Lettera A Un Bambino Mai Nato Quotes

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Lettera A Un Bambino Mai Nato Lettera A Un Bambino Mai Nato by Oriana Fallaci
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Lettera A Un Bambino Mai Nato Quotes Showing 1-2 of 2
“Sarai un uomo o una donna? Vorrei che tu fossi una
donna. Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto
d'accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una
disgrazia. La mia mamma, quando è molto infelice, sospira: «Ah, se fossi
nata uomo!». Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli
uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio.
Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e
bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicar
l'assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno
inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un
uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai.
Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai
una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel
Prometeo che scoprì il fuoco a quell'Icaro che tentò di volare, su fino a
quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che
la donna da cui fu partorito fosse un'incubatrice o una balia. Eppure, o
proprio per questo, essere donna è così affascinante. È un'avventura che
richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose
da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per
sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi
capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il
peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno
nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti
per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza
che urla d'essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è
nemmeno un dovere. È solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad
urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti.
Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che
arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per
superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi.
Sì, spero che tu sia una donna: non badare se ti chiamo bambino. E spero
che tu non dica mai ciò che dice mia madre. Io non l'ho mai detto.”
Oriana Fallaci, Lettera A Un Bambino Mai Nato
“Sarai un uomo o uria donna? Vorrei che tu fossi una
donna. Vorrei che tu provassi un giorno ciò che provo io: non sono affatto
d'accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una
disgrazia. La mia mamma, quando è molto infelice, sospira: «Ah, se fossi
nata uomo!». Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli
uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio.
Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e
bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia, si dice omicidio per indicar
l'assassinio di un uomo e di una donna. Nelle leggende che i maschi hanno
inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un
uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai.
Nei dipinti che adornano le loro chiese, Dio è un vecchio con la barba: mai
una vecchia coi capelli bianchi. E tutti i loro eroi sono maschi: da quel
Prometeo che scoprì il fuoco a quell'Icaro che tentò di volare, su fino a
quel Gesù che dichiarano figlio del Padre e dello Spirito Santo: quasi che
la donna da cui fu partorito fosse un'incubatrice o una balia. Eppure, o
proprio per questo, essere donna è così affascinante. È un'avventura che
richiede un tale coraggio, una sfida che non annoia mai. Avrai tante cose
da intraprendere se nascerai donna. Per incominciare, avrai da batterti per
sostenere che se Dio esistesse potrebbe anche essere una vecchia coi
capelli bianchi o una bella ragazza. Poi avrai da batterti per spiegare che il
peccato non nacque il giorno in cui Eva colse una mela: quel giorno
nacque una splendida virtù chiamata disubbidienza. Infine avrai da batterti
per dimostrare che dentro il tuo corpo liscio e rotondo c'è un'intelligenza
che urla d'essere ascoltata. Essere mamma non è un mestiere. Non è
nemmeno un dovere. È solo un diritto fra tanti diritti. Faticherai tanto ad
urlarlo. E spesso, quasi sempre, perderai. Ma non dovrai scoraggiarti.
Battersi è molto più bello che vincere, viaggiare è molto più divertente che
arrivare: quando sei arrivato o hai vinto, avverti un gran vuoto. E per
superare quel vuoto devi metterti in viaggio di nuovo, crearti nuovi scopi.
Sì, spero che tu sia una donna: non badare se ti chiamo bambino. E spero
che tu non dica mai ciò che dice mia madre. Io non l'ho mai detto.”
Oriana Fallaci, Lettera A Un Bambino Mai Nato