Il giallo è un genere molto duttile, che si adatta ad una vasta gamma di intenti, stili e idee, risultando così multiforme e adatto ai più disparati gusti. Spesso però ci si dimentica che un contributo fondamentale all'evoluzione e alla diffusione di questa narrativa è stato dato non solo dalla forma del romanzo ma anche e soprattutto dai racconti che i più celebri autori e autrici hanno composto nella loro carriera. La forma breve permette di concentrare le azioni, di focalizzarsi interamente sull'enigma ponendo in secondo piano aspetti secondari superflui, accentuando i processi deduttivi che devono essere alla base della risoluzione dei vari eventi criminosi. Il grande successo riscontrato dal mystery nella Golden Age, inoltre, assieme alla popolarità delle riviste e dei giornali quali mezzi per farsi conoscere come letterati, seguendo la strada percorsa all'inizio da grandi romanzieri quali Dickens e Stevenson, ha spinto molti autori ad avvalersi della forma del racconto per mettere in luce tutto il loro estro e la loro ingegnosità nel creare trame intricate e circoscritte in poche pagine. Bisogna tra l'altro ricordare che l'origine del giallo risiede proprio nel racconto, che i primi grandi archetipi hanno lunghezza esigua: dall'iniziatore Poe, fino a Doyle e Chesterton, fondamentali nello sviluppo di una narrativa focalizzata sull'indagine su dei crimini e sulla loro risoluzione attraverso rigidi processi logici.
Dunque il racconto, specie nell'ambito del giallo, ha goduto sin dall'inizio di grande attrattiva, sia per la sua struttura sintetica, rappresentando una sfida per gli autori per stupire il lettore attraverso una trama molto più sorvegliata e calibrata del romanzo, sia per la loro più rapida leggibilità, che facilitava la lettura da parte di un pubblico più vasto.
Tutti i grandi del genere si sono confrontati con tale tipologia, creando talvolta delle vere e proprie perle che non hanno nulla da invidiare ai loro più riusciti romanzi: da Agatha Christie a Carr, da Queen a Rawson.
Tony Medawar, grande studioso del genere nonché scopritore di storie sconosciute e mai pubblicate, ha avuto l'idea di ridare risalto a questa tipologia narrativa, ricercando nei vecchi archivi e in riviste rarissime racconti o radiodrammi dei più grandi nomi del mystery, pubblicandoli in audaci e fantastiche raccolte che prendono il nome da una famosa conferenza annuale sul giallo, "Bodies from the Library".
Dopo aver letto il primo volume, in cui spiccavano soprattutto i racconti di Blake, Milne e Brand, ho acquistato e letteralmente divorato la seconda raccolta che, tra le tante gemme, contiene alcune novelette molto interessanti di Quentin Patrick, di Edmund Crispin e di Dorothy L. Sayers.
"Bodies from the Library 2" è una grande raccolta, in cui oltre alla varietà tematica (da gialli veri e propri, a storie con tinte thriller e semplici divertissement con enigmi) si riscontra un'alta qualità di selezione. Mentre nel primo volume vi erano molte storie non molto convincenti o discrete, qui il livello si fa molto più alto, con trame ingegnose ed enigmi molto astuti.
I racconti presenti nell'antologia sono:
NO FACE (CHRISTIANNA BRAND): 5 STELLE
La città è terrorizzata da una serie di macabri e cruenti omicidi commessi da un killer che si fa chiamare No Face. Nessun legame tra le vittime, nessun indizio che possa far risalire al colpevole. Solo sangue, tanto sangue: No Face pugnala le sue vittime, e poi ancora, e ancora...
Assieme alla brama di morte, si accompagnano telefonate di scherno alla polizia. Il sovrintendente Tomm sembra trovare la pista giusta quando un chiaroveggente del luogo, Joseph Hawke, sembra sapere fin troppe cose sul killer. Poteri medianici? Oppure...
Racconto fantastico, un thriller travestito da giallo con tinte grottesche. Brand si conferma una scrittrice di primo livello, con il suo stile peculiare in cui la descrizione vaga dei personaggi e la messa a fuoco dei punti di oscurità nelle vicende conferiscono alla narrazione un tono malsano, aumentano la tensione e fanno sprofondare il lettore nel vortice caotico della paura. Si riscontrano una grande atmosfera e un uso sapiente delle tecniche narrative e di dialoghi in cui le reticenze inquietano più della realtà. Il finale forse non stupisce troppo, ma ha un tono cupo e orrido eccezionale, degno di un Poe.
