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Panic #1
Panic
Goodreads Choice Award
Nominee for Readers' Favorite Young Adult Fiction (2014)Panic began as so many things do in Carp, a dead-end town of 12,000 people in the middle of nowhere: because it was summer, and there was nothing else to do.
Heather never thought she would compete in Panic, a legendary game played by graduating seniors, where the stakes are high and the payoff is even higher. She’d never thought of herself as fearless, the kind of person who would fight to stand out. But when she finds something, and someone, to fight for, she will discover that she is braver than she ever thought.
Dodge has never been afraid of Panic. His secret will fuel him, and get him all the way through the game, he’s sure of it. But what he doesn't know is that he’s not the only one with a secret. Everyone has something to play for.
For Heather and Dodge, the game will bring new alliances, unexpected revelations, and the possibility of first love for each of them—and the knowledge that sometimes the very things we fear are those we need the most.
Heather never thought she would compete in Panic, a legendary game played by graduating seniors, where the stakes are high and the payoff is even higher. She’d never thought of herself as fearless, the kind of person who would fight to stand out. But when she finds something, and someone, to fight for, she will discover that she is braver than she ever thought.
Dodge has never been afraid of Panic. His secret will fuel him, and get him all the way through the game, he’s sure of it. But what he doesn't know is that he’s not the only one with a secret. Everyone has something to play for.
For Heather and Dodge, the game will bring new alliances, unexpected revelations, and the possibility of first love for each of them—and the knowledge that sometimes the very things we fear are those we need the most.
408 pages, Hardcover
First published March 4, 2014
About the author
Lauren Oliver
61 books118k followersLauren Oliver is an author, screenwriter, and media entrepreneur. She is the author of the upcoming novels THE GIRL IN THE LAKE (June 1, 2026) and its sequel, THE SLEEPWALKER (May 5, 2027). Her previous works include multiple New York Times bestselling novels for teens, including Before I Fall (which spent seventeen weeks on the list and was adapted into a feature film released by Open Road), the Delirium trilogy (a two-million-copy-selling dystopian series translated into thirty-five languages), and Panic, which she later adapted into the streaming TV show on Amazon Prime of the same name, for which she wrote every episode and served as Executive Producer. Along the way, Lauren founded the IP company StoryGiants and helped to package and edit nearly one hundred other novels. She is also the co-founder of Incantor AI, a self-scaling digital media engine built on a new and proprietary foundational model of artificial intelligence that respects copyright by providing both IP attribution and royalty shares to contributing sources. Raised in Westchester, New York, Lauren attended the University of Chicago and got her MFA from NYU. She now divides her time between Maryland and Los Angeles. Subscribe to my Substack! laurenoliverbooks.substack.com
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 33 reviews
November 1, 2015
La parola Panic, oltre a dare un titolo a questo libro, da anche un nome al gioco a premio che si protrae per tutta la durata della storia e che ne è anche protagonista.
Facile intuire il motivo di questa scelta: tutte le prove, infatti, che si devono superare per arrivare alla fine ed essere vincitori sono prove che mettono a rischio l'incolumità di chi decide di partecipare, facendo scaturire in loro momenti di paura e appunto di panico.
Ma panico non soltanto per sè stessi dal momento che si sa che si sta andando incontro a qualcosa di pericoloso, ma panico anche per i propri amici che hanno deciso di partecipare insieme a noi.
Questo è un libro sugli effetti che il cercare di vincere a tutti i costi qualcosa può causare su noi stessi e su chi ci sta attorno. Decidere di partecipare ad un gioco per un qualsiasi motivo personale porta a conseguenze che all'inizio non ci saremmo aspettati. [...]
→ RECENSIONE COMPLETA: http://thebookishteapot.blogspot.de/2...
Facile intuire il motivo di questa scelta: tutte le prove, infatti, che si devono superare per arrivare alla fine ed essere vincitori sono prove che mettono a rischio l'incolumità di chi decide di partecipare, facendo scaturire in loro momenti di paura e appunto di panico.
Ma panico non soltanto per sè stessi dal momento che si sa che si sta andando incontro a qualcosa di pericoloso, ma panico anche per i propri amici che hanno deciso di partecipare insieme a noi.
Questo è un libro sugli effetti che il cercare di vincere a tutti i costi qualcosa può causare su noi stessi e su chi ci sta attorno. Decidere di partecipare ad un gioco per un qualsiasi motivo personale porta a conseguenze che all'inizio non ci saremmo aspettati. [...]
→ RECENSIONE COMPLETA: http://thebookishteapot.blogspot.de/2...
November 18, 2014
Bello e avvincente!!
Recensione: http://wefoundwonderlandinbooks.blogs...
Recensione: http://wefoundwonderlandinbooks.blogs...
September 16, 2015
Anche questa volta la Oliver mi ha incantato. Io giuro che non so come definire esattamente le sue storie, ma ciò che posso dire con certezza è che il suo modo di descrivere, di narrare, di esporre è intenso, preciso, vivo è pieno di sfumature ed è uno dei migliori con cui abbia mai avuto a che fare nella mia vita di lettrice. Mi auguro davvero che arrivino altri romanzi come questo, come "Vanishing girls", perché credo proprio che sia qui che l'autrice si esprime al meglio.
April 14, 2014
Leggendo la trama, avevo ingenuamente pensato che si trattasse di un romanzo simile alla mia amata serie degli Hunger Games. Beh, mi sbagliavo, perché non possono esserci due romanzi più diversi.
Il fulcro della vicenda è certamente il gioco, con le sue prove subdole e rischiose, ma accanto all’adrenalina stimolata da Panic, si snodano le vicende personali dei protagonisti. E questo, a mio parere, è uno dei punti di forza del romanzo.
Panic di Lauren Oliver è un romanzo ricco d’azione, dal quale è veramente difficile staccarsi, una volta iniziata la lettura (vi dico solo che sono rimasta a leggere fino alle 3 della notte!!).
Le prove, sempre più brutali e terrificanti, si susseguono con un ritmo decisamente sostenuto, lasciando il lettore senza respiro. Il finale, invece, mi è sembrato forse un po’ troppo veloce: avrei preferito una descrizione solo un po' più dettagliata del Torneo finale.
A parte questo, Panic è un bel romanzo, in cui l’autrice riesce ad intrecciare riccamente i numerosi colpi di scena, con le difficoltà e le esistenze dei protagonisti: la loro forza d’animo, il desiderio di una vita migliore, l’amicizia e la necessità di proteggere chi si ama sono gli ingredienti essenziali di questa bella storia di crescita e sopravvivenza, dove il vero coraggio sta nel non abbandonare mai la speranza.
Il fulcro della vicenda è certamente il gioco, con le sue prove subdole e rischiose, ma accanto all’adrenalina stimolata da Panic, si snodano le vicende personali dei protagonisti. E questo, a mio parere, è uno dei punti di forza del romanzo.
Panic di Lauren Oliver è un romanzo ricco d’azione, dal quale è veramente difficile staccarsi, una volta iniziata la lettura (vi dico solo che sono rimasta a leggere fino alle 3 della notte!!).
Le prove, sempre più brutali e terrificanti, si susseguono con un ritmo decisamente sostenuto, lasciando il lettore senza respiro. Il finale, invece, mi è sembrato forse un po’ troppo veloce: avrei preferito una descrizione solo un po' più dettagliata del Torneo finale.
“Tutto passava; ed era anche per questo che era così bello. Le cose si sarebbero fatte ancora difficili. Ma anche questo andava bene.
Il coraggio sta nell’andare avanti nonostante tutto.”
A parte questo, Panic è un bel romanzo, in cui l’autrice riesce ad intrecciare riccamente i numerosi colpi di scena, con le difficoltà e le esistenze dei protagonisti: la loro forza d’animo, il desiderio di una vita migliore, l’amicizia e la necessità di proteggere chi si ama sono gli ingredienti essenziali di questa bella storia di crescita e sopravvivenza, dove il vero coraggio sta nel non abbandonare mai la speranza.
June 8, 2021
Ho apprezzato tantissimo il romanzo per la sua originalità di contesto, un testo capace di unire un classico romanzo che parla di adolescenti dal punto di vista di amore, amicizia e problemi familiari in un’estate qualsiasi a una storia adrenalinica, un’avventura pericolosa ma affasciante, fatta di prove estreme fisicamente e mentalmente, a tratti troppo reale.
