Il volto incompiuto Quotes

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Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere by Flannery O'Connor
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“Per mesi e mesi scrivo cose che devo semplicemente stracciare – ma non capisco ciò che sono in grado di fare fino a quando non ho capito nel modo più netto ciò che non sono in grado di fare.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“È saltato fuori che ero l’oggetto di parecchia curiosità, essendo una scrittrice della «degenerazione del Sud» e innanzitutto cattolica.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Non credo che l’uomo che mi ha presentata abbia mai letto una sola parola di quello che ho scritto, ma ha dichiarato che erano molto fortunati ad avermi lì. Ora aspetto il mio assegno di $50.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Non mi piace nemmeno il concetto di 'artista' quando ti mette su un piedistallo, perché non è altro che un lavorare con un certo tipo di strumento per fare bene qualcosa. Il materiale non è valorizzato più di qualsiasi altro tipo di materiale e l’idea di organizzarlo bene andrebbe applicata alla realizzazione di qualsiasi cosa. San Tommaso ha detto che l’artista deve preoccuparsi di fare bene ciò che fa, che l’arte è buona-in-sé.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Credo che gran parte della propria esperienza provenga dall’infanzia – quando non c’era molto altro da fare – e che questa venga poi trasferita ad altre situazioni quando si scrive. Il primo racconto che ho scritto e venduto era su un vecchio che andava a vivere in un quartiere povero di New York – nessuna esperienza diretta di vecchi o quartieri poveri, ma sapevo cosa volesse dire sentire nostalgia di casa. Ma non avrei potuto scrivere una storia sulla 'mia' nostalgia di casa.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Mi rifiuto di fare qualsiasi ricerca e mi oppongo anche al cercare le parole nel dizionario.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Non fare nulla che non ti interessi e che non hai intenzione di completare. Non significa che devi avere una trama in mente. Potrebbe forse essere meglio toglierti dalla testa qualsiasi trama e cominciare semplicemente con un personaggio o qualsiasi cosa tu riesca a rendere viva. Quando hai un personaggio sarà lui a crearsi le sue situazioni e le sue situazioni indicheranno un qualche tipo di soluzione più vai avanti. Non sarebbe meglio per te scoprire un significato in ciò che scrivi piuttosto che imporne uno? Nulla che scriverai mancherà di significato perché il significato è in te.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Non prestare mai un libro a un uomo poiché dovrai mettergli sotto la dinamite prima che te lo renda.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Mi viene sempre da vomitare quando sento parlare della «Solitudine dell’Artista». Preferisco sentire che dobbiamo essere fidanzate, mogli & madri migliori.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“No, ha risposto con tono grave, insegnare scrittura è un impiego fraudolento.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Se concepissi prima la storia in astratto non credo che la scriverei…”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“… Dopo aver letto quanto potevo sopportare [di un libro da lui inviato], ho deciso che visto che potrei avere occasione di incontrare [l’autrice] sarebbe meglio non aver letto i suoi libri – perché non sarei mai in grado di dire che mi sono piaciuti, quindi meglio poter dire che non li ho letti.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“La pornografia e il sentimentalismo e qualsiasi altro eccesso sono tutti peccati contro la forma, e credo che dovrebbero essere trattati come peccati contro l’arte, e non come peccati contro la moralità. Almeno questo è un approccio pratico in tempi in cui la maggior parte degli scrittori sono pagani e se si vuole parlare in termini che questi possano capire. Lo stile devoto è un grosso ostacolo per i cattolici che vogliono parlare al mondo moderno…”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Guardo sempre le riviste cattoliche che legge mia madre, per vedere se è stato recensito il mio libro, e quando scopro che non lo è stato, recito una preghiera di ringraziamento. Non dovrebbe essere così ma lo è, e per me, il lato ironico della mia silenziosa accoglienza da parte dei cattolici è il fatto che scrivo come scrivo perché e solo perché sono cattolica. Credo che se non fossi cattolica, non avrei ragione di scrivere, nessuna ragione di vedere, nessuna ragione di provare orrore, o di provare piacere in nulla. Sono nata cattolica, ho frequentato scuole cattoliche durante l’infanzia, e non ho mai lasciato, né ho mai voluto lasciare la Chiesa. Non ho mai percepito l’essere cattolica come un limite alla libertà dello scrittore, piuttosto l’opposto.