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La Sfida dei desideri > GDL: Bellezza e tristezza di Y. Kawabata

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message 2: by Amaranta (new)

Amaranta | 4293 comments Cominciato da poco e sta già volando. Non so perché ma mi aspettavo dei racconti e trovarmi un romanzo é stata una piacevole scoperta.


message 3: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments Meglio!! a me le raccolte di racconti non mi piacciono molto 😀


message 4: by Amaranta (last edited Jul 09, 2018 01:41PM) (new)

Amaranta | 4293 comments “Sia l’acqua che il tempo non fluiscono mai indietro” .
Un uomo, Toshio Oki, decide di incontrare dopo moltissimi anni Otoko, la donna con cui ebbe una relazione passionale, ardente, difficile e dolorosa tanto da annientarla. L’uomo prova ancora per lei un affetto e il ricordo lo aiuta a mantenere vivo il pensiero di quella fanciulla così bella che gli si concesse senza nessuna remora. E Otoko? Dopo essere passata attraverso tanto dolore che cosa prova? Lo ama ancora, non rinnega nulla di quel rapporto, non potrebbe amare, come non ha fatto, nessun altro uomo e vive in quel ricordo che riempie la sua vita.
Questo libro è una treccia. Tre fili insieme all’inizio, poi il filo di Oki si interseca a quello di Otoko, che scivola su quello Keiko, una giovinetta sua allieva, infida, terribile, perfida. Oki, Otoko, Keiko…Oki, Otoko, Keiko…
Mi stupisce sempre la compostezza giapponese, sia negli ambienti che nei gesti e nelle parole, rituali lenti e misurati che fanno da contrasto a passioni smodate, violente come una macchia di rosso in una tela bianca di Otoko. E’ forse una reazione a tutto quell’ordine?
Kawabata ci lascia volontariamente all’oscuro di cosa abbia provato Otoko dopo l’incontro con Oki, la sensazione di ritrovarsi di fronte l’amore della sua vita, seppure così doloroso per lei. E’ qui che il pensiero trova spazio e che avanza.
Una lettura interessante per un autore da approfondire.


message 5: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments Sono ancora in alto mare, ieri ho letto pochissimo, ora vado a lavoro, spero di riuscire nel pomeriggio ad andare avanti ancora un po’.
Un aggettivo al romanzo....cupo, come un cielo grigio prima della pioggia


message 6: by Amaranta (new)

Amaranta | 4293 comments cupo? sai che a me non ha dato questa sensazione?!


message 7: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments anche ne il paese delle nevi, uno stile triste, tenebroso, lento....gioia zero


message 8: by Amaranta (new)

Amaranta | 4293 comments quello non l'ho ancora letto. Non mi aveva ispirato nel mese di Master, vediamo, magari più in là.


message 9: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments Alleluia l’ho finito, incerta se dare una o due stelle, alla fine ho optato per due. Domani se riesco scrivo altre due righe


message 10: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments Amaranta ho visto che hai dato quattro stelle 😳, allora non l’ho capito proprio 😩


message 11: by Amaranta (new)

Amaranta | 4293 comments A me é piaciuto molto. Cosa non ti ha convinto?


message 12: by Emanuela (new)

Emanuela (emanuelalt) | 3482 comments “Bello” è lo stile elegante e poetico di Kawabata; “triste” è il dramma che si percepisce fin dalle prime pagine. I personaggi sono ben approfonditi, si riesce ad avvertire il loro dolore, anche quando non è esplicitamente scritto. Incantevoli le descrizioni di ambienti, paesaggi, usi e costumi giapponesi, sembrava perdersi nei campi di té, o stesi a riposare sui tatami. La lettura però è stata molto lenta, non riuscivo ad andare avanti, ogni movimento intorno a me era fonte di distrazione... proprio una lettura “pesante”! Per non parlare della trama, (view spoiler)


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