BEFORE AND AFTER (PETER ANTHONY): 4 STELLE
L'ispettore Swallow è incaricato di indagare sulla strana morte di Mrs Carmichael, ricca donna invalida uccisa la sera prima tramite un ago da maglia conficcatole nella tempia. Mr Verity, gargantuesco ed esuberante detective dilettante che ha in passato collaborato con la polizia, si trova nella zona e l'ispettore Ramble di Scotland Yard esorta il suo collega ad avvalersi dell'aiuto del suo bizzarro amico. Il caso presenta sin da subito molte difficoltà: tutti avrebbero guadagnato una consistente cifra alla morte della vittima, eppure tutti hanno un alibi di ferro per l'ora del delitto. Se ciò non fosse abbastanza, un'infermiera è stata per tutta la notte a sorvegliare la porta della camera di Mrs. Carmichael, da cui non è entrato o uscito nessuno. Insomma, Mr. Verity deve vedersela con un'altra camera chiusa. Come è stato commesso l'omicidio? E da chi? Attraverso alcuni indizi, come il tonico della vittima e una strana foto apparsa sui giornali del mattino seguente, Mr. Verity giungerà alla verità. Peccato però che la soluzione che ha dedotto sia completamente sbagliata...
Bellissima parodia, in cui si mescolano temi classici (delitto in camera chiusa), ironia e tratti macchiettistici. Mr. Verity assomiglia molto al dr. Fell, soprattutto nel fisico e nella sua passione per la classicità, ma per la sua capacità di irritare il prossimo con il suo egotismo, la sua abilità nel rendere più complesse le vicende, interpretando in maniera sbagliata gli indizi, si accosta maggiormente ad uno dei personaggi parodizzati da Leo Bruce. Il racconto infatti, posteriore al primo romanzo dell'autore, "The Woman in the Wardrobe" (altra ingegnosa parodia-camera chiusa, che viene qui esplicitamente citata), riprende molti stilemi del divertente "Un caso per tre detective". "Before and After" presenta dunque una narrazione divertente, con un twist finale molto ironico, con cui l'autore dissacra la figura solenne e infallibile dell'investigatore dilettante della narrativa gialla.
P.S. Questo è l'unico racconto in cui compare Mr. Verity.
HOTEL EVIDENCE (HELEN SIMPSON): 2 STELLE
Cissie Brodribb vuole divorziare da suo marito Henry perché incompatibili, ma le leggi inglesi non le consentono di farlo se non dispone di prove sul suo adulterio. Dunque decidono di ideare un piano per ottenerlo, pur essendo Henry riluttante. Ci riusciranno?
Racconto non giallo, incentrato tutto su questioni coniugali, con un twist finale neanche troppo sorprendente. Più un racconto di carattere che altro. Deludente.
EXIT BEFORE MIDNIGHT (PATRICK QUENTIN): 5 STELLE
Carol Thorne è la segretaria di Mr Rowley, capo della ditta di vernici Leland and Rowley Process Company. Durante una pausa, nel giorno di San Silvestro, va dalla parrucchiera per poi ritornare sul posto di lavoro, al quarantesimo piano di un enorme grattacielo di New York. Durante quel pomeriggio si sta tenendo difatti una riunione tra i vari azionisti, i quali devono votare la decisione di fondere l'azienda con la grande compagnia della Pan-American Dye, rappresentata dal signor Druten. Gli affari della Leland and Rowley ultimamente erano andati piuttosto male, Leland, perito chimico e co-proprietario dell'azienda, era morto l'estate scorsa, peggiorando la già precaria condizione economica. Per questa ragione Mr Rowley, seppur riluttante, ha accettato la proposta della ditta più grande.
Ritornando in ufficio, Carol scopre che qualcuno ha inserito un foglio che prima non c'era nella sua macchina da scrivere: si tratta di un memorandum anonimo rivolto a tutti i maggiori azionisti dell'azienda, che minaccia la morte entro la mezzanotte, in caso venisse raggiunta la maggioranza nella votazione a favore della fusione, dei vari interessati alla trattativa. Mentre la riunione è in corso, Carol consegna la nota a Peter Howe, nipote di Mr Rowley e vicedirettore, che, dopo aver mandato via gli azionisti minori, rivela ai restanti il contenuto della lettera. Il gruppo è intimorito, ma pensa si tratti di uno scherzo. Intanto indugiano sul posto discutendo della faccenda. Ma indugiare, in alcuni casi, può uccidere.