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Sono contenta che tu abbia letto i racconti ad alta voce come piace fare a me e credo che molti di essi ci guadagnino nella lettura. Lo faccio ogni volta che vado a Nashville oppure ogni volta che qualcuno me lo chiede, cosa che non succede spesso. Di solito funziona bene; tuttavia, più è divertente la storia, più andrebbe letta in modo impassibile e io sono un tipo che ride di cuore alle mie stesse battute.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Ho usato la stessa carta che hai usato tu. Adesso, se mi mandi un altro libro, basta che giri questa carta e ci metti la tua vecchia etichetta già leccata e con l’indirizzo, e quando lo rispedisco io girerò di nuovo la carta e userò la mia. Mi immagino questa cosa andare avanti per anni, stessa carta, stesse etichette, con un risparmio per entrambe di 10 o 20 centesimi all’anno. La parsimonia è prossima alla pulizia, che è prossima alla santità.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Sono quella sulla sinistra; quella sulla destra è la Musa. È la foto di un autoritratto che ho dipinto tre anni fa. Nessuno tranne me ammira molto il mio quadro. Ovviamente non sono esattamente così, ma è come mi sento. È meglio se guardata da una certa distanza.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Senza dubbio Miss McIntosh non ti ha mostrato la loro lettera di presentazione. Diceva che ero «rigida, non collaborativa e immorale».”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Regina dice che dovrei invitarvi qui alla fattoria. Le ho detto che avete cinque o sei bambini, e non potreste certo fare una cosa simile, ma dice che dovrei chiedervelo comunque, che sarebbe "una cosa carina da fare".”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“C’è una linea diretta tra l’incontro nell’ostello dei poveri di Liverpool, l’opera della figlia di Hawthorne e Mary Ann – che rappresenta non soltanto se stessa, ma tutti gli altri esempi di quell’umanità imperfetta e grottesca nel prendersi cura della quale le suore dell’Ordine di Rose Hawthorne passano la vita. Il loro lavoro è l’albero cresciuto dal piccolo gesto cristiano di Hawthorne e Mary Ann ne è il fiore. In ragione della paura, della ricerca, della carità che segnarono la sua vita e influenzarono quella di sua figlia, Mary Ann ha ereditato, un secolo dopo, la ricchezza della saggezza cattolica che le ha insegnato cosa fare della sua morte. Hawthorne le ha dato ciò che non aveva per sé.
Questa azione per cui la carità cresce invisibile in mezzo a noi, intrecciando i vivi e i morti, è chiamata dalla Chiesa la Comunione dei Santi. È una comunione creata sull’imperfezione umana, creata da ciò che facciamo del nostro stato grottesco.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Una delle tendenze della nostra epoca è di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio, e una volta screditata la sua bontà, aver chiuso il conto con Lui. Gli Alymer che Hawthorne vedeva come una
minaccia si sono moltiplicati. Occupati nel rimuovere l’imperfezione umana stanno facendo progressi anche riguardo alla materia prima del bene. Ivan Karamazov non può credere finché ci sia un solo bambino che
soffre; l’eroe di Camus non può accettare la divinità di Cristo per via del massacro degli innocenti. In questa pietà popolare si guadagna in sensibilità e si perde in visione. Se sentivano meno, altre epoche vedevano di più, anche se vedevano con l’occhio cieco, profetico, insensibile, dell’accettazione, vale a dire della fede. Ora in assenza di questa fede siamo mossi dalla tenerezza. Una tenerezza che da tempo, staccata dalla persona di Cristo, è avvolta nella teoria. Quando la tenerezza è separata dalla sorgente della tenerezza, la sua logica conseguenza è il terrore. Finisce nei campi di lavoro forzato e nei fumi delle camere a gas.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“L’azione creativa della vita del cristiano è quella di preparare la propria morte in Cristo. È un’azione continua in cui i beni di questo mondo sono utilizzati al massimo [...]”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Nello stesso tempo volevo fosse chiaro che io non ero la persona adatta a scrivere quella storia, e non c’è modo più sbrigativo per liberarsi di un’incombenza che farla fare a chi te l’ha data.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“È sempre difficile far capire a chi non è uno scrittore professionista che avere il talento di scrivere non significa avere il talento di scrivere qualunque cosa.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“«[...] Dunque la storia di Mary Ann dovrebbe essere scritta, ma chi potrebbe scriverla?»
