È stata una vertigine Quotes

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È stata una vertigine È stata una vertigine by Maurizio Maggiani
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“Innamorarsi, naturalmente, è un buon modo per farla finita con la perfezione”
Maurizio Maggiani, È stata una vertigine
“Ci sono certi momenti in cui non importa se stai bene così come sei; a un certo punto, nel bel mezzo del tuo star bene ti sovviene che tutta ‘sta beatitudine non è per niente una cosa interessante. È un tipico pensiero di quelli che ti colgono a tradimento. E così ti viene da ricordare di come ai bei vecchi tempi era eccitante stare male. Magari non troppo, ma abbastanza da mettere in movimento tutto quello che adesso vedi fermo, immobile intorno a te e dentro di te. Visto che non sei stupido e sai bene che ti sei conquistato la tua pace con l’immobilità, tenendo a debita distanza tutto quanto può guastarla. Ti accorgi di esserti ridotto tale e quale alle vedove, con in più il fatto, non trascurabile, che non hai perso nulla di quello che loro hanno perso, ma lo hai semplicemente lasciato alle spalle, strada facendo. Una strada che ti ha portato fin dove sei, a star bene come stanno bene le ortensie dietro il palazzo o l’ulivo nel giardino di Edilio. Bene, come stanno bene le vedove, cespugliacci di edera dura come il ferro inchiavardata al muro cieco della casa.
Mi ricordo che mi svegliavo l’autunno scorso, certe mattine, che mi sembrava di essere in paradiso. Gli uccellini che cinguettavano sull’ulivo di Edilio, i bambini che berciavano all’entrata della scuola di fronte, il mare turchino in fondo oltre il bordo della finestra. L’odore di un lungo sonno tranquillo sul cuscino, l’odore di buon tabacco e deodorante alla vaniglia della casa, il sole di là in cucina, il pelo tiepido del vecchio tappeto azzurro bordato di papere, tutto era bellezza, perfetta bellezza. Svegliarsi nella perfezione, e sentire la smania che ti monta di mandare tutto a remengo. Tutta la perfezione, la bellezza, la pace che ti stanno facendo felice. E immobile come un albero, un albero fronzuto e sano, nodoso e immortale.
E allora, mentre fai la tua colazione da infanzia tardiva, cercando di placare la smania ingozzandoti di canestrelli dolci e latte e caffè, quello che invece pensi è che ti piacerebbe poter essere Sansone, scendere nel garage, attaccarti a due colonne portanti e buttare tutto giù. Perché non ti venga più la voglia di salire, di sorridere a un paio di vedove appollaiate lungo il tragitto, domandare cortese delle assenti, e tirare avanti le cose oliando ben bene la giornata in modo da finire sano e salvo su quel letto dove ti sei appena svegliato. In eterno.
Innamorarsi, naturalmente, è un buon modo per farla finita con la perfezione.”
Maurizio Maggiani, È stata una vertigine
“Abbiamo un cuore ipertrofico, così grande che ci esce dal costato e deborda come un gozzo. E’ così pesante che ci tocca sostenerlo con le mani. E spesso le mani non ci bastano e ci vorrebbe una carriola. Ci fa andare in giro zoppicanti, il nostro cuore; zoppichiamo dalla parte sinistra, dalla sua parte, e temo che sarà così per tutta la vita, visto che non abbiamo ancora imparato a metterci una pezza, a farcene una ragione: non abbiamo saputo adattarci a un bastone, una stampella, un sostegno qualsiasi. Non ci siamo mai voluti curare. Quelli come noi non li troverai mai nei reparti di cardiologia e di ortopedia. Così malfermi e acciaccati come siamo, non per questo abbiamo intenzione di arrenderci alla nostra cardiopatia, alla nostra zoppità: lo vedi?”
Maurizio Maggiani, È stata una vertigine