Mr Whitfield, avvocato della compagnia, asserisce che per lui si tratta di una seria minaccia e, proprio mentre sta per giustificare le sue preoccupazioni, la luce dell'ufficio salta via. Pensando che si sia fuso qualche fusibile, tutti si recano nell'ufficio di Peter, collegato ad un'altra linea elettrica. Peccato che alla conta manca una persona: Mr Whitfield. Ritornano nell'ufficio di Rowley e lo trovano steso a terra, pugnalato al cuore.
Il timore iniziale diviene certezza: c'è in giro un assassino spietato, pronto a tutto pur di vendicarsi delle trattative.
Terrorizzato, il gruppo cerca di scappare dal palazzo, ma ogni tentativo per contattare il mondo esterno risulta vano: i cavi del telefono sono stati deliberatamente recisi, l'ascensore non è più in funzione e la sola altra uscita, la scala anti-incendio, è stata bloccata dall'esterno attraverso dei cunei. Il destino a volte è beffardo: sono isolati completamente nel cuore della caotica e sovraffollata New York, imprigionati con un assassino diabolico senza poter contare sull'aiuto delle leggi civili. Un inizio del nuovo anno da restarci secchi, come scopriranno alcuni di loro.
"Exit Before Midnight" è un racconto lungo affascinante, inquietante, claustrofobico e adrenalinico. Il tema centrale, un gruppo isolato di persone tra cui si cela un killer spietato, è tradizionalissimo, ed è ripreso da "Dieci piccoli indiani" di Agatha Christie, e, in particolar modo, da "L'ospite invisibile" di Bristow e Manning, con cui si può assimilare per alcuni elementi contenutistici e strutturali: dapprima l'ambientazione urbana, in un edificio moderno; poi il gruppo di persone che si conoscono e lavorano assieme e non sono perfetti sconosciuti come nel capolavoro di Christie; infine la dinamica gialla che non si spinge al completo sterminio del gruppo, ma prevede una conclusione anticipata, con uno dei personaggi che funge da detective e scopre la verità attraverso un piccolo dettaglio.
Gli autori, rifacendosi a leitmotiv ben noti nel genere, riescono a costruire una trama accattivante, impregnata di tensione, paura, sospetto e morte. L'atmosfera soffocante, che accentua la suspence e conferisce grande dinamismo e interesse alla vicenda, è resa ancor più torbida dell'ambientazione in una grande metropoli: il senso di chiusura nella "trappola" del grattacielo si acuisce in contrapposizione con l'enorme confusione e la mondanità della realtà immediatamente esterna. Inoltre l'uso delle pagine del calendario quale firma dell'assassino sulle proprie vittime conferisce ai delitti un alone macabro e grottesco che restringe ancor di più gli spazi e innalza vertiginosamente la soglia del pericolo.
Il restringimento continuo della scena, che si fa sempre più asfissiante, è reso possibile anche grazie al buio che piomba successivamente sulla comitiva, segnale di morte imminente, con cui la storia viene alimentata di nuovi timori e inquietudini. All'interno di questo incubo, Quentin aggiunge anche una storia d'amore, riprendendo sul finale il motivo classico della "woman in jeopardy".
"Exit Before Midnight" è quindi un grande racconto, con un'atmosfera plumbea e minacciosa e una grande caratterizzazione dei personaggi.
