Longtemps, j'ai rêvé d'elle Quotes
Longtemps, j'ai rêvé d'elle
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Thierry Cohen182 ratings, 4.14 average rating, 21 reviews
Longtemps, j'ai rêvé d'elle Quotes
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“J'écrivais pour éviter de parler. Parce que les mots, dans ma bouche, ne trouvaient jamais l'ordre dans lequel ils devaient se ranger, ni le sens que j'aurais souhaité leur donner.”
― Longtemps, j'ai rêvé d'elle
― Longtemps, j'ai rêvé d'elle
“Leggendo, diluisco la mia storia in quelle degli autori, semino le mie angosce nell’emozione degli intrighi. Mi smarrisco, scordo me stessa.
==========
Era un giorno come gli altri. Contrariamente a quanto ci fanno credere i romanzi d’amore, i grandi eventi non avvengono nel bel mezzo di momenti particolari. Non sono
la lunga pausa di una giornata o di una notte che li stavano preparando, pronte ad accoglierli. Spesso sorgono nello spazio della banalità quotidiana, ed è proprio per
questo che sembrano ancora più belli. Perché ci strappano alla nostra routine, rompono la piattezza dell’esistenza, conferiscono un sapore nuovo ai momenti in arrivo,
ci risvegliano i sensi e ci danno la sensazione di essere finalmente vivi. Eppure ogni fatto eccezionale, che si tratti di un colpo di fulmine, di una nascita, di un
bell’incontro o della lettura di qualcosa di bello, ci fa talvolta pensare che tutto ciò che l’ha preceduto esistesse solo per portarci a lui; così che, sotto la forma
di un perfido revisionismo, ridipingiamo le scene di quegli avvenimenti con i colori e la luce che proprio essi ci hanno rivelato. Quel giorno non si annunciava quindi
né più bello, né più scialbo dei precedenti: eppure stavo per vivere l’incontro più importante della mia esistenza.
==========
All’amore non interessano le ragioni della sua esistenza. L’amore è un sentimento totalitario: non accetta alcuna contraddizione, contestazione o controversia. Vi
chiede di piegarvi alla sua legge, di classificare le vostre facoltà intellettuali dietro immagini dai colori pastello. Pretende la vostra sottomissione e vi promette,
in cambio, la gioia dell’irresponsabilità. A quel punto, ogni giornata era una promessa. Quella di rivederla, incontrarla, parlarle, conquistarla, amarla. E, anche se
ignoravo le mie possibilità di successo, la speranza era già fonte di felicità.
==========
Avevamo l’ingenuità di credere che sentimenti belli e puri potessero annullare la frontiera tra sogno e realtà. Un po’ come un lettore finisce per credere che i
personaggi del suo romanzo esistano per davvero. Perché non può essere altrimenti. Perché, in caso contrario, il mondo diventerebbe un insulto alla loro sensibilità.
==========
«Non volevo che lo lasciasse qui e si accontentasse di venire a leggere qualche pagina ogni settimana. Volevo che creasse un rapporto d’intimità con il tuo romanzo,
che se lo portasse a casa affinché si impossessasse del suo universo. Perché è comunque così che deve essere letto un romanzo. Deve occupare un posto nella vita del
lettore, fare conoscenza con i mobili, riempirsi degli odori di una casa, passare di stanza in stanza. Insomma, è ciò che credo.»
==========
Un amico si riconosce dalla forza silenziosa del suo ascolto, un ascolto che raccoglie le vostre confidenze e vi alleggerisce delle parole di cui vi siete liberati.
Sono poche le persone dotate di questa facoltà. Di solito la gente inquina le vostre parole con i propri sentimenti e pareri. Con gli sguardi e il respiro indebolisce
i vostri discorsi e li giudica non appena vengono espressi; alla fine, vi ritrovate a passare dalla confessione alla giustificazione.
==========
Le parole sporcano tutto ciò che l’anima ha cercato di elevare sopra la nostra condizione di mortali. Riducono le emozioni, limitano l’anima alle possibilità che abbiamo di esprimerci.”
― Ti ho incontrata in un sogno
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Era un giorno come gli altri. Contrariamente a quanto ci fanno credere i romanzi d’amore, i grandi eventi non avvengono nel bel mezzo di momenti particolari. Non sono
la lunga pausa di una giornata o di una notte che li stavano preparando, pronte ad accoglierli. Spesso sorgono nello spazio della banalità quotidiana, ed è proprio per
questo che sembrano ancora più belli. Perché ci strappano alla nostra routine, rompono la piattezza dell’esistenza, conferiscono un sapore nuovo ai momenti in arrivo,
ci risvegliano i sensi e ci danno la sensazione di essere finalmente vivi. Eppure ogni fatto eccezionale, che si tratti di un colpo di fulmine, di una nascita, di un
bell’incontro o della lettura di qualcosa di bello, ci fa talvolta pensare che tutto ciò che l’ha preceduto esistesse solo per portarci a lui; così che, sotto la forma
di un perfido revisionismo, ridipingiamo le scene di quegli avvenimenti con i colori e la luce che proprio essi ci hanno rivelato. Quel giorno non si annunciava quindi
né più bello, né più scialbo dei precedenti: eppure stavo per vivere l’incontro più importante della mia esistenza.
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All’amore non interessano le ragioni della sua esistenza. L’amore è un sentimento totalitario: non accetta alcuna contraddizione, contestazione o controversia. Vi
chiede di piegarvi alla sua legge, di classificare le vostre facoltà intellettuali dietro immagini dai colori pastello. Pretende la vostra sottomissione e vi promette,
in cambio, la gioia dell’irresponsabilità. A quel punto, ogni giornata era una promessa. Quella di rivederla, incontrarla, parlarle, conquistarla, amarla. E, anche se
ignoravo le mie possibilità di successo, la speranza era già fonte di felicità.
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Avevamo l’ingenuità di credere che sentimenti belli e puri potessero annullare la frontiera tra sogno e realtà. Un po’ come un lettore finisce per credere che i
personaggi del suo romanzo esistano per davvero. Perché non può essere altrimenti. Perché, in caso contrario, il mondo diventerebbe un insulto alla loro sensibilità.
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«Non volevo che lo lasciasse qui e si accontentasse di venire a leggere qualche pagina ogni settimana. Volevo che creasse un rapporto d’intimità con il tuo romanzo,
che se lo portasse a casa affinché si impossessasse del suo universo. Perché è comunque così che deve essere letto un romanzo. Deve occupare un posto nella vita del
lettore, fare conoscenza con i mobili, riempirsi degli odori di una casa, passare di stanza in stanza. Insomma, è ciò che credo.»
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Un amico si riconosce dalla forza silenziosa del suo ascolto, un ascolto che raccoglie le vostre confidenze e vi alleggerisce delle parole di cui vi siete liberati.
Sono poche le persone dotate di questa facoltà. Di solito la gente inquina le vostre parole con i propri sentimenti e pareri. Con gli sguardi e il respiro indebolisce
i vostri discorsi e li giudica non appena vengono espressi; alla fine, vi ritrovate a passare dalla confessione alla giustificazione.
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Le parole sporcano tutto ciò che l’anima ha cercato di elevare sopra la nostra condizione di mortali. Riducono le emozioni, limitano l’anima alle possibilità che abbiamo di esprimerci.”
― Ti ho incontrata in un sogno
