Find & Share Quotes with Friends
Arcodamore Quotes
Arcodamore
by
Andrea De Carlo557 ratings, 3.15 average rating, 21 reviews
Arcodamore Quotes
Showing 1-3 of 3
“Vorrei sapere se ci incontreremo e quando. Se ci incontreremo troppo tardi o appena in tempo o ci incontreremo ma non riusciremo neanche a capire che eravamo noi e quanto eravamo importanti l'uno per l'altra.”
― Arcodamore
― Arcodamore
“Poi ho chiesto a Manuela “Secondo te c’è un tempo fisso? C’è un termine entro cui qualunque storia si esaurisce ed è tutto finito?”.
“Non so se è fisso,” ha detto lei. “Ma c’è un tempo, credo. Per me è sempre stato così, almeno.”
“Ma è una specie di legge fisica?” le ho chiesto, e il paesaggio di monti freddi e spogli fuori sembrava ancora più freddo e spoglio alla luce della luna. “Una specie di legge naturale che non si può eludere in nessun modo? Non importa quanto forte è lo slancio all’inizio?”
“Non credo che ci siano leggi nei sentimenti,” ha detto Manuela. Riuscivo a sentire la fatica che le costava tradurre i suoi pensieri in parole: e la perdita di colore che c’era in ogni traduzione.
Ha detto “Ma è una specie di arco, no? Può essere tondo o lungo o basso o stretto e alto come una porta, e magari prima ancora che tu incontri qualcuno hai già dentro di te l’inizio di una curva e lo senti e non capisci cosa sia. Poi ci sei sopra e fino a un certo punto ti sembra di salire e salire soltanto, e ti fermi e sei in alto e ti sembra che possa durare così per sempre e non ti rendi conto che stai già cominciando a scendere verso terra di nuovo”.”
― Arcodamore
“Non so se è fisso,” ha detto lei. “Ma c’è un tempo, credo. Per me è sempre stato così, almeno.”
“Ma è una specie di legge fisica?” le ho chiesto, e il paesaggio di monti freddi e spogli fuori sembrava ancora più freddo e spoglio alla luce della luna. “Una specie di legge naturale che non si può eludere in nessun modo? Non importa quanto forte è lo slancio all’inizio?”
“Non credo che ci siano leggi nei sentimenti,” ha detto Manuela. Riuscivo a sentire la fatica che le costava tradurre i suoi pensieri in parole: e la perdita di colore che c’era in ogni traduzione.
Ha detto “Ma è una specie di arco, no? Può essere tondo o lungo o basso o stretto e alto come una porta, e magari prima ancora che tu incontri qualcuno hai già dentro di te l’inizio di una curva e lo senti e non capisci cosa sia. Poi ci sei sopra e fino a un certo punto ti sembra di salire e salire soltanto, e ti fermi e sei in alto e ti sembra che possa durare così per sempre e non ti rendi conto che stai già cominciando a scendere verso terra di nuovo”.”
― Arcodamore
“Poi ha cominciato a suonare davvero, una musica nervosa e armonica e piena di energia, ogni nota tesa ed elastica e precisa come una piccola freccia scoccata per inseguirne altre nell’aria e attrarne di nuove dietro di sé. Guardava un punto indefinito nello spazio, tra la cordiera e il fondo della stanza; l’arpa oscillava avanti e indietro tra le sue mani e le sue ginocchia, seguiva il ritmo dei suoi gesti e del suo respiro. I suoi polpastrelli larghi da animale musicale toccavano le corde con una rapidità quasi impercettibile, i palmi smorzavano il suono ogni tanto e si riallontanavano, gli avambracci si muovevano avanti e indietro con forza perfettamente misurata. E c’era una parte di piacere nel suo sguardo, e una parte di disappunto, come se inseguisse la musica che aveva in mente e riuscisse a raggiungerla e poi perdesse contatto di nuovo e restasse indietro e riuscisse a riagguantarla di nuovo e cavalcarla e farsene portare senza perdere l’equilibrio o lasciarsi trascinare.”
― Arcodamore
― Arcodamore