ROOM TO LET (MARGERY ALLINGHAM): 4 STELLE
All'annuale riunione del November Club, si riuniscono i migliori investigatori del mondo per discutere dei vari casi e delle varie indagini a cui hanno partecipato. In quest'ultimo evento l'ospite d'onore è il signor Minter, il quale racconta un omicidio irrisolto su cui aveva indagato in qualità di poliziotto: anni prima, a casa di Mrs Musgrave, anziana signora invalida assistita dalla nipote Molly, era giunto per prendere possesso di una camera in affitto un certo Dr. Charles. Le due donne erano state costrette a prendere un pensionante per via delle loro basse entrate. Una scelta che si rivelerà nefasta: l'ospite si comporta in maniera strana, sorveglia le padrone, apre le lettere altrui e proibisce a chiunque di entrare nella casa. Mrs Musgrave sopporta stoicamente tutto ciò in quanto egli le aveva pagato in anticipo i tre mesi del soggiorno, ma la situazione arriva al punto di non ritorno e decide di cacciare il suo inquilino. Mentre hanno un acceso diverbio, il dottore va in camera per prendere delle mappe che vuole far vedere alla padrona, ma subito dopo si odono degli spari al piano di sopra. Il dr Charles è stato ucciso nella sua camera chiusa dall'interno e della pistola non c'è nessuna traccia. Chi è stato? Come ha fatto? E soprattutto che collegamento c'è tra la vittima e la serie di omicidi commessi dal noto Jack lo Squartatore?
Radiodramma molto atmosferico, costruito sapientemente su toni scuri e su un senso crescente di ansia. La soluzione è molto buona e, sebbene la camera chiusa sia la rielaborazione e la fusione di due espedienti molto usati, risulta gradevole proprio per la particolare variazione, la quale risulta credibile e giustificata.
P.S. Questo radiodramma fu trasmesso da BBC Light Programme l'11 novembre 1947 e fu poi pubblicato nella rivista della Margery Allingham Society e in edizione limitata sia in Inghilterra che in America.
A JOKE'S A JOKE (JONATHAN LATIMER): 3 STELLE
Barnes è quell'amico che conosciamo tutti, che dedica tutto il suo impegno a progettare scherzi agli altri, anche molto pesanti. Non sembra rendersi conto delle emozioni altrui, delle conseguenze che provoca. Ma si sa, lo scherzo è bello quando dura poco...
Racconto strano, non proprio giallo. Divertente, ma nulla di che, anche il finale è abbastanza prevedibile.
P.S. Questo è l'unico racconto di Jonathan Latimer di cui si è a conoscenza.
THE MAN WHO KNEW (AGATHA CHRISTIE): 3 STELLE
Derek Lawson, dopo una serata a teatro con alcuni amici, rientra nel suo appartamento con l'impalpabile certezza di essere in pericolo. Perlustra le camere, ma non c'è nessuno. Passando al setaccio di nuovo ogni ambiente si accorge di un particolare stonato: uno dei cassetti della scrivania è aperto e dentro c'è un revolver che ha appena sparato. E presto scoprirà che il suo ricco zio è stato assassinato proprio quel giorno. È certo che sia quella la pistola usata nel crimine, come è sicuro che qualcuno stia cercando di incastrarlo.
Racconto molto breve, dall'inizio molto cupo e teso, ma che assume poi un andamento da thriller, senza tante pretese. La soluzione arriva senza che il lettore possa anticiparla e ha una struttura piuttosto comune. Agatha Christie ha scritto sicuramente di meglio.
THE ALMOST PERFECT MURDER CASE (S.S. VAN DINE): 3 STELLE
Philo Vance discute con il procuratore distrettuale Markham sul delitto perfetto e racconta di un caso che era destinato a divenirlo se non fosse stato per un dettaglio casuale, il quale ha mandato a monte il piano di un diabolico assassino: nel febbraio nel 1909, in Cile, il Consolato tedesco era stato dato alle fiamme e tra le macerie fu rinvenuto il corpo carbonizzato di uno degli impiegati, il signor Wilhelm Beckert. L'assassinio era già previsto, dato che da due anni arrivavano lettere minatorie contro i tedeschi per via di una faida accaduta tra i "gringos" e i cileni del luogo. Il caso sembra semplice, in quanto il tuttofare del Consolato, Tapia, era svanito nel nulla. Ma attraverso un errore linguistico, si scopre un'altra macabra verità...
Racconto carino, ma che presenta un enigma scontato, anche se non doveva esserlo all'epoca in cui fu scritto, il 1929. Il caso risulta abbastanza asettico, essendo narrato in modo essenziale, mettendo unicamente in risalto indizi e conseguenti indagini. Il fulcro della vicenda, di carattere linguistico, viene svelato durante la soluzione e dunque il lettore può intuire ma non provare le sue deduzioni (c'è la violazione di una delle sue regole, ma gliela lasciamo passare nel racconto). Insomma, gradevole ma non memorabile.