"Quella notte non riuscì a dormire subito. Era una cosa che gli capitava raramente — di solito si addormentava presto e dormiva pesante, come chi ha lavorato con le mani tutto il giorno. Ma rimase sveglio fino quasi all'una, con il soffitto bianco sopra di lui e il rumore del riscaldamento condominiale.
Fabio sapeva già, più o meno, di che tipo di idea si trattava. Lo sapeva perché Volpi era il tipo di commercialista che aveva soluzioni per qualunque problema, e le soluzioni di Volpi avevano sempre una certa qualità specifica — erano cose che funzionavano, che erano invisibili, e che tutti nella zona industriale facevano o avevano fatto o conoscevano qualcuno che aveva fatto. Non erano cose di cui si parlava ad alta voce. Ma non erano nemmeno cose di cui ci si vergognava, in quella stanza del mercoledì mattina con il caffè e il Giornale di Brescia aperto alle pagine dell'economia locale.
Si addormentò con questa certezza — che c'era ancora una decisione da prendere, che non era ancora successo niente — e non si accorse che era già una bugia."
— Il Conguaglio, Capitolo 1
Scheda del libro
Titolo: Il Conguaglio Sottotitolo: Un noir italiano sulla frode fiscale tra gli artigiani di Brescia Autore: Jerald C. Booth Serie: Brave Persone, Vol. 1 Genere: Noir italiano / Narrativa contemporanea / Crimine ISBN (cartaceo): 979-8195397913 Pagine: 234 Data di pubblicazione: aprile 2026 Prezzo eBook: € 5,99 Prezzo cartaceo: € 9,99 Disponibile su: Amazon Kindle, Kobo, Amazon cartaceo
Brescia. La provincia operosa. Le officine lungo le strade secondarie delle zone industriali, i capannoni col tetto in eternit che nessuno ha ancora bonificato, i piazzali dove il ferro arrugginisce sotto la pioggia di novembre. È qui che vive e lavora Fabio.
Fabio ha cinquantadue anni. Da venti gestisce una piccola officina meccanica nella periferia industriale di Brescia — il tipo di attività che non fa notizia, che esiste solo nelle fatture, nei bollettini INPS e nelle rate del mutuo sul capannone. Ha fatto le cose per bene, ha pagato quel che doveva, ha tenuto duro.
Poi la banca gli nega il rifinanziamento. Lo stesso capannone che ha garantito per trent'anni, improvvisamente, non vale più abbastanza. Non gli spiegano perché. Non c'è nulla di personale, gli dicono. Solo numeri.
Fabio non è un criminale. Non lo è mai stato. Ma quando il commercialista gli offre un'uscita — fatture false verso una società fantasma, costi inesistenti da scaricare per abbassare l'imponibile — Fabio accetta. Non perché sia disonesto. Perché è l'unica porta ancora aperta. È una pratica comune, nel suo quartiere industriale. Tutti la conoscono. Nessuno ne parla. È il modo in cui le cose funzionano quando il sistema smette di funzionare per te.
La frode è piccola, artigianale, quasi invisibile nella massa di partite IVA del bresciano. Ma le cose piccole, a volte, sono collegate a cose molto più grandi.
Cristina Ferretti è un'ispettrice dell'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Brescia. Sulla quarantina, capelli scuri tagliati corti, cappotto grigio. Arriva all'officina con il passo di chi sa già dove sta andando e il tesserino fuori dalla tasca. Parla come compila un modulo: cognome, ente, motivo della visita. Trova le fatture false in tre giorni. È tutto lì, quasi in bella vista, come se Fabio non avesse nemmeno provato a nasconderle.
Ma Ferretti non si ferma alla prima anomalia. Mentre verifica i movimenti della società fantasma, scopre che quella stessa struttura è stata utilizzata per anni come paravento da un commercialista locale. Un professionista stimato. Uno che gestisce i conti di mezza imprenditoria bresciana — le aziende più solide, quelle che in banca ci vanno e il credito lo ottengono senza problemi.
Fabio non sapeva nulla di questo livello superiore. Era soltanto un meccanico che cercava di non perdere il capannone. Era, senza saperlo, un pesce piccolo nell'acquario di qualcun altro.
