L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4 Quotes
L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4
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Luigi Giussani2 ratings, 5.00 average rating, 0 reviews
L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4 Quotes
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“«Contro questa esigenza del perfezionamento per sforzo proprio, la ragione, naturalmente restìa alla preparazione morale, invoca, col pretesto della sua incapacità naturale, ogni sorta di idee religiose impure.»39 Questo è proprio il contrario del vero, perché uno verifica che non è così. Cosa vuol dire il contrario del vero? Il problema è la concezione di ragione La ragione cerca di farcela da sola e invece scopre che veramente non ce la fa. No, il punto è il metodo da cui parte l’osservazione! Per noi l’osservazione parte da un dato di fatto, dal fatto; per lui parte da un a priori. Il danno è proprio dimenticare le tre premesse de Il senso religioso, e innanzitutto la prima: il realismo.”
― L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4
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“Non è una «cosa» la grazia, la grazia è una presenza;”
― L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4
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“Ragione, affezione e libertà Don Gius, su questo io ho una domanda. La separazione tra affezione e ragione che c’è in noi rispecchia quella separazione tra astratto e concreto di cui stai parlando?2 Scusami, forse è più preciso dire: separazione non tra ragione e affezione, ma tra ragione e libertà. Perché l’affezione appartiene anche alla ragione! Se una cosa non ti attira, non la sai. Se tu non la guardi in tutto lo svolgimento del suo programma, non la sai. Che una cosa sia bella è la ragione che lo coglie; l’estetica non dipende dalla morale, ma dipende dalla ratio, dalla ragione. L’estetica non dipende dall’ethos, dall’etica, ma dalla ragione, dalla ratio. La ragione, se è la capacità di cogliere la realtà (cogliere la realtà vuol dire aderire alla realtà), è un affectus. Non si può separare la ratio dall’affectus. È la libertà che può intervenire a strappare l’affectus dalla ratio! Signorina, non mi spiego? La ragione ti mostra una cosa bella o buona. E tu non la vuoi, perciò dici: «Non è bella». Rinnegando la ragione, per un altro motivo, devi dire una bugia e introdurre un nulla come opposto. Secondo me, capire questo punto è fare un passo enorme verso la propria maturità mentale e affettiva, è essere in grado di capire perché si deve scegliere e che cosa si deve scegliere. La ragione, cogliendo la realtà, dice: «È una realtà bella» e questo desta l’affezione, è destinato a destare affezione. Anzi, per poter dire: «Questa realtà. è bella», la ragione ha bisogno di affezione. Ma il problema non è risolto qui: è a questo punto che entra la libertà come possibilità di scelta. La libertà ha la capacità di rinnegare quello che per la ragione sarebbe evidente. Alessia, sei d’accordo o no?”
― L'autocoscienza del cosmo - Quasi Tischreden - Volume 4
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“Bella questa domanda!”
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“Chi ha rappresentato meglio questo, come v’ho detto l’altra volta,24 è Rembrandt. Ricordate il quadro di Rembrandt? 25 Dove – abbiamo fatto la più bella osservazione che ci è venuta in vita! – il figliol prodigo è lo specchio del volto del padre. Il volto del padre è pieno di dolore per l’errore del figlio, per la sua negazione; pieno di dolore per la sua negazione che rifluisce tutto in perdono. E fin qui l’umano riesce ad arrivare. Ma la cosa più spettacolosa e misteriosa è che la faccia del padre è il figliol prodigo, la faccia del padre è lo specchio del figliol prodigo. Perché nel quadro di Rembrandt il padre è in una posizione speculare rispetto al figliol prodigo; in lui si riverbera il dolore del figliol prodigo, la disperazione salvata, la distruzione impedita, la felicità che sta per riaccendersi, nell’istante in cui sta per riaccendersi, dove trionfa la bontà. Trionfa la bontà nel figliol prodigo perché piange per il dolore fatto al padre, ma trionfa la bontà nel padre! Questo è il concetto di misericordia che l’uomo non può arrivare a capire, che l’uomo non può arrivare a dire. Il volto del padre è lo specchio del figliol prodigo; così il volto del padre è misericordia, perché è pietà verso colui che ha sbagliato, perché è lì, verso colui che ritorna.”
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“3 REALTÀ E RAGIONE”
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“Un desiderio infinito, comune a tutti”
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“insomma, come tutto”
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“Anche l’uomo,”
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“Anche l’uomo, insomma, come tutto il movimento della natura, spalanca gli occhi al presente, si apre al presente; riconosce, cioè accetta,”
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“Il cuore dell’uomo, autocoscienza del tutto”
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“Si tratta delle pagine iniziali della primissima edizione de Il senso religioso, pubblicata nel 1958 con l’imprimatur della Curia di Milano e stampata dalla Presidenza Diocesana Milanese della Gioventù Italiana di Azione Cattolica. Del libro uscirono nuove edizioni, rivedute e ampliate, nel 1968, nel 1986 e nel 1997 (Rizzoli).”
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