Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale Quotes
Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
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Miriam Mafai195 ratings, 4.28 average rating, 25 reviews
Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale Quotes
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“La guerra è proprio finita. Le donne si rimettono le calze, si sposano, abortiscono, partoriscono, lasciano il lavoro, cercano il lavoro, affollano le parrocchie, vanno in sezione, voteranno per la repubblica, voteranno per la monarchia. Ricorderanno la guerra. La dimenticheranno. Fino alla prossima trasgressione.”
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
“Muoiono di polmonite, di enterocolite, muoiono di morbillo e di varicella, di tosse convulsa e di non si sa che i bambini durante la guerra. Muoiono perché non hanno medicine, perché non hanno abbastanza da mangiare, perché restano intrappolati sotto le macerie durante i bombardamenti. Muoiono, se sono ebrei, nei campi di concentramento, nelle camere a gas, dentro i vagoni piombati. Muoiono nelle campagne durante i rastrellamenti dei partigiani e nelle operazioni di rappresaglia, bruciati vivi o falciati dalle mitragliatrici. Muoiono senza sapere perché. L'unica spiegazione è la guerra.”
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
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“La donna ideale è quindi una donna piccola, tonda, larga di fianchi, bruttina, trascurata e di modesto livello culturale: tutto questo avrebbe dovuto garantire la crescita demografica del paese.”
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
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“«Lo scopo della vita di ogni donna è il figlio», scriveva un diffuso manuale di igiene e psicologia. «La sua maturità fisica e psichica non ha che quest'unico scopo. Dal punto di vista biologico il matrimonio in giovane età è in ogni caso per la donna la cosa migliore, perchè una donna che si sposa a vent'anni è sempre, come madre, superiore a quelle che contraggono matrimonio a venticinque o trenta».”
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
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“Giulia aveva diciannove anni, tutti passati in campagna, nel grossetano. Figlia di mezzadri, aveva studiato soltanto fino alla quarta elementare. Era una ragazza curiosa: non amava nè la campagna nè la casa nè la famiglia. Era una ragazza ribelle: non voleva lavorare la terra e voleva fare la sarta.”
― Pane nero. Donne e vita quotidiana nella Seconda guerra mondiale
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