Geografia e storia della letteratura italiana Quotes

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Geografia e storia della letteratura italiana Geografia e storia della letteratura italiana by Carlo Dinoisotti
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“[...] credo che non si possa fare storia letteraria o politica o religiosa o altra, senza fare storia degli uomini quali essi sono e furono, accettandone l'inesauribile varietà e diversità.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana
“[...] abbiamo imparato a guardare senza prevenzioni e davvicino ogni umana creatura, quale essa sia, grande o piccola, familiare o straniera; a diffidare, in età sempre più assillata dall’invenzione tecnica, delle «magnifiche sorti e progressive»; a ricercare e aspettare, in tanta e così varia vicenda di bene e di male, di prepotenza e di abbiezione, la universale, costante, semplice dignità della natura umana.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana
“[...] bisogna, credo, rinunciare alla illusione che la tradizione laica abbia radici ininterrotte e profonde nella storia della letteratura italiana. Soprattutto bisogna accettare il fatto che questa storia è per più secoli inseparabile, così per la sua grandezza come per la sua miseria, non per l'una o l'altra soltanto, dalla presenza attiva e responsabile della Chiesa.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana
“Si può discutere se quel che in una letteratura più importa, l'offerta che essa reca di umana poesia, soffra o no distinzioni e definizioni di spazio e di tempo. Ma discutibile non sembra il principio che, ove a tali distinzioni e definizioni per qualunque motivo si ricorra, esse debbano farsi avendo riguardo alla geografia e alla storia, alle condizioni che nello spazio e nel tempo stringono ed esaltano la vita degli uomini.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana
“Sono due diversi e successivi momenti della critica italiana, che sintomaticamente corrispondono a due diversi e successivi momenti della storia d’Italia e d’Europa fra il 1870 e la prima guerra mondiale. Ma da entrambi quei momenti e per essi, come già s’è detto, dalla tradizione critica del Settecento, che al Tiraboschi fa capo, e da quella romantica che fa capo al De Sanctis, una conclusione stessa sembra essere risultata, che cioè ogni particolare problema ha per sé solo una sufficiente complessità e importanza, ha, come ogni uomo, una sua individua autonomia che non sopporta di essere imperativamente sottomessa e sacrificata a presunti problemi generali, qual è, a ragion d’esempio, la storia letteraria d’una nazione.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana
“[...] leggere importa aver letto, importa cioè il rovescio di quella attualità della lettura, di quella emergenza del passato nel presente, come picchi illuminati dal sole che si stagliano sul cielo terso al di sopra d’un mare di nuvole, che è l’aspetto più appariscente e conclusivo della ricerca crociana della poesia. Nel Croce la contemplazione delle cime suppone la conquista lenta delle pendenze ombrose, un itinerario che muove dal fondo delle valli e richiede un orientamento sicuro, una conoscenza tecnica del passato; insomma una implicita filologia.”
Carlo Dionisotti, Geografia e storia della letteratura italiana