Io no, mi dissi.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Le storie di bambini devoti tendono a essere false. Forse perché sono raccontate da adulti, che interpretano come virtù ciò che per i protagonisti è solo un criterio pratico d’azione; o forse perché tali storie sono scritte per edificare, e ciò che è scritto per edificare finisce in genere per far sorridere. Per quel che mi riguarda, non mi è mai importato di leggere di ragazzini che costruiscono altari e giocano a fare i preti, o di bambine che si travestono da suore, o di quei devoti bambini protestanti che, in mancanza di questo armamentario, ravvivano ogni luogo con la loro presenza.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“C’è chi sostiene che non si possa chiedere nulla al lettore. Sostiene che il lettore non sappia nulla dell’arte, e che se lo si vuole raggiungere, bisogna avere l’umiltà di abbassarsi al suo livello. Questo presuppone, o che l’obiettivo dell’arte sia di insegnare, e non lo è, o che creare qualsiasi cosa semplicemente buona-in-sé sia tempo sprecato. L’arte non acconsente mai al desiderio di farsi democratica; non è per tutti; è solo per coloro che sono disposti a sottoporsi al necessario sforzo di comprenderla. Sentiamo parlare molto dell’umiltà che serve per abbassarsi, ma elevarsi e raggiungere una qualità superiore, lavorando duramente, richiede la stessa dose di umiltà e un vero amore per la verità. E questo è sicuramente l’obbligo del cattolico.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Oggi c’è la tendenza a volere che tutti scrivano esattamente come scrivono gli altri, che si vedano e si mostrino le stesse cose nello stesso modo allo stesso pubblico mediocre. Ma lo scrittore, per poter usare al
meglio il talento che gli è stato dato, deve scrivere secondo il proprio livello intellettuale. Fare qualsiasi altra cosa significherebbe seppellire il proprio talento. Questo non significa che, entro i propri limiti, non debba tentare di raggiungere quante più persone possibile, ma certo non significa che debba abbassare il proprio livello per farlo.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“La letteratura la fanno tanto i lettori quanto gli scrittori. Una delle circostanze più sconsolanti per lo scrittore cattolico è di non poter contare su un vasto pubblico che comprenda il suo lavoro. Al giorno d’oggi la media dei lettori intelligenti non è credente. Gli piace leggere romanzi su preti e suore perché queste persone sono una curiosità, ma non comprende fino in fondo i personaggi motivati dalla fede. Il lettore cattolico, d’altro lato, è così intento a cercare qualcosa che soddisfi i suoi bisogni, e lo ritragga nel miglior modo
possibile, che trova sospetto tutto ciò che non serve a questo scopo.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere
“Il Signore non parla allo scrittore faccia a faccia, come ha fatto con il suo servitore, Mosè. Gli parla come ha fatto con Aaron e sua sorella Maria quando si lamentavano: attraverso sogni e visioni, a spizzichi e bocconi, e attraverso le modalità più modeste e limitate dell’immaginazione.”
Flannery O'Connor, Il volto incompiuto: Saggi e lettere sul mestiere di scrivere

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