“Ma quanto amore, signori miei, quanto amore ho provato in quei miei sogni, in quelle mie fughe verso tutto ciò ch'è "bello e sublime"! Anche se si trattava d'un amore fantastico, di un amore che non si poteva applicare a nulla di umano, tuttavia quell'amore era cosi smisurato, che in pratica non si avvertiva nemmeno il bisogno di applicarlo: sarebbe stato un lusso inutile. Del resto tutto finiva sempre nel migliore dei modi, con un pigro e inebriante trapasso all'arte, e cioè alle più stupende forme dell'essere, già bell'e pronte, rubate poeti e a romanzieri e adattate per servire a tutti gli usi e a tutte le esigenze.”
―
Fëdor Dostoevskij,
Memorie dal sottosuolo