Perché questo è Panic, un gioco creato da adolescenti annoiati, una tradizione di un piccolo paese americano, Carp, in cui l’unico elemento di divertimento estivo è sfidare i propri limiti, superare le paure e cercare di vincere un grande bottino che possa cambiare definitivamente la propria vita!
Il romanzo è narrato attraverso un doppio pov, scandito a giornate. Heather e Dodge:lei è una giovane con troppe responsabilità alle spalle, la povera ragazza invisibile, che per una volta decide di mettersi in gioco e lo fa con grande coraggio; lui è il tipo timido ma calcolatore, in cerca di vendetta e l’unico modo per averla è vincere questo gioco. Accanto a loro ci saranno anche Nat, la migliore amica popolare che sogna di vincere e Bishop, il migliore amico troppo prudente per cui Heather ha una cotta.
Una vita di provincia che soffoca, i segreti che nascondono segreti, dei ragazzi che vogliono il brivido delle nuove opportunità
Libro davvero approvato ma vi confesso che per una volta credo che la serie tv sia ancora meglio: vi posso confermare che ci sono tante scene identiche, alcuni elementi sono simili ma modernizzati per renderli anche più adatti al target di adesso e i grandi cambiamenti a livello di trama sono state delle ottime scelte per rendere l’elemento di mistero più interessante e complesso, e soprattutto per creare una ship con i fiocchi (perché Ray e Heather in realtà non esiste nei libri).
Avrei preferito che alcune cose fossero meglio approfondite, sopratutto sul finale ma sono soddisfatta
Lo consiglio ai fan di Nerve!
Perché questo è Panic, un gioco creato da adolescenti annoiati, una tradizione di un piccolo paese americano, Carp, in cui l’unico elemento di divertimento estivo è sfidare i propri limiti, superare le paure e cercare di vincere un grande bottino che possa cambiare definitivamente la propria vita!
Il romanzo è narrato attraverso un doppio pov, scandito a giornate. Heather e Dodge:lei è una giovane con troppe responsabilità alle spalle, la povera ragazza invisibile, che per una volta decide di mettersi in gioco e lo fa con grande coraggio; lui è il tipo timido ma calcolatore, in cerca di vendetta e l’unico modo per averla è vincere questo gioco. Accanto a loro ci saranno anche Nat, la migliore amica popolare che sogna di vincere e Bishop, il migliore amico troppo prudente per cui Heather ha una cotta.
Una vita di provincia che soffoca, i segreti che nascondono segreti, dei ragazzi che vogliono il brivido delle nuove opportunità
Libro davvero approvato ma vi confesso che per una volta credo che la serie tv sia ancora meglio: vi posso confermare che ci sono tante scene identiche, alcuni elementi sono simili ma modernizzati per renderli anche più adatti al target di adesso e i grandi cambiamenti a livello di trama sono state delle ottime scelte per rendere l’elemento di mistero più interessante e complesso, e soprattutto per creare una ship con i fiocchi (perché Ray e Heather in realtà non esiste nei libri).
Avrei preferito che alcune cose fossero meglio approfondite, sopratutto sul finale ma sono soddisfatta
Lo consiglio ai fan di Nerve!
July 6, 2013
Ringrazio immensamente Safarà Editore e il suo ufficio stampa per avermi regalato la meravigliosa occasione di leggere questo libro in anteprima e di partecipare al Blog Tour in cambio della mia onesta opinione. Collaborare con voi è un piacere immenso.
Recensione anche sul mio blog:
http://pleaseanotherbook.tumblr.com/p...
“Panic” è uno di quei libri che voglio leggere dal giorno della loro uscita e poi per un motivo o per un altro abbandono al loro triste destino. Ci è voluta la traduzione di Safarà Editore per convincermi a prenderlo in mano. Grazie alla loro gentilezza non solo ho potuto leggerlo in anteprima, ma ho anche partecipato al fantastico blog tour promozionale. Come per tutti i libri di Lauren Oliver temevo un po’, tra l’altro ero convintissima che si trattasse di un distopico e invece mi sono ritrovata davanti un contemporary, che è riuscito a convincermi, con un senso di disperazione e di angosciante realismo, di una comunità che lotta per sopravvivere, con le unghie e con i denti e che perde i suoi figli migliori in un disfattismo di immane potenza.
Certi libri iniziano in sordina, raccontando una verità che si perde nei meandri della realtà, che emerge da un quadro lucido e consapevole di una società allo sbando. In pieni crisi economica, con un velo ammantato di pregiudizi e povertà, la Oliver costruisce una cittadina che non perdona, che risucchia e consuma i suoi abitanti lasciandoli in pasto alle loro paure. E se i personaggi che si rincorrono nella storia sono i protagonisti assoluti, il gioco, Panic, occupa un ruolo essenziale all’interno delle vicende.
Panic diviene l’espediente per scappare da una realtà angusta e definitiva, cosparsa di rimpianti e scarse possibilità. I giocatori si uniscono con sogni di gloria, la speranza della vincita e possibilmente un biglietto per sfuggire dal piattume di una vita in una cittadina piatta e senza prospettive. Gli abitanti di Carp sono dei fantasmi, delle controfigure che giocano a rimpiattino, cercano di scappare, ma non si rendono conto fino in fondo che non possono scappare dai loro problemi, che, in fondo, quello che li affligge rimarrà aggrappato al loro cuore per sempre.
Da un lato abbiamo Heather con una madre menefreghista, che affoga le sue pene nell’alcool e con una sorellina più piccola che cerca di proteggere con tutti i mezzi a sua disposizione. Con un corpo che non sente suo cerca di adattarsi ad una situazione che la rende instabile e che la preoccupa in maniera costante. Heather ha paura di rimanere sola, di rimanere bloccata in una realtà che non le appartiene, ancorata ad amicizie finite e distanti che si consumano, che scompaiono, che si lasciano andare in situazioni disperate. Tutti i rapporti sono problematici, tutti i rapporti nascondono segreti e insidie e Heather non è assolutamente pronta ad accettare di essere amata per quello che è. Panic è una sfida per sé stessa e per gli altri, per quella ragazzina spaventata che ha bisogno di essere amata. Al suo fianco troviamo Nat, la sua migliore amica, la ragazza fortunata, popolare, che indossa la maschera dell’estroversa e dell’abbordabile per non mostrarsi fragile e spaventata. Nonostante l’aria della sicura di sé, poi si perde nelle sue paure e nei suoi condizionamenti, in quella vita che la fagocita perché da lei pretende immensamente tanto, anche quando non riesce a dare niente. E Dodge, l’altro protagonista, cerca di andare oltre le apparenze, oltre il muro che Nat presenta al mondo. Dodge ha obiettivi concreti, un motivo pressante per partecipare a Panic ma non riesce a rendersi conto che quello che conta non è vincere, ma confrontarsi con i propri problemi, scendere a patti con sé stessi, con chi si nasconde nel proprio animo. Dodge è sempre stato isolato, cresciuto in una famiglia di vagabondi non ha mai conosciuto la stabilità emotiva e fisica per costruire qualcosa di duraturo. Per vivere si è sempre aggrappato alla sua famiglia, a quella sorella che per lui significa tutto. La sua intelligenza lo porta a capire più di quanto dovrebbe, ogni tassello lo conduce sempre più vicino, ma deve capire cosa vuole davvero, quali sono davvero i suoi obiettivi. Dall’altro lato c’è Bishop, il migliore amico di Heather e Nat, il fedele compagno di mille avventure, divertenti ed emozionanti. Istintivo e incredibilmente protettivo, Bishop non si tira mai indietro anche quando sembrerebbe impossibile salvarsi.
La Oliver è riuscita a creare una storia avvincente e incredibilmente veloce, con un ritmo sostenuto, che tiene con il fiato sospeso per tutto il tempo. L’ansia, il terrore, l’esultanza per una prova di coraggio che diventa sempre più pericolosa, dove il rischio diventa sinonimo di spericolatezza, dove tutto si consuma in sere frenetiche e sentimenti potenti. Un’estate che diventa un’eternità a contatto con la piccolezza del microcosmo di Carp. Le descrizioni stringatissime, segno distintivo della Oliver che non si perde mai in dettagli inutili, concorrono a creare una cittadina che potrebbe essere una qualunque, che ha un nome solo per connotarla in un panorama, quello americano, dove ricchezza e povertà vanno a braccetto perdendosi di vista.
