“Sollevai lo sguardo verso il muro. Avevo una strana sensazione addosso. Notai solo allora che la luce che proveniva da fuori si era affievolita, come se avesse trovato un ostacolo che le impedisse di riflettersi sul pavimento. Insieme all'ombra delle tende e degli infissi della finestra, sul parquet, ce n'era un'altra.
Il mio cuore si fermò. Poi, prese a pompare come un matto.
Girai lentamente lo sguardo con la coda dell'occhio. In quel momento, credetti di avere in corso un arresto cardiaco.
Mi alzai di scatto con un sussulto, misto a un urlo soffocato. Barcollai all'indietro nell'istintivo tentativo di allontanarmi dall'ombra che se ne stava in piedi davanti al mio letto e feci cadere l'abat-jour a terra. «Cazzo!» Cercai a tentoni l'interruttore sulla parete. "Non è reale, non è reale. È solo nella tua testa, te lo stai immaginand-". Quando accesi la luce, un omone molto reale, altissimo, dai lunghi capelli rossi e una folta barba del medesimo colore mi fissava.”
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Killjoy Stardust,
Feast of Flames