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Anna Maria Ortese
Born
in Rome, Italy
June 13, 1914
Died
March 09, 1998
Genre
|
Il mare non bagna Napoli
—
published
1953
—
36 editions
|
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The Iguana
by
—
published
1965
—
33 editions
|
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Il cardillo addolorato
—
published
1993
—
22 editions
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Corpo celeste
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Alonso e i visionari
—
published
1996
—
3 editions
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Il Monaciello di Napoli
—
published
2001
—
3 editions
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Il porto di Toledo
—
published
1975
—
8 editions
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Vera gioia è vestita di dolore: Lettere a Mattia
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Le Piccole Persone
by |
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Poveri e semplici
—
published
1967
—
2 editions
|
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“Esiste, nelle estreme e più lucenti terre del Sud, un ministero nascosto per la difesa della natura dalla ragione; un genio materno, d'illimitata potenza, alla cui cura gelosa e perpetua è andato il sonno in cui dormono quelle popolazioni. Se solo un attimo quella difesa si allentasse, se le voci dolci e
fredde della ragione umana potessero penetrare quella natura, essa ne rimarrebbe fulminata. A questa incompatibilità di due forze ugualmente grandi e non affatto conciliabili, come pensano gli ottimisti, a questa spaventosa quanto segreta difesa di un territorio - la vaga natura coi suoi canti, i suoi dolori, la sua sorda innocenza - e non a un accanirsi della storia, che qui è più che altro "regolata", sono dovute le condizioni di questa terra, e la fine miseranda che vi fa, ogni volta che organizza una spedizione o invia i suoi guastatori più arditi, la ragione dell'uomo. Qui, il pensiero non può essere che servo della natura, suo contemplatore in qualsiasi libro o nell'arte. Se appena accenna un qualche sviluppo critico, o manifesta qualche tendenza a correggere la celeste conformazione di queste terre, a vedere nel mare soltanto acqua, nei vulcani altri composti chimici, nell'uomo delle viscere, è ucciso.
Buona parte di questa natura, di questo genio materno e conservatore, occupa la stessa specie dell'uomo, e la tiene oppressa nel sonno; e giorno e notte veglia il suo sonno, attenta che esso non si affini; straziata dai lamenti che la chiusa coscienza del figlio leva di quando in quando, ma pronta a soffocare il dormiente se esso mostri di muoversi, e accenni sguardi e parole che non siano precisamente quelle di un sonnambulo.”
― Il mare non bagna Napoli
fredde della ragione umana potessero penetrare quella natura, essa ne rimarrebbe fulminata. A questa incompatibilità di due forze ugualmente grandi e non affatto conciliabili, come pensano gli ottimisti, a questa spaventosa quanto segreta difesa di un territorio - la vaga natura coi suoi canti, i suoi dolori, la sua sorda innocenza - e non a un accanirsi della storia, che qui è più che altro "regolata", sono dovute le condizioni di questa terra, e la fine miseranda che vi fa, ogni volta che organizza una spedizione o invia i suoi guastatori più arditi, la ragione dell'uomo. Qui, il pensiero non può essere che servo della natura, suo contemplatore in qualsiasi libro o nell'arte. Se appena accenna un qualche sviluppo critico, o manifesta qualche tendenza a correggere la celeste conformazione di queste terre, a vedere nel mare soltanto acqua, nei vulcani altri composti chimici, nell'uomo delle viscere, è ucciso.
Buona parte di questa natura, di questo genio materno e conservatore, occupa la stessa specie dell'uomo, e la tiene oppressa nel sonno; e giorno e notte veglia il suo sonno, attenta che esso non si affini; straziata dai lamenti che la chiusa coscienza del figlio leva di quando in quando, ma pronta a soffocare il dormiente se esso mostri di muoversi, e accenni sguardi e parole che non siano precisamente quelle di un sonnambulo.”
― Il mare non bagna Napoli
“The men you meet can’t do you any harm: ghosts from a life in which wind and sun existed—these good things they no longer remember. They creep or climb or stagger: that is their way of moving. They speak very little; they are no longer Neapolitans, or anything else.”
― Neapolitan Chronicles
― Neapolitan Chronicles
“come un cavallo da tiro ha la sensazione che Il suo carico cresce di minuto in minuto, e le zampe gli si piegano, ma gli occhi miti non riescono a guardare indietro, così lei non
vedeva da quale parte fluisse questa enorme e inutile vita su lei, e solo sapeva questo: che doveva portarla.”
―
vedeva da quale parte fluisse questa enorme e inutile vita su lei, e solo sapeva questo: che doveva portarla.”
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