Il particolare da non dimenticare? Un lucchetto…
Un contemporary young adult che coniuga speranze e paure, amore e amicizia, rischio e audacia, in una storia che parla di ragazzi al limite, che si perdono nei meandri di una cittadina che sembra non offrire nulla, e che cercano di sopravvivere come possono. Una storia di scoperta e crescita, che scivola, rimanendo a lungo nella mente, una scossa elettrica che si alimenta del panico dei protagonisti.
Buona lettura guys!
Recensione anche sul mio blog:
http://pleaseanotherbook.tumblr.com/p...
“Panic” è uno di quei libri che voglio leggere dal giorno della loro uscita e poi per un motivo o per un altro abbandono al loro triste destino. Ci è voluta la traduzione di Safarà Editore per convincermi a prenderlo in mano. Grazie alla loro gentilezza non solo ho potuto leggerlo in anteprima, ma ho anche partecipato al fantastico blog tour promozionale. Come per tutti i libri di Lauren Oliver temevo un po’, tra l’altro ero convintissima che si trattasse di un distopico e invece mi sono ritrovata davanti un contemporary, che è riuscito a convincermi, con un senso di disperazione e di angosciante realismo, di una comunità che lotta per sopravvivere, con le unghie e con i denti e che perde i suoi figli migliori in un disfattismo di immane potenza.
Certi libri iniziano in sordina, raccontando una verità che si perde nei meandri della realtà, che emerge da un quadro lucido e consapevole di una società allo sbando. In pieni crisi economica, con un velo ammantato di pregiudizi e povertà, la Oliver costruisce una cittadina che non perdona, che risucchia e consuma i suoi abitanti lasciandoli in pasto alle loro paure. E se i personaggi che si rincorrono nella storia sono i protagonisti assoluti, il gioco, Panic, occupa un ruolo essenziale all’interno delle vicende.
Panic diviene l’espediente per scappare da una realtà angusta e definitiva, cosparsa di rimpianti e scarse possibilità. I giocatori si uniscono con sogni di gloria, la speranza della vincita e possibilmente un biglietto per sfuggire dal piattume di una vita in una cittadina piatta e senza prospettive. Gli abitanti di Carp sono dei fantasmi, delle controfigure che giocano a rimpiattino, cercano di scappare, ma non si rendono conto fino in fondo che non possono scappare dai loro problemi, che, in fondo, quello che li affligge rimarrà aggrappato al loro cuore per sempre.
Da un lato abbiamo Heather con una madre menefreghista, che affoga le sue pene nell’alcool e con una sorellina più piccola che cerca di proteggere con tutti i mezzi a sua disposizione. Con un corpo che non sente suo cerca di adattarsi ad una situazione che la rende instabile e che la preoccupa in maniera costante. Heather ha paura di rimanere sola, di rimanere bloccata in una realtà che non le appartiene, ancorata ad amicizie finite e distanti che si consumano, che scompaiono, che si lasciano andare in situazioni disperate. Tutti i rapporti sono problematici, tutti i rapporti nascondono segreti e insidie e Heather non è assolutamente pronta ad accettare di essere amata per quello che è. Panic è una sfida per sé stessa e per gli altri, per quella ragazzina spaventata che ha bisogno di essere amata. Al suo fianco troviamo Nat, la sua migliore amica, la ragazza fortunata, popolare, che indossa la maschera dell’estroversa e dell’abbordabile per non mostrarsi fragile e spaventata. Nonostante l’aria della sicura di sé, poi si perde nelle sue paure e nei suoi condizionamenti, in quella vita che la fagocita perché da lei pretende immensamente tanto, anche quando non riesce a dare niente. E Dodge, l’altro protagonista, cerca di andare oltre le apparenze, oltre il muro che Nat presenta al mondo. Dodge ha obiettivi concreti, un motivo pressante per partecipare a Panic ma non riesce a rendersi conto che quello che conta non è vincere, ma confrontarsi con i propri problemi, scendere a patti con sé stessi, con chi si nasconde nel proprio animo. Dodge è sempre stato isolato, cresciuto in una famiglia di vagabondi non ha mai conosciuto la stabilità emotiva e fisica per costruire qualcosa di duraturo. Per vivere si è sempre aggrappato alla sua famiglia, a quella sorella che per lui significa tutto. La sua intelligenza lo porta a capire più di quanto dovrebbe, ogni tassello lo conduce sempre più vicino, ma deve capire cosa vuole davvero, quali sono davvero i suoi obiettivi. Dall’altro lato c’è Bishop, il migliore amico di Heather e Nat, il fedele compagno di mille avventure, divertenti ed emozionanti. Istintivo e incredibilmente protettivo, Bishop non si tira mai indietro anche quando sembrerebbe impossibile salvarsi.
La Oliver è riuscita a creare una storia avvincente e incredibilmente veloce, con un ritmo sostenuto, che tiene con il fiato sospeso per tutto il tempo. L’ansia, il terrore, l’esultanza per una prova di coraggio che diventa sempre più pericolosa, dove il rischio diventa sinonimo di spericolatezza, dove tutto si consuma in sere frenetiche e sentimenti potenti. Un’estate che diventa un’eternità a contatto con la piccolezza del microcosmo di Carp. Le descrizioni stringatissime, segno distintivo della Oliver che non si perde mai in dettagli inutili, concorrono a creare una cittadina che potrebbe essere una qualunque, che ha un nome solo per connotarla in un panorama, quello americano, dove ricchezza e povertà vanno a braccetto perdendosi di vista.
Il particolare da non dimenticare? Un lucchetto…
Un contemporary young adult che coniuga speranze e paure, amore e amicizia, rischio e audacia, in una storia che parla di ragazzi al limite, che si perdono nei meandri di una cittadina che sembra non offrire nulla, e che cercano di sopravvivere come possono. Una storia di scoperta e crescita, che scivola, rimanendo a lungo nella mente, una scossa elettrica che si alimenta del panico dei protagonisti.
Buona lettura guys!
Read
March 17, 2013Come molti, ho deciso di leggere Panic per il semplice motivo che era un romanzo di Lauren Oliver. La Oliver di E finalmente ti dirò addio e della trilogia Delirium, tutti libri che ho amato incondizionatamente e che occupano un posto speciale nel mio cuore.
Avevo deciso di leggere Panic ancor prima che avesse un titolo e una cover, ancor prima che arrivasse la trama e con essa le prime critiche e paragoni ad altre serie.
L'ho iniziato sapendo poco e niente sulla storia, con l'unica certezza che sarebbe stato senza dubbio un buon libro, e l'ho finito ancora una volta stupita dalla straordinaria scrittura della Oliver, dalla sua capacità di creare storie cosi diverse tra loro ma che riescono sempre a coinvolgerti e a conquistarti.
Non nascondo di esser rimasta abbastanza sorpresa quando, leggendo i vari pareri su Goodreads, ho scoperto che sono poche le persone a cui Panic è davvero piaciuto. Come ho detto questo libro è estremamente diverso da tutti i libri precedenti della Oliver. E' tutto completamente diverso. Ed è forse ciò che ha deluso maggiormente gli altri lettori.
Molti si aspettavano un distopico, molti uno sci-fi, altri un semplice young adult. Molti si aspettavano una storia piena di azione e romance al pari di Delirium, altri qualcosa di più simile a Before I Fall.
Panic non è niente di questo. Innanzitutto è un libro contemporaneo, il distopico non c'entra assolutamente niente, (e a questo proposito ci tengo a precisare che i vari paragoni fatti con Hunger Games sono tutti campati in aria), ma oltre a questo farlo ricadere in una categoria precisa mi sembra praticamente impossibile.
Pensava che tutto ciò che avessi bisogno di fare-che tutti loro avessero bisogno di fare-era andarsene. Ma forse i tuoi demoni ti seguono ovunque, proprio come un'ombra.
Panic è un gioco, un evento organizzato ogni estate da anni nella sonnolenta cittadina di Carp, al quale possono partecipare solo gli studenti appena diplomati.
Nessuno sa chi ha inventato Panic, né quando è iniziato, né chi sia dietro all'intero gioco, ma ogni estate ci sono decine di partecipanti decisi a vincere, pronti a tutto pur di arrivare ai 67,000 dollari di premio.
Le regole sono semplici. Tutti possono partecipare. Uno solo vince.
Il giorno dopo il diploma c'è L'Opening Jump, e il gioco continua per tutta l'estate. Dopo la sfida finale il vincitore si aggiudica il premio.
Sono tanti i motivi per entrare nel gioco. C'è che chi vuole lasciare Carp, andarsene dalla cittadina in cui non succede mai niente e in cui tutti conoscono tutti. C'è chi vuole frequentare il college, chi vuole aiutare la famiglia, chi vuole realizzare i suoi sogni. E poi c'è chi gioca per vendetta.
