Baol. Una tranquilla notte di regime Quotes

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Baol. Una tranquilla notte di regime Baol. Una tranquilla notte di regime by Stefano Benni
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Baol. Una tranquilla notte di regime Quotes Showing 1-13 of 13
“Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Di questi tempi è duro far gli spiritosi se non si è miliardari.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Io non so se Dio esiste, ma se non esiste ci fa una figura migliore.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Triste è l'uomo che ama le cose solo quando si allontanano.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Incontrarsi e separarsi è il movimento unico e necessario con cui si traccia il nostro passaggio nel vuoto.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“«Tutti abbiamo il nostro momento d'oro. E dopo, è bello ricordarlo. Se fosse sempre il nostro momento d'oro non ce ne accorgeremmo neanche».
«Quand'è stato il tuo momento d'oro» mi chiede Mara.
Ci penso un po' su e poi rispondo: «Una volta ho vinto un pesce rosso al Luna Park».
Segue un rispettoso silenzio.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“E ai lati della fiumana di persone che camminavano sotto il portico vi erano decine e decine di venditori e mendicanti. Questi ultimi accovacciati in pose dolorose, con piedi storti e schiene curve, fingendo di dormire, abbracciati a cani e bambini, tenevano davanti a sé cartelli con la scritta: affamato, reduce, cieco, profugo, disoccupato, non mangio da tre giorni, gravemente ammalato, sordomuto. E in mezzo alla fiumana di persone io vidi avanzare un uomo dal nobile portamento, con una gabardine grigia e un cappello di feltro. Egli scostava con disprezzo i mendicanti dalla sua strada. Camminava guardando dritto davanti a sé e portava al collo un cartello con la scritta:
"Insensibile dalla nascita”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Sa come dice la regola giornalistica: se due persone dicono di litigare per le proprie idee, sembrerà che abbiano davvero delle idee.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Sentii che qualcosa stava cambiando. La musica non era più così varia. Le risate presero ad assomigliarsi tutte. Bastava una semplice allusione perché tutti insieme pensassero alla stessa cosa, e ridessero nella stessa tonalità. E anche il sapore era diverso. Come... se ridessero con la bocca piena. Cercai di provocarli, allora. Le cose di cui ridete, dicevo, possono uccidervi. Il riso è misterioso: disubbidiente e conformista, socievole e solitario, inquieto e stupido, razzista e rivelatore.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Ho guardato in alto, oltre le insegne illuminate e, obliqua su un grattacielo, c'era la luna.
Le ho detto:
"Cosa ci fa una ragazza come te in un posto come questo?”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L'inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C'è biossido per tutti. Invece non c'è felicità per tutti. Ognuno la porta via all'altro. Così dice un predicatore all'angolo della strada, uno dall'aria mite, di quelli che poi si ammazzano insieme a duecento discepoli. Ce n'è parecchi in città. Dai difensori dei diritti dei piccioni alla Liga Artica. Siamo una democrazia.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“-Basta con questa commedia, Maestro. Conosco il segreto. Bella roba. Tanto studiare, ore e ore sui libri e poi... Non esisto neanche.
- Ma sei un baol... Un'idea immortale e fascinosa... sei il pensiero dell'altrove, magia, avventura, libertà, utopia, rock-and-roll...
Sto qua e ascolto il pianista. Sono all'ultimo tavolo a sinistra in fondo. Se non vi piace lo spirito del tempo, venite.
Mi riconoscerete subito.
Starò qui fino a quando il pianista suonerà. E finché ci sono io, suonerà.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime
“Ero pronto a tutto, quando entrammo nel sotterraneo dove era custodito l'Archivio Zero. Ma quello che mi trovai di fronte era la peggior disgrazia che potessi immaginare.
Un leccapiedi.
Non esiste arma più terribile in dotazione a un Regime. Il suo intuito nel giudicare chi conta e chi non conta è infallibile. È difficile corromperlo perché sa chi può dargli di più. Non può essere adulato, perché l'adulazione è il suo terreno privilegiato. Non può essere spaventato, perché sa chi può proteggerlo. Sa chi sale e chi scende le scale delle gerarchie: una sua occhiata di disprezzo è la prova più sicura di una carriera finita.”
Stefano Benni, Baol. Una tranquilla notte di regime