“È soprattutto quella prima roccia che mi chiama, la sua proposta di un cammino tra speroni appuntiti a cui appigliarsi mentre le gambe mi spingono in su e il cuore pompa. È fatica certo, ma tutto il copro è in movimento e in breve scioglierò ogni rigidità, il mio cervello comincerà a dimenticare, poi per qualche istante smetterà di pensare e finalmente sarà come se un’ondata improvvisa lo percorresse spazzando via i pensieri superflui e dolorosi. Allora il mio movimento sarà un fluire verso l’alto. E allora ritroverò quello che sono indipendentemente dagli altri, la semplice gioia di respirare e di voler conoscere ciò che è attorno a me senza pregiudizi né giudizi.”
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Agnese Mariotti,
Kilimanjaro - A tu per tu con Kibo