Dodge vuole vendicare sua sorella Dayna, che ha perso l'uso delle gambe partecipando a Panic. Ora che il fratello minore del ragazzo che ha fatto questo a Dayna giocherà, per Dodge si presenta la perfetta occasione di vendetta.
Heather inizia a giocare senza nessun buon motivo. Dopo la rottura col suo ragazzo, partecipa all'Opening Jump, per provare che non è cosi fragile come tutti pensano, per dimostrare che è molto più che "la ragazza di Matt". Ma presto Panic diventa molto più che un semplice diversivo per evitare di pensare a Matt, e Heather continua a giocare per sua sorella Lily, per darle più possibilità di quante lei ne abbia mai avute, per darle una vita migliore di quella che si ritrovano a vivere ora, da sole con una madre alcolizzata e irresponsabile.
Quando ami qualcuno, quando ti importa di qualcuno, lo fai con il buono e il cattivo. Non solo quando sei felice ed è semplice.
Tra Dodge e Heather non c'è nessuna storia d'amore, nonostante la trama possa indurre a pensarlo. In realtà il romance occupa una parte davvero minima del libro, che si concentra quasi completamente su Panic, e sugli effetti che giocare ha nelle vite di ogni personaggio.
Heather è un personaggio molto..ordinario. Non ha niente di speciale, e forse è ciò che paradossalmente l'ha resa diversa dagli altri personaggi. Nel corso del libro cresce tantissimo e diventa molto più forte di quanto avrebbe mai immaginato, e anche se commette tanti sbagli ed errori, alla fine del romanzo cerca di sistemare le cose e di dare un futuro migliore a sua sorella Lily.
Dodge è un personaggio abbastanza difficile da comprendere. Inizialmente non mi piaceva molto e non capivo molte delle sue scelte, ma mano a mano che la storia proseguiva ho cominciato ad apprezzarlo.
Panic: Wer Angst hat, ist raus!Nat e Bishop, i migliori amici di Heather, sono due p diversi tra loro. Nat gioca per realizzare il suo sogno, diventare una modella, ed è disposta a tutto pur di arrivarci, anche manipolare e ingannare le persone che la amano.
Bishop ha sempre odiato Panic e non vuole avere niente a che fare con il gioco, ma quando Heather partecipa ne è inevitabilmente coinvolto, e farà di tutto pur di proteggerla.
Questo era la vera paura-che non potrai mai conoscere gli altri, mai completamente. Che sarai sempre cieco e potrai solo tirare a indovinare.
Capisco perché a molti Panic non è piaciuto. E' un libro dai toni molto più dark rispetto agli altri libri della Oliver, lo sviluppo della storia è molto lento, e il romance è praticamente esistente. Ma io l'ho adorato.
Panic non è tanto un libro sul coraggio di accettare le sfide e vincere, ma più sulla disperazione con la quale ci si aggrappa alla vittoria, su quanto lontano sei disposto ad andare per raggiungere ciò che vuoi e proteggere le persone che ami, nonostante le conseguenze che le tue scelte avranno sugli altri.
Assolutamente da leggere.
Sapeva, adesso, che c'era sempre la luce-dopo il buio, dopo la paura, fuori dalle profondità; c'era il sole, e aria e spazio e libertà.
Avevo deciso di leggere Panic ancor prima che avesse un titolo e una cover, ancor prima che arrivasse la trama e con essa le prime critiche e paragoni ad altre serie.
L'ho iniziato sapendo poco e niente sulla storia, con l'unica certezza che sarebbe stato senza dubbio un buon libro, e l'ho finito ancora una volta stupita dalla straordinaria scrittura della Oliver, dalla sua capacità di creare storie cosi diverse tra loro ma che riescono sempre a coinvolgerti e a conquistarti.
Non nascondo di esser rimasta abbastanza sorpresa quando, leggendo i vari pareri su Goodreads, ho scoperto che sono poche le persone a cui Panic è davvero piaciuto. Come ho detto questo libro è estremamente diverso da tutti i libri precedenti della Oliver. E' tutto completamente diverso. Ed è forse ciò che ha deluso maggiormente gli altri lettori.
Molti si aspettavano un distopico, molti uno sci-fi, altri un semplice young adult. Molti si aspettavano una storia piena di azione e romance al pari di Delirium, altri qualcosa di più simile a Before I Fall.
Panic non è niente di questo. Innanzitutto è un libro contemporaneo, il distopico non c'entra assolutamente niente, (e a questo proposito ci tengo a precisare che i vari paragoni fatti con Hunger Games sono tutti campati in aria), ma oltre a questo farlo ricadere in una categoria precisa mi sembra praticamente impossibile.
Pensava che tutto ciò che avessi bisogno di fare-che tutti loro avessero bisogno di fare-era andarsene. Ma forse i tuoi demoni ti seguono ovunque, proprio come un'ombra.
Panic è un gioco, un evento organizzato ogni estate da anni nella sonnolenta cittadina di Carp, al quale possono partecipare solo gli studenti appena diplomati.
Nessuno sa chi ha inventato Panic, né quando è iniziato, né chi sia dietro all'intero gioco, ma ogni estate ci sono decine di partecipanti decisi a vincere, pronti a tutto pur di arrivare ai 67,000 dollari di premio.
Le regole sono semplici. Tutti possono partecipare. Uno solo vince.
Il giorno dopo il diploma c'è L'Opening Jump, e il gioco continua per tutta l'estate. Dopo la sfida finale il vincitore si aggiudica il premio.
Sono tanti i motivi per entrare nel gioco. C'è che chi vuole lasciare Carp, andarsene dalla cittadina in cui non succede mai niente e in cui tutti conoscono tutti. C'è chi vuole frequentare il college, chi vuole aiutare la famiglia, chi vuole realizzare i suoi sogni. E poi c'è chi gioca per vendetta.
Dodge vuole vendicare sua sorella Dayna, che ha perso l'uso delle gambe partecipando a Panic. Ora che il fratello minore del ragazzo che ha fatto questo a Dayna giocherà, per Dodge si presenta la perfetta occasione di vendetta.
Heather inizia a giocare senza nessun buon motivo. Dopo la rottura col suo ragazzo, partecipa all'Opening Jump, per provare che non è cosi fragile come tutti pensano, per dimostrare che è molto più che "la ragazza di Matt". Ma presto Panic diventa molto più che un semplice diversivo per evitare di pensare a Matt, e Heather continua a giocare per sua sorella Lily, per darle più possibilità di quante lei ne abbia mai avute, per darle una vita migliore di quella che si ritrovano a vivere ora, da sole con una madre alcolizzata e irresponsabile.
Quando ami qualcuno, quando ti importa di qualcuno, lo fai con il buono e il cattivo. Non solo quando sei felice ed è semplice.
Tra Dodge e Heather non c'è nessuna storia d'amore, nonostante la trama possa indurre a pensarlo. In realtà il romance occupa una parte davvero minima del libro, che si concentra quasi completamente su Panic, e sugli effetti che giocare ha nelle vite di ogni personaggio.
Heather è un personaggio molto..ordinario. Non ha niente di speciale, e forse è ciò che paradossalmente l'ha resa diversa dagli altri personaggi. Nel corso del libro cresce tantissimo e diventa molto più forte di quanto avrebbe mai immaginato, e anche se commette tanti sbagli ed errori, alla fine del romanzo cerca di sistemare le cose e di dare un futuro migliore a sua sorella Lily.
Dodge è un personaggio abbastanza difficile da comprendere. Inizialmente non mi piaceva molto e non capivo molte delle sue scelte, ma mano a mano che la storia proseguiva ho cominciato ad apprezzarlo.
Panic: Wer Angst hat, ist raus!Nat e Bishop, i migliori amici di Heather, sono due p diversi tra loro. Nat gioca per realizzare il suo sogno, diventare una modella, ed è disposta a tutto pur di arrivarci, anche manipolare e ingannare le persone che la amano.
Bishop ha sempre odiato Panic e non vuole avere niente a che fare con il gioco, ma quando Heather partecipa ne è inevitabilmente coinvolto, e farà di tutto pur di proteggerla.
Questo era la vera paura-che non potrai mai conoscere gli altri, mai completamente. Che sarai sempre cieco e potrai solo tirare a indovinare.