Il romanzo segue Fabio e Ferretti lungo percorsi paralleli che si intrecciano e si allontanano, in una Brescia raccontata dal basso — non la città delle eccellenze industriali, ma quella delle partite IVA che chiudono, delle rate che si accumulano, dei bar dove gli artigiani si scambiano il nome del commercialista che "sistema tutto". Fabio deve decidere quanto è disposto a perdere per restare in piedi. Ferretti deve decidere se fermarsi al pesce piccolo o risalire la catena fino a dove il sistema non vuole che arrivi.
Attorno a loro si muovono i personaggi di un'Italia minore che non ha voce nei romanzi: Cesare Volpi, il commercialista che da vent'anni gestisce l'officina di Fabio e molto altro nella zona industriale di Brescia, con la sua calligrafia precisa e le sue soluzioni per qualunque problema. Renato Chiesa, l'uomo che ha prestato il nome alla società fantasma e che firma quello che gli dicono di firmare senza fare domande. Luca, il dipendente che lavora accanto a Fabio ogni giorno, che vede cose e decide di non vederle. Giorgio Sala, responsabile crediti della Banca Artigiana, che ha chiamato Fabio per cognome come se lo conoscesse già. Nessuno di loro è un cattivo da film. Sono tutti persone con mutui, figli, preoccupazioni. Sono tutti, a modo loro, brave persone.
Il Conguaglio è il primo volume della serie Brave Persone. Romanzi noir ambientati nell'Italia di oggi, tra i meccanismi della burocrazia, della fiscalità e del lavoro. Storie di persone ordinarie che fanno scelte sbagliate dentro sistemi peggiori. La serie si rivolge ai lettori di Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo e Gianrico Carofiglio, a chi cerca una narrativa italiana che parli di cose vere, in luoghi riconoscibili, senza eroi e senza la garanzia di un lieto fine.
Lo stile è asciutto e rapido, pensato per la lettura su schermo. Capitoli brevi, dialoghi tesi, pochi aggettivi. Brescia è raccontata con la precisione di chi la conosce — le strade, le zone industriali, i ritmi della provincia lombarda. La storia non giudica i suoi personaggi. Li mostra. Il lettore decide.
Se leggete Il Conguaglio e vi va di lasciare due righe — cosa vi ha convinto, cosa no, dove vi siete fermati o dove avete accelerato — fatelo senza problemi. Per chi pubblica in modo indipendente, un parere sincero vale più di qualsiasi promozione.
Fabio sapeva già, più o meno, di che tipo di idea si trattava. Lo sapeva perché Volpi era il tipo di commercialista che aveva soluzioni per qualunque problema, e le soluzioni di Volpi avevano sempre una certa qualità specifica — erano cose che funzionavano, che erano invisibili, e che tutti nella zona industriale facevano o avevano fatto o conoscevano qualcuno che aveva fatto. Non erano cose di cui si parlava ad alta voce. Ma non erano nemmeno cose di cui ci si vergognava, in quella stanza del mercoledì mattina con il caffè e il Giornale di Brescia aperto alle pagine dell'economia locale.
Si addormentò con questa certezza — che c'era ancora una decisione da prendere, che non era ancora successo niente — e non si accorse che era già una bugia."
— Il Conguaglio, Capitolo 1
Scheda del libro
Titolo: Il Conguaglio
Sottotitolo: Un noir italiano sulla frode fiscale tra gli artigiani di Brescia
Autore: Jerald C. Booth
Serie: Brave Persone, Vol. 1
Genere: Noir italiano / Narrativa contemporanea / Crimine
ISBN (cartaceo): 979-8195397913
Pagine: 234
Data di pubblicazione: aprile 2026
Prezzo eBook: € 5,99
Prezzo cartaceo: € 9,99
Disponibile su: Amazon Kindle, Kobo, Amazon cartaceo
Brescia. La provincia operosa. Le officine lungo le strade secondarie delle zone industriali, i capannoni col tetto in eternit che nessuno ha ancora bonificato, i piazzali dove il ferro arrugginisce sotto la pioggia di novembre. È qui che vive e lavora Fabio.
Fabio ha cinquantadue anni. Da venti gestisce una piccola officina meccanica nella periferia industriale di Brescia — il tipo di attività che non fa notizia, che esiste solo nelle fatture, nei bollettini INPS e nelle rate del mutuo sul capannone. Ha fatto le cose per bene, ha pagato quel che doveva, ha tenuto duro.
