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415 pages, Mass Market Paperback
First published July 5, 2005
E' un libro difficile, che sia chiaro. La prosa di Stross è ricca, variegata, affollata di neologismi, di termini tecnici e anche di vocaboli inventati ad hoc. Stross scrive con alle spalle una formazione nel settore informatico, e questo pesa parecchio. Tuttavia io che sono completamente estraneo a questo mondo non mi sono lasciato intimorire ed ho apprezzato pienamente questo straordinario romanzo.
Oltre ad essere difficile, è anche un romanzo pretenzioso perché si prefigura di illustrare passo per passo il crescendo dello sviluppo tecnologico, partendo da un futuro molto prossimo fino ad arrivare e superare la "Singolarità", il punto di non-ritorno che apre le porte alla post-umanità. Nel far ciò Stross rielabora idee diffuse negli ambienti informatici-scientifici-tecnologici-futuristici e vi mette anche molto di suo.
Il romanzo ha dunque un taglio scientifico-tecnologico e sociale insieme, ma non mancano incursioni notevoli nella psicologia umana.
Accelerando mette in scena temi cari all'uomo del ventunesimo secolo. Così nello scontro continuo tra il protagonista e l'amata-odiata ex-moglie si può vedere lo scontro tra chi agogna l'immortalità (ottenuta con la tecnologia) e chi rivendica con insistenza il diritto ad invecchiare e morire secondo natura.
Accelerando può anche essere letto ancora come la storia di un conflitto generazionale. Tre sono le generazioni che qui si scontrano: l'ottimismo idealista di Manfred Macx, protagonista della prima parte; la ribellione e la lotta per l'indipendenza della figlia, Amber, una figlia radicalmente diversa dai genitori; e infine la quieta e pacata rassegnazione di Sirhan, protagonista della terza generazione, la generazione che ha salutato la Singolarità, e che chiude gli occhi sul futuro e si concentra sul passato. Non è singolare che proprio l'ultimo protagonista sia uno storico: mentre l'umanità si diffonde e vaga per un Universo vuoto che pare abbandonato, il solo interesse di Sihran è redarre una storia della sua famiglia (e, dunque, dell'ultima umanità). Ed è proprio lui che conduce al finale, una chiusa circolare straordinaria e di impatto.
Il titolo non è messo a caso: si tratta di una raccolta di racconti, che condividono gli stessi personaggi, divisi da intervalli di tempo progressivamente crescenti.
Le prime fasi sono assolutamente credibili. Sviluppi plausibili della società dell'information age. Poi comincia ad allontanarsi mantenendo sempre una forte radice nel campo dello "scientificamente possibile".
Unica pecca, ci sono dei concetti davvero difficili da comprendere se non si è esperti di informatica e di Intelligenza Artificiale (forse sono uno dei pochi fortunati ad averlo potuto apprezzare appieno).
E' in fondo la storia della fine dell'uomo, niente di assurdo in stile Independence Day o Terminator. Semplicemente il percorso verso lo stato successivo dell'evoluzione umana. Un percorso affrontato in "accelerazione".
Consigliato a: esperti di computer che hanno delle buone basi scientifiche. Chi non si sente perso nelle continue evoluzioni della tecnologia.
In una parola: possibile.