Capisco perché a molti Panic non è piaciuto. E' un libro dai toni molto più dark rispetto agli altri libri della Oliver, lo sviluppo della storia è molto lento, e il romance è praticamente esistente. Ma io l'ho adorato.
Panic non è tanto un libro sul coraggio di accettare le sfide e vincere, ma più sulla disperazione con la quale ci si aggrappa alla vittoria, su quanto lontano sei disposto ad andare per raggiungere ciò che vuoi e proteggere le persone che ami, nonostante le conseguenze che le tue scelte avranno sugli altri.
Assolutamente da leggere.
Sapeva, adesso, che c'era sempre la luce-dopo il buio, dopo la paura, fuori dalle profondità; c'era il sole, e aria e spazio e libertà.
February 20, 2020
Panic è un gioco (molto pericoloso) che coinvolge i ragazzi dell’ultimo anno di liceo durante l’estate. Tutto inizia con un salto dalla scogliera, ma per alcuni può finire in tragedia. In palio ci sono un bel po’ di soldi che, ai ragazzi di un paesino come Carp, che ha ben poco da offrire, fanno molta gola. Soprattutto a Heather, Dodge, Nat e Bishop che, ognuno per motivazioni diverse, ambiscono alla vittoria.
In questo romanzo molto avvincente, si parla di amicizia, amore, relazioni familiari complicate, il tutto condito dalla classica insicurezza che è insita nell’adolescenza.
La lettura del romanzo scorre veloce, i dialoghi sono convincenti ma… per quanto io abbia apprezzato la storia, ho previsto ogni scelta dell’autrice e questo non è un bene, almeno per me.
Mi è mancato l’effetto WOW. Tutto era prevedibile agli occhi della mia mente. E questo dettaglio ha un po’ smorzato l’entusiasmo verso la lettura. Inoltre, ho trovato il tutto un po’ troppo “ammortizzato”. Insomma, certe azioni, certe circostanze, andrebbero esposte in maniera più dura per farne trasparire la gravità (soprattutto se si tratta di uno YA). Se io mi mettessi nei panni di un lettore adolescente, leggendo ciò che fanno questi ragazzi, sarei quasi portata a dire “Ok, hanno rischiato, ma è andato tutto bene, se la sono cavata facilmente” e questo secondo me non è un bene.
Se decidi di infilare certe situazioni in uno YA, le devi comunque descrivere con tutti i crismi. Non si deve indorare la pillola, mai. Ovviamente questo è un parere personale, forse anche dovuto al fatto che sono mamma 😛
In definitiva è un buon romanzo che consiglio. Magari non ai più giovani, sia mai che prendano spunto per fare certe scemenze!
In questo romanzo molto avvincente, si parla di amicizia, amore, relazioni familiari complicate, il tutto condito dalla classica insicurezza che è insita nell’adolescenza.
La lettura del romanzo scorre veloce, i dialoghi sono convincenti ma… per quanto io abbia apprezzato la storia, ho previsto ogni scelta dell’autrice e questo non è un bene, almeno per me.
Mi è mancato l’effetto WOW. Tutto era prevedibile agli occhi della mia mente. E questo dettaglio ha un po’ smorzato l’entusiasmo verso la lettura. Inoltre, ho trovato il tutto un po’ troppo “ammortizzato”. Insomma, certe azioni, certe circostanze, andrebbero esposte in maniera più dura per farne trasparire la gravità (soprattutto se si tratta di uno YA). Se io mi mettessi nei panni di un lettore adolescente, leggendo ciò che fanno questi ragazzi, sarei quasi portata a dire “Ok, hanno rischiato, ma è andato tutto bene, se la sono cavata facilmente” e questo secondo me non è un bene.
Se decidi di infilare certe situazioni in uno YA, le devi comunque descrivere con tutti i crismi. Non si deve indorare la pillola, mai. Ovviamente questo è un parere personale, forse anche dovuto al fatto che sono mamma 😛
In definitiva è un buon romanzo che consiglio. Magari non ai più giovani, sia mai che prendano spunto per fare certe scemenze!
December 7, 2015
Quando ho iniziato Panic ero piena di aspettative: d'altronde "Ragazze che scompaiono", della stessa autrice, mi era piaciuto davvero molto. Devo ammettere che Panic è molto diverso, più adulto di Ragazze che scompaiono, sia per i temi trattati sia, in generale, per il linguaggio utilizzato e il tipo di narrazione. Questo l'ho apprezzato molto. Il libro mi è piaciuto, è stata una lettura piacevole e interessante, anche se purtroppo non posso dire di più. Mi aspettavo qualcosa in più da Panic: ho trovato che il contesto del gioco/della gara, fosse descritto in modo davvero cruento, solo il fatto che è capitato che dei ragazzi morissero durante questo gioco mi ha fatto immaginare davvero un'atmosfera di vero panico per i concorrenti. Secondo me, però, questa atmosfera di terrore che l'autrice ha voluto creare parlando del gioco è completamente scemata quando si è trattato di descrivere le storyline dei vari personaggi. Per farvi un esempio: una dei nostri protagonisti, Heather, sembrava più sconvolta del fatto che il suo migliore amico/ragazzo per cui ha una cotta, avesse una ragazza che del fatto che stesse partecipando ad un gioco, completamente fuori controllo e contro la legge, in cui spesso accade che dei ragazzi muoiano. Ecco: questo ha reso poco credibile il gioco per tutto il romanzo. Lo ripeto, non mi è dispiaciuto, ma secondo me, molte cose potevano essere gestite meglio. Anche molti turning point del romanzo, molte scoperte che avrebbero dovuto sconvolgere la trama, erano facilmente prevedibili, a mio avviso, e quelle che non erano prevedibili, erano solo "tutto fumo e niente arrosto". Non voglio farvi spoiler quindi non vi dirò esattamente di cosa si tratta, ma vi rivelo solo che il libro mi sarebbe piaciuto di più se avesse avuto un finale diverso, se non fosse stato dato il contentino al lettore dell'happily ever after.
November 22, 2015
Non avrei mai pensato di dirlo, ma un libro di Lauren Oliver non raggiunge la sufficienza.
L'ho trovato abbastanza non sense. Allora, ci sono questi ragazzi che , terminato, l'ultimo anno di liceo partecipano a Panic, reality-show home made molto pericoloso perchè ci sono in palio molti soldi e molte persone vogliono andare via dalla minuscola cittadina degradata.
Il punto è che nessuna cifra di denaro vale il rischio che i partecipanti corrono ogni volta. Sono prove pericolose, crudeli, idiote. La protagonista , Heather, partecipa in seguito ad una delusione amorosa ed in seguito per problemi a casa. Ma sei scema? Posso capire i problemi, ma per una rottura? Cosa devi dimostrare? L'amica Nat non è meglio, ha paura di tutto ed è egoista, un pò manipolatrice e farebbe tutto per il premio anche se a casa sua non manca nulla. Diggin è l'unico che abbia senso. Ha un sacco di casini e conti in sospeso. Ci sta che partecipi, anche se questo reality lo ritengo stupido (anche nella realtà, che non guardo facendo "l'ignoranta di paese" , ma dalla Oliver mi aspettavo di meglio) perchè almeno ha seri motivi per farlo.
Si salva del romanzo la scrittura veloce ed ipnotizzante della scrittrice, unica nota di merito del romanzo.
Anche il finale non mi è piaciuto. Rapido ed indefinito , come se ci fosse fretta di chiudere i conti. Siamo ben lontani da Delirium e "Before I Fall".
L'ho trovato abbastanza non sense. Allora, ci sono questi ragazzi che , terminato, l'ultimo anno di liceo partecipano a Panic, reality-show home made molto pericoloso perchè ci sono in palio molti soldi e molte persone vogliono andare via dalla minuscola cittadina degradata.
Il punto è che nessuna cifra di denaro vale il rischio che i partecipanti corrono ogni volta. Sono prove pericolose, crudeli, idiote. La protagonista , Heather, partecipa in seguito ad una delusione amorosa ed in seguito per problemi a casa. Ma sei scema? Posso capire i problemi, ma per una rottura? Cosa devi dimostrare? L'amica Nat non è meglio, ha paura di tutto ed è egoista, un pò manipolatrice e farebbe tutto per il premio anche se a casa sua non manca nulla. Diggin è l'unico che abbia senso. Ha un sacco di casini e conti in sospeso. Ci sta che partecipi, anche se questo reality lo ritengo stupido (anche nella realtà, che non guardo facendo "l'ignoranta di paese" , ma dalla Oliver mi aspettavo di meglio) perchè almeno ha seri motivi per farlo.