Poi la banca gli nega il rifinanziamento. Lo stesso capannone che ha garantito per trent'anni, improvvisamente, non vale più abbastanza. Non gli spiegano perché. Non c'è nulla di personale, gli dicono. Solo numeri.
Fabio non è un criminale. Non lo è mai stato. Ma quando il commercialista gli offre un'uscita — fatture false verso una società fantasma, costi inesistenti da scaricare per abbassare l'imponibile — Fabio accetta. Non perché sia disonesto. Perché è l'unica porta ancora aperta. È una pratica comune, nel suo quartiere industriale. Tutti la conoscono. Nessuno ne parla. È il modo in cui le cose funzionano quando il sistema smette di funzionare per te.
La frode è piccola, artigianale, quasi invisibile nella massa di partite IVA del bresciano. Ma le cose piccole, a volte, sono collegate a cose molto più grandi.
Cristina Ferretti è un'ispettrice dell'Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale di Brescia. Sulla quarantina, capelli scuri tagliati corti, cappotto grigio. Arriva all'officina con il passo di chi sa già dove sta andando e il tesserino fuori dalla tasca. Parla come compila un modulo: cognome, ente, motivo della visita. Trova le fatture false in tre giorni. È tutto lì, quasi in bella vista, come se Fabio non avesse nemmeno provato a nasconderle.
Ma Ferretti non si ferma alla prima anomalia. Mentre verifica i movimenti della società fantasma, scopre che quella stessa struttura è stata utilizzata per anni come paravento da un commercialista locale. Un professionista stimato. Uno che gestisce i conti di mezza imprenditoria bresciana — le aziende più solide, quelle che in banca ci vanno e il credito lo ottengono senza problemi.
Fabio non sapeva nulla di questo livello superiore. Era soltanto un meccanico che cercava di non perdere il capannone. Era, senza saperlo, un pesce piccolo nell'acquario di qualcun altro.
Il romanzo segue Fabio e Ferretti lungo percorsi paralleli che si intrecciano e si allontanano, in una Brescia raccontata dal basso — non la città delle eccellenze industriali, ma quella delle partite IVA che chiudono, delle rate che si accumulano, dei bar dove gli artigiani si scambiano il nome del commercialista che "sistema tutto". Fabio deve decidere quanto è disposto a perdere per restare in piedi. Ferretti deve decidere se fermarsi al pesce piccolo o risalire la catena fino a dove il sistema non vuole che arrivi.
Attorno a loro si muovono i personaggi di un'Italia minore che non ha voce nei romanzi: Cesare Volpi, il commercialista che da vent'anni gestisce l'officina di Fabio e molto altro nella zona industriale di Brescia, con la sua calligrafia precisa e le sue soluzioni per qualunque problema. Renato Chiesa, l'uomo che ha prestato il nome alla società fantasma e che firma quello che gli dicono di firmare senza fare domande. Luca, il dipendente che lavora accanto a Fabio ogni giorno, che vede cose e decide di non vederle. Giorgio Sala, responsabile crediti della Banca Artigiana, che ha chiamato Fabio per cognome come se lo conoscesse già. Nessuno di loro è un cattivo da film. Sono tutti persone con mutui, figli, preoccupazioni. Sono tutti, a modo loro, brave persone.
Il Conguaglio è il primo volume della serie Brave Persone. Romanzi noir ambientati nell'Italia di oggi, tra i meccanismi della burocrazia, della fiscalità e del lavoro. Storie di persone ordinarie che fanno scelte sbagliate dentro sistemi peggiori. La serie si rivolge ai lettori di Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo e Gianrico Carofiglio, a chi cerca una narrativa italiana che parli di cose vere, in luoghi riconoscibili, senza eroi e senza la garanzia di un lieto fine.
Lo stile è asciutto e rapido, pensato per la lettura su schermo. Capitoli brevi, dialoghi tesi, pochi aggettivi. Brescia è raccontata con la precisione di chi la conosce — le strade, le zone industriali, i ritmi della provincia lombarda. La storia non giudica i suoi personaggi. Li mostra. Il lettore decide.
Se leggete Il Conguaglio e vi va di lasciare due righe — cosa vi ha convinto, cosa no, dove vi siete fermati o dove avete accelerato — fatelo senza problemi. Per chi pubblica in modo indipendente, un parere sincero vale più di qualsiasi promozione.
Buona lettura.
Jerald C. Booth