Il ragazzo con la valigia
Quest’ultimo non poteva credere che un ragazzo come Pierce volesse la sua amicizia. Lui era veleno, ma se il veleno era dolce, al diavolo gli antidoti.”
― Il ragazzo con la valigia
“Quando distolse la mente dai suoi pensieri, scoprì che era arrivato dall’altra parte di Manhattan, in un luogo in cui non era mai stato prima, e che un negozio d’arte lo chiamava dal lato opposto della strada. Rise. La vita era proprio stramba a volte. Il modo in cui ti irritava. Il modo in cui ti derideva.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“Rafe sorrise. Ora lo capiva. La valigia era un promemoria di tutto ciò che era e di tutto quello che poteva essere, proprio come sua madre per lui. Certo, lei era una persona reale, ma facevano lo stesso effetto. Li facevano sentire come se non fossero del tutto soli o del tutto fottuti.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
“«Cosa ti è successo, comunque? Perché eri nudo, a lavare un maglione nel bel mezzo di Central Park?»
Lui gli ripeté, ancora una volta, che non erano affari suoi.
«Va bene, quindi mi limiterò a presumere che sei un nudista» disse Rafe, salendo sul suo letto.
«Non lo sono» lo sentì rispondere con un suono soffocato, ora un materasso li separava.
Rise alla sua risposta. «Il tuo attuale...» lasciò che la pausa fomentasse l’atmosfera prima di continuare, «abbigliamento non aiuta la tua causa. Quindi, permettimi di pensare che sei un nudista. O un esibizionista. O un esibizionista nudo. »”
― Il ragazzo con la valigia
Lui gli ripeté, ancora una volta, che non erano affari suoi.
«Va bene, quindi mi limiterò a presumere che sei un nudista» disse Rafe, salendo sul suo letto.
«Non lo sono» lo sentì rispondere con un suono soffocato, ora un materasso li separava.
Rise alla sua risposta. «Il tuo attuale...» lasciò che la pausa fomentasse l’atmosfera prima di continuare, «abbigliamento non aiuta la tua causa. Quindi, permettimi di pensare che sei un nudista. O un esibizionista. O un esibizionista nudo. »”
― Il ragazzo con la valigia
“Il denaro che riceveva alla fine di ogni transazione gli restituiva solo la metà della sua dignità. Lasciava l’altra metà alle sue spalle, quando si congedava dai clienti. Qualcuno avrebbe potuto pensare che, poco a poco, avesse perso tutta la dignità, e il fatto di averne ancora, in effetti, riusciva sempre a sorprenderlo.
Ma quello, per lui, era l’unico modo di guadagnare. Per risparmiare, comprarsi le medicine e togliersi dalla strada, ci voleva sacrificio. Che importava se sacrificava anche la sua anima e tutto ciò che era? Era un giovane prostituto ma ciò non significava che gli piacesse. Sapeva come attirare e sedurre, come piacere e soddisfare, ma questo non voleva dire che godesse condividendo sudore e fluidi con gli estranei. Comunque, quella era la sua vita ormai. Non ne era orgoglioso, ma quale senzatetto lo era dopotutto”
― Il ragazzo con la valigia
Ma quello, per lui, era l’unico modo di guadagnare. Per risparmiare, comprarsi le medicine e togliersi dalla strada, ci voleva sacrificio. Che importava se sacrificava anche la sua anima e tutto ciò che era? Era un giovane prostituto ma ciò non significava che gli piacesse. Sapeva come attirare e sedurre, come piacere e soddisfare, ma questo non voleva dire che godesse condividendo sudore e fluidi con gli estranei. Comunque, quella era la sua vita ormai. Non ne era orgoglioso, ma quale senzatetto lo era dopotutto”
― Il ragazzo con la valigia
“Ecco un altro aspetto dell’essere senza fissa dimora. Le persone davano costantemente per scontato che si drogasse. Non importava che i suoi occhi fossero bianchi e limpidi, né che indossasse magliette che mostravano una pelle senza buchi, l’equazione “senzatetto-uso di droga” coinvolgeva tutti. Ed era il motivo per cui malediceva i suoi “coinquilini” ogniqualvolta li vedeva fare uso di sostanze illegali in pubblico. Compromettevano le possibilità di tutti di fare qualche soldo. Certo, alcuni si drogavano oppure finivano per farsi, allo scopo di sopravvivere ai demoni mentali che si erano insinuati dentro di loro vivendo per strada, ma ce n’erano alcuni, come Pierce, che non assumevano droghe di alcun tipo. Prima che rimanesse a morire per strada, Pierce aveva studiato nutrizione e fitness. Si sarebbe suicidato sul serio prima di toccare quella orribile roba annebbia-mente.”
― Il ragazzo con la valigia
― Il ragazzo con la valigia