Si salva del romanzo la scrittura veloce ed ipnotizzante della scrittrice, unica nota di merito del romanzo.
Anche il finale non mi è piaciuto. Rapido ed indefinito , come se ci fosse fretta di chiudere i conti. Siamo ben lontani da Delirium e "Before I Fall".
March 22, 2017
Hunger Games, ma nel Bronx. Bellissimo libro ma il finale è come se fosse stato scritto in 5 minuti.
July 4, 2019
Vote 3.5
Ammetto di essermi completamente dimenticata di questo volume, ma complice l'annuncio di Amazon di farlo diventare una serie, mi è tornato in mente e ho deciso di dargli una possibilità, nonostante non mi ricordassi granché della trama e del motivo per cui 4 anni fa l'avevo messo in tbr.
Comunque, alla fine, a maggio è arrivato il suo momento e posso dire di essere rimasta un po' spiazzata dal tutto.
La storia è ambientata a Carp, cittadina della periferia americana, in cui la crisi economica si è fatta sentire e in cui da anni, ogni studente della high school versa una quota obbligatoria per la realizzazione in estate di Panic, questo gioco di prove di coraggio (o stupidità) in cui solo uno alla fine vince e si porta il bel gruzzoletto a casa. Le regole di Panic sono semplici: possono partecipare solo gli studenti che si sono appena diplomati, le prove sono ideate dai giudici che restano anonimi per tutta la durata del gioco e soprattutto nessuno può parlare a nessuno di Panic, bisogna negare la sua esistenza (stile fight club).
Protagonisti della vicenda sono due persone principalmente, ovvero Heather e Doge che ognuno per un motivo diverso ha preso parte all'iniziazione del gioco, ovvero il salto dalla scogliera.
Due persone diverse, ognuna con il suo passato/presente sofferto e con la voglia di vincere il gioco per motivi completamente diversi. Insieme a loro ci sono Nat, la migliore amica di Heather e cotta segreta da sempre di Dodge, e Bishop, colui che sembra essere l'unico sano di testa e che non vuole alla gara. Una storia che fra drammi adolescenziali, problematiche importanti quali alcolismo, malattie, abbandono, creano un mix di alti e bassi nella storia.
Purtroppo molti aspetti del romanzo non mi hanno granché convinto, in primis i due protagonisti principali: da una parte capisco perché entrambi hanno deciso di partecipare e continuare questo folle "gioco estivo", ma dall'altra spesso mi sono trovata infastidita dai loro comportamenti. Dodge spesso lo trovo al limite del bravo ragazzo e certe sue decisioni non comprendo come possano essere perdonate così facilmente. Heather invece è precipitosa, non riesce a vedere al di là del suo naso, nonostante alcune cose siano davvero ovvie (purtroppo!).
Nonostante il rapporto altalenante con i due ragazzi e alcuni fatti purtroppo prevedibili, non mi sento di bocciare completamente la lettura perché in alcuni frangenti mi ha appassionata, tenuta incollata alle pagine e creato quella suspance che era perfetta.
Lo stile della Oliver è quello a cui si è abituati quando si leggono i suoi romanzi: scorrevole, non noioso, descrittivo il giusto.
Un romanzo da cui mi aspettavo certamente di più, o almeno mi aspettavo più colpi di scena e azione, che purtroppo è spesso mancata.
Ammetto di essermi completamente dimenticata di questo volume, ma complice l'annuncio di Amazon di farlo diventare una serie, mi è tornato in mente e ho deciso di dargli una possibilità, nonostante non mi ricordassi granché della trama e del motivo per cui 4 anni fa l'avevo messo in tbr.
Comunque, alla fine, a maggio è arrivato il suo momento e posso dire di essere rimasta un po' spiazzata dal tutto.
La storia è ambientata a Carp, cittadina della periferia americana, in cui la crisi economica si è fatta sentire e in cui da anni, ogni studente della high school versa una quota obbligatoria per la realizzazione in estate di Panic, questo gioco di prove di coraggio (o stupidità) in cui solo uno alla fine vince e si porta il bel gruzzoletto a casa. Le regole di Panic sono semplici: possono partecipare solo gli studenti che si sono appena diplomati, le prove sono ideate dai giudici che restano anonimi per tutta la durata del gioco e soprattutto nessuno può parlare a nessuno di Panic, bisogna negare la sua esistenza (stile fight club).
Protagonisti della vicenda sono due persone principalmente, ovvero Heather e Doge che ognuno per un motivo diverso ha preso parte all'iniziazione del gioco, ovvero il salto dalla scogliera.
Due persone diverse, ognuna con il suo passato/presente sofferto e con la voglia di vincere il gioco per motivi completamente diversi. Insieme a loro ci sono Nat, la migliore amica di Heather e cotta segreta da sempre di Dodge, e Bishop, colui che sembra essere l'unico sano di testa e che non vuole alla gara. Una storia che fra drammi adolescenziali, problematiche importanti quali alcolismo, malattie, abbandono, creano un mix di alti e bassi nella storia.
Purtroppo molti aspetti del romanzo non mi hanno granché convinto, in primis i due protagonisti principali: da una parte capisco perché entrambi hanno deciso di partecipare e continuare questo folle "gioco estivo", ma dall'altra spesso mi sono trovata infastidita dai loro comportamenti. Dodge spesso lo trovo al limite del bravo ragazzo e certe sue decisioni non comprendo come possano essere perdonate così facilmente. Heather invece è precipitosa, non riesce a vedere al di là del suo naso, nonostante alcune cose siano davvero ovvie (purtroppo!).
Nonostante il rapporto altalenante con i due ragazzi e alcuni fatti purtroppo prevedibili, non mi sento di bocciare completamente la lettura perché in alcuni frangenti mi ha appassionata, tenuta incollata alle pagine e creato quella suspance che era perfetta.
Lo stile della Oliver è quello a cui si è abituati quando si leggono i suoi romanzi: scorrevole, non noioso, descrittivo il giusto.
Un romanzo da cui mi aspettavo certamente di più, o almeno mi aspettavo più colpi di scena e azione, che purtroppo è spesso mancata.
January 24, 2021
La protagonista e i personaggi sono insopportabili! Troviamo una protagonista con la forza vitale di un Lemmings che decide di partecipare a un gioco mortale per soldi? Fama? Gloria? No per la disperazione di aver visto il fidanzato o meglio EX fidanzato limonarsi allegramente un'altra ragazza, invece di andare a tirargli un cazzotto o scappare lei si butta da una scogliera... ma che davvero?! Già solo questo dovrebbe farvi capire il simpatico no sense della storia che si rivela piatta e monotona la trama è lenta e il finale GOD! Dire che è di pessimo gusto e diseducativo è un eufemismo, cioè sul serio facciamo passare che i criminali sono simpatici e anche se provocano la morte di persone possono girare e cazzeggiare tanto il romanzo era andato già in vacca da secoli! Sul serio... una delusione grandissima, mi aspettavo molto di più
This entire review has been hidden because of spoilers.
June 21, 2021
Molto interessante, non vedo l'ora di vedere la serie tv
July 23, 2021
Libro carino ma non c’è paragone con la serie
September 12, 2021
Un po' meno di 3. Una grande occasione sprecata.
August 24, 2024
Bello ma onestamente uno dei pochi casi in cui la serie è più bella del film! Ancora aspetto il sequel 🥹
August 9, 2024
Carino. Uno dei rari casi in cui la serie tv è meglio del libro.
August 6, 2021
Panic è il primo libro di Lauren Oliver che leggo,e devo dire che ne sono rimasta estasiata!
Il libro è uno YA e viene raccontato su più giornate diverse e con due POV: Heather e Dodge.
Entrambi partecipano al gioco dell’estate: Panic. Un gioco pericoloso, che spinge a superare le paure più recondite, anche a costo di sfidare la morte. Heather e Dodge partecipano per due motivi differenti, eppure si troveranno nella stessa squadra. Panic è un libro adrenalinico, pieno di colpi di scena e di momenti 😦😦😦. Non manca la componente romance, anche se non viene trattata bene come pensavo.
Anche non avendo visto la serie tv, mi viene da dire che sarebbe perfetto sul grande schermo.
Chissà!
Il libro è uno YA e viene raccontato su più giornate diverse e con due POV: Heather e Dodge.
