A Sarajevo il 28 giugno Quotes

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A Sarajevo il 28 giugno A Sarajevo il 28 giugno by Gilberto Forti
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“Esiste in Germania un rosaio,
nel cortile del Duomo di Hildesheim,
una pianta di rosa che continua
a fiorire da quasi dieci secoli.
È una rosa canina, ed è la rosa
più antica in tutto il mondo, poichè dicono
che fu piantata nel 1050.
Troni e potenti non sono che polvere,
ma le rose resistono e fioriscono.”
Gilberto Forti, A Sarajevo il 28 giugno
“E anche allora la collera dell'uomo
contro l'uomo era appena incominciata.
Quella notte, tra il giorno di San Vito
e il giorno dei Santi Pietro e Paolo,
in quella notte, mentre mi affacciavo
a guardare dall'alto Sarajevo
e ad aspettare l'alba, mi sembrava
di udire un rullare di tamburi
che battevano la "Generalmarsch",
a lungo, un rullare soffocato
di tamburi abbrunati, a lungo, a lungo,
a lungo e l'alba non spuntava mai.”
Gilberto Forti, A Sarajevo il 28 giugno
“L'Imperatore, con il viso cereo,
guarda fisso davanti a sé, lontano,
come se non vedesse e non udisse.
Una statua vivente. Si dirà
che è indifferente, che è incapace
di aprirsi al dolore, ai sentimenti.
Forse è così. Ma questo rito
non è per lui che la ripetizione
di tutti i funerali già vissuti.
Quanti parenti ha già seppellito?
Tanti che ormai se n'è perso il conto.”
Gilberto Forti, A Sarajevo il 28 giugno
“Le donne vogliono la quiete
ma poi, nel fondo, sognano il disordine.”
Gilberto Forti, A Sarajevo il 28 giugno