Entrambi partecipano al gioco dell’estate: Panic. Un gioco pericoloso, che spinge a superare le paure più recondite, anche a costo di sfidare la morte. Heather e Dodge partecipano per due motivi differenti, eppure si troveranno nella stessa squadra. Panic è un libro adrenalinico, pieno di colpi di scena e di momenti 😦😦😦. Non manca la componente romance, anche se non viene trattata bene come pensavo.
Anche non avendo visto la serie tv, mi viene da dire che sarebbe perfetto sul grande schermo.
Chissà!
May 1, 2026
Mi piace vincere facile? Sì! Infatti ho deciso di iniziare la lettura di questo libro, dopo aver visto la serie su prime che mi aveva oggettivamente conquistata.
Nonostante le differenze tra libro e messa in scena televisiva, che in alcuni momenti, non vi nego, mi hanno lasciata sorpresa, anche il cartaceo ha avuto la capacità di rapirmi e di farmi interessare sempre di più alle dinamiche della storia, nonostante io le conoscessi già!
Sicuramente ad agevolare questa mia curiosità, è stato lo stile di scrittura semplice, ma incalzante, specialmente nei momenti in cui è l'azione a fare da forza motrice della storia.
Ho molto apprezzato inoltre, la presenza del doppio punto di vista (p.o.v.), quello di Heather e di Dodge. Quello della prima, me lo potevo immaginare avendo visto la serie, quello del secondo mi ha lasciata inizialmente sorpresa, ma poi mi ha trascinata, perché è uno dei personaggi più interessanti ed intriganti presenti all'interno della storia.
Inoltre, è in netta contrapposizione con il personaggio di Heather, decisamente molto più semplice e meno complessi.
Dodge, è un personaggio che combatte costantemente con il bisogno di riscattarsi ed il bisogno di vendicarsi. Il primo non sempre riguardante la sua persona, spesso in realtà, come il secondo, si proietta sulla sorella.
Dodge è un personaggio di una dualità indifferente, sa essere dolce ed amorevole, ma allo stesso tempo riesce ad essere malizioso, ma soprattutto stratega.
Personalmente parlando, io ho adorato questa sua caratteristica, anche perché è bilanciato benissimo ed a tratti ti fa quasi paura. D'altronde chi non è un po' affascinato dal pericolo?
In questo libro, infatti, TUTTI lo sono. Per quanto alle volte vogliano far finta che non sia così.
Loro, forse anche data la loro giovane età, lo bramano.
Heather, per quanto durante la lettura ci ho fatto lite (molto più che con Dodge), mi è piaciuta.
E' quel tipo di persona che ancora non sa bene cosa vuole dalla vita, dal suo futuro, ma in primis da se stessa. Ha solo una certezza: il posto in cui vive, NON è il suo posto.
Il suo percorso di crescita, però, ti fa fare il tifo per lei. Specialmente perché vediamo una giovane adulta che, finalmente, decide di staccarsi da quello che la privava di vivere e di riprendersi la sua vita. Questo, comprende anche scoprire CHI lei è finalmente.
Diventa una persona nuova.
Se devo dirvela in maniera "spicciola", è l'emblema della transizione tra adolescenza e fase "adulta". Forse a tratti rapida, ma d'altro canto per la realtà che vive questa ragazza e per le sfide che si trova ad affrontare, penso che non potesse essere gestita in altra maniera.
Il contesto del libro, poi, l'ho amato.
La costruzione delle sfide, il modo con cui queste giocano in maniera diversa in base al personaggio ed in base a qual è il vissuto di ognuno di loro. Come queste giocano con la loro psiche e come, le loro paure diventano motore per qualcos'altro.
La parte finale poi, è una botta di adrenalina, anche per noi lettori che banalmente siamo seduti solamente a leggere dell'inchiostro su carta. Sicuramente perché lo stile di scrittura, permette di vivere le scene narrate, quasi in prima persona, perché sono di una nitidezza non indifferente.
Avrei preferito qualche piccola aggiunta in più, magari in merito a come Panic nasce, per quanto narrativamente parlando, nessuno ne conosce l'origine ed è proprio questo alone di mistero a rendere tutto più intrigante.
Quindi, la domanda finale è.. siete pronti ad affrontare le vostre più profonde paure?
Nonostante le differenze tra libro e messa in scena televisiva, che in alcuni momenti, non vi nego, mi hanno lasciata sorpresa, anche il cartaceo ha avuto la capacità di rapirmi e di farmi interessare sempre di più alle dinamiche della storia, nonostante io le conoscessi già!
Sicuramente ad agevolare questa mia curiosità, è stato lo stile di scrittura semplice, ma incalzante, specialmente nei momenti in cui è l'azione a fare da forza motrice della storia.
Ho molto apprezzato inoltre, la presenza del doppio punto di vista (p.o.v.), quello di Heather e di Dodge. Quello della prima, me lo potevo immaginare avendo visto la serie, quello del secondo mi ha lasciata inizialmente sorpresa, ma poi mi ha trascinata, perché è uno dei personaggi più interessanti ed intriganti presenti all'interno della storia.
Inoltre, è in netta contrapposizione con il personaggio di Heather, decisamente molto più semplice e meno complessi.
Dodge, è un personaggio che combatte costantemente con il bisogno di riscattarsi ed il bisogno di vendicarsi. Il primo non sempre riguardante la sua persona, spesso in realtà, come il secondo, si proietta sulla sorella.
Dodge è un personaggio di una dualità indifferente, sa essere dolce ed amorevole, ma allo stesso tempo riesce ad essere malizioso, ma soprattutto stratega.
Personalmente parlando, io ho adorato questa sua caratteristica, anche perché è bilanciato benissimo ed a tratti ti fa quasi paura. D'altronde chi non è un po' affascinato dal pericolo?
In questo libro, infatti, TUTTI lo sono. Per quanto alle volte vogliano far finta che non sia così.
Loro, forse anche data la loro giovane età, lo bramano.
Heather, per quanto durante la lettura ci ho fatto lite (molto più che con Dodge), mi è piaciuta.
E' quel tipo di persona che ancora non sa bene cosa vuole dalla vita, dal suo futuro, ma in primis da se stessa. Ha solo una certezza: il posto in cui vive, NON è il suo posto.
Il suo percorso di crescita, però, ti fa fare il tifo per lei. Specialmente perché vediamo una giovane adulta che, finalmente, decide di staccarsi da quello che la privava di vivere e di riprendersi la sua vita. Questo, comprende anche scoprire CHI lei è finalmente.
Diventa una persona nuova.
Se devo dirvela in maniera "spicciola", è l'emblema della transizione tra adolescenza e fase "adulta". Forse a tratti rapida, ma d'altro canto per la realtà che vive questa ragazza e per le sfide che si trova ad affrontare, penso che non potesse essere gestita in altra maniera.
Il contesto del libro, poi, l'ho amato.
La costruzione delle sfide, il modo con cui queste giocano in maniera diversa in base al personaggio ed in base a qual è il vissuto di ognuno di loro. Come queste giocano con la loro psiche e come, le loro paure diventano motore per qualcos'altro.
La parte finale poi, è una botta di adrenalina, anche per noi lettori che banalmente siamo seduti solamente a leggere dell'inchiostro su carta. Sicuramente perché lo stile di scrittura, permette di vivere le scene narrate, quasi in prima persona, perché sono di una nitidezza non indifferente.
Avrei preferito qualche piccola aggiunta in più, magari in merito a come Panic nasce, per quanto narrativamente parlando, nessuno ne conosce l'origine ed è proprio questo alone di mistero a rendere tutto più intrigante.
Quindi, la domanda finale è.. siete pronti ad affrontare le vostre più profonde paure?
June 7, 2021
La mia recensione del libro e della serie tv qui -> http://unafatainlibreria.blogspot.com...
September 2, 2017
“Heather si costrinse a separarsi dalla cisterna e avanzare un centimetro sopra l'asse di legno, che era stata assicurata a malapena al bordo con diverse viti ripiegate. Le balenò un'immagine improvvisa del legno che si spezzava sotto al suo peso, uno sfrecciare impazzito attraverso lo spazio. Ma il legno tenne.
Senza rendersene conto alzò le mani per bilanciarsi, non pensando più a Matt o Delaney o Bishop che la fissavano; pensava solo a tutto quel nulla, l'orribile pizzicore nei piedi e nelle gambe, una certa voglia di saltare”.
A Carp, cittadina povera della provincia americana, gli studenti hanno trovato un modo per rendere le proprie giornate oziose percorse dal brivido: ogni estate i ragazzi dell'ultimo anno possono partecipare a “Panic”, una competizione clandestina con un montepremi da migliaia di dollari. I più giovani assistono ad uno spettacolo elettrizzante, fatto di prove di coraggio estreme e tanta adrenalina; i concorrenti hanno invece la speranza di fuggire da Carp e iniziare a vivere per davvero.
La notte d'inaugurazione del gioco, Heather -amica silenziosa, insicura, troppo disillusa per tentare di partecipare- sceglie, contro ogni aspettativa, di diventare la protagonista della sua storia e di rischiare. Per dimostrare di esserci, per smettere di avere paura. Dodge -magro, invisibile, ferito- ha tutt'altre motivazioni: non gioca per i soldi, ma per la vendetta.
Le loro storie s'intrecciano in un thriller più focalizzato sul mondo interiore dei personaggi che sull'intreccio: pur avendo una trama avvincente, la forza del romanzo risiede nello stile di Lauren Oliver, diretto, a volte persino crudo, e per questo realistico. L'autrice, infatti, riesce a dare voce a dei giovani frustrati da una vita che li ha delusi fin troppe volte, cresciuti in un contesto disagiato, percepito come una vera e propria prigione. [...]
CONTINUA A LEGGERE SUL BLOG: http://helenarrazioni.blogspot.it/201...
Senza rendersene conto alzò le mani per bilanciarsi, non pensando più a Matt o Delaney o Bishop che la fissavano; pensava solo a tutto quel nulla, l'orribile pizzicore nei piedi e nelle gambe, una certa voglia di saltare”.
A Carp, cittadina povera della provincia americana, gli studenti hanno trovato un modo per rendere le proprie giornate oziose percorse dal brivido: ogni estate i ragazzi dell'ultimo anno possono partecipare a “Panic”, una competizione clandestina con un montepremi da migliaia di dollari. I più giovani assistono ad uno spettacolo elettrizzante, fatto di prove di coraggio estreme e tanta adrenalina; i concorrenti hanno invece la speranza di fuggire da Carp e iniziare a vivere per davvero.
La notte d'inaugurazione del gioco, Heather -amica silenziosa, insicura, troppo disillusa per tentare di partecipare- sceglie, contro ogni aspettativa, di diventare la protagonista della sua storia e di rischiare. Per dimostrare di esserci, per smettere di avere paura. Dodge -magro, invisibile, ferito- ha tutt'altre motivazioni: non gioca per i soldi, ma per la vendetta.
Le loro storie s'intrecciano in un thriller più focalizzato sul mondo interiore dei personaggi che sull'intreccio: pur avendo una trama avvincente, la forza del romanzo risiede nello stile di Lauren Oliver, diretto, a volte persino crudo, e per questo realistico. L'autrice, infatti, riesce a dare voce a dei giovani frustrati da una vita che li ha delusi fin troppe volte, cresciuti in un contesto disagiato, percepito come una vera e propria prigione. [...]
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December 29, 2015
Recensione completa: https://cioccolatoelibri.wordpress.co...
Cara Lauren, ci tenevo a dirti che sei proprio una pazza scatenata!
Come ti viene in mente di farmi prendere certi colpi al cuore?
Ci terrei a precisare che, quando ho comprato il libro, leggendo la trama pensavo fosse un distopico e che “Panic” fosse un gioco che i ragazzi diplomati erano obbligati a fare.
Non è così.
In realtà a “Panic” ci si può iscrivere volontariamente e si entra in competizione saltando da una scogliera (ecco il perché della copertina).
Chi vince “Panic” ha diritto ad un compenso in denaro parecchio alto.
Tre dei ragazzi che conosceremo nel libro, Natalie, Heather e Dodge, saltano la scogliera per motivi diversi. Bishop rimarrà a guardarli.
I motivi di Natalie? Lei vuole fare la modella, vuole andare ad Hollywood.
I motivi di Heather? Lei in realtà non voleva neanche saltare, le è venuto un raptus. Utilizzerebbe i soldi per scappare via con sua sorella Lily, considerando che ha una situazione familiare veramente orribile.
I motivi di Dodge? Vendetta. Qualche anno prima sua sorella ha partecipato a “Panic” e un altro concorrente ha manomesso la sua macchina, facendole perdere, in seguito ad un incidente stradale, l’uso delle gambe. Quest’anno, insieme a Dodge, parteciperà anche il fratello del colpevole della situazione di sua sorella.
E Bishop? Sin dalle prime pagine vediamo che c’è decisamente qualcosa che non va in lui, scompare all’improvviso, non risponde agli SMS… Ma perché?
Questo non è solo un libro su un gioco, “Panic”, ma è anche una storia di quattro ragazzi che vogliono trovare una via d’uscita dai loro problemi.
Lauren Oliver scrive benissimo, la adoro, ti fa restare incollata alle pagine.
Però… è una pazza!
Per vincere “Panic” devi superare delle prove. E che prove da crepacuore!
Cara Lauren, ci tenevo a dirti che sei proprio una pazza scatenata!
Come ti viene in mente di farmi prendere certi colpi al cuore?
Ci terrei a precisare che, quando ho comprato il libro, leggendo la trama pensavo fosse un distopico e che “Panic” fosse un gioco che i ragazzi diplomati erano obbligati a fare.
Non è così.
In realtà a “Panic” ci si può iscrivere volontariamente e si entra in competizione saltando da una scogliera (ecco il perché della copertina).
Chi vince “Panic” ha diritto ad un compenso in denaro parecchio alto.
Tre dei ragazzi che conosceremo nel libro, Natalie, Heather e Dodge, saltano la scogliera per motivi diversi. Bishop rimarrà a guardarli.
I motivi di Natalie? Lei vuole fare la modella, vuole andare ad Hollywood.
I motivi di Heather? Lei in realtà non voleva neanche saltare, le è venuto un raptus. Utilizzerebbe i soldi per scappare via con sua sorella Lily, considerando che ha una situazione familiare veramente orribile.
I motivi di Dodge? Vendetta. Qualche anno prima sua sorella ha partecipato a “Panic” e un altro concorrente ha manomesso la sua macchina, facendole perdere, in seguito ad un incidente stradale, l’uso delle gambe. Quest’anno, insieme a Dodge, parteciperà anche il fratello del colpevole della situazione di sua sorella.
E Bishop? Sin dalle prime pagine vediamo che c’è decisamente qualcosa che non va in lui, scompare all’improvviso, non risponde agli SMS… Ma perché?
Questo non è solo un libro su un gioco, “Panic”, ma è anche una storia di quattro ragazzi che vogliono trovare una via d’uscita dai loro problemi.
Lauren Oliver scrive benissimo, la adoro, ti fa restare incollata alle pagine.
Però… è una pazza!
Per vincere “Panic” devi superare delle prove. E che prove da crepacuore!
June 27, 2013
Continuo a chiedermi perché questo libro venga disprezzato, perché venga a paragonato alla trilogia di Suzanne Collins quando in comune non hanno nient'altro che la dicitura "Gioco" all'interno della trama. Questo libro non è un distopico. E' semplicemente un Contemporary, YA. "Panic" non è il tema fondamentale del libro, bensì viene utilizzato come mezzo per portare a terminare un viaggio, caratterizzato dalla ricerca di se stessi, della fiducia in se stessi. E' un viaggio che accomuna tutti i personaggi. Heather e Dodge in primis, ma anche Nat e Bishop, e la maggior parte dei personaggi secondari. E' un libro principalmente incentrato sulla paura di dover mettere radici proprie al di fuori della realtà quotidiana in cui si è cresciuti, che essa sia corrotta o meno. E' la storia di neo-adulti che devono vincere la paura di entrare nel mondo degli adulti, percorrendolo solo con le proprie forze. Devono vincere la paura che attanaglia tutti i giovani: "Ce la farò mai da solo lì fuori? E' meglio indietreggiare al primo ostacolo e prendere la 'easy way out'? Oppure è meglio rischiare, nonostante il timore di fallire, perché VOGLIO farcela, VOGLIO portare a termine questo mio piccolo traguardo malgrado sia consapevole che lungo il mio cammino incontrerò numerose avversità?"
Questo è Panic. Nient'altro. Basta leggere tra le righe e non soffermarsi semplicemente al "gioco".
Finisce direttamente tra i migliori libri che abbia mai letto, e Lauren Oliver entra ufficialmente nella lista dei "acquisti obbligatori", qualsiasi cosa pubblicherà? Avrà un posto riservato sui miei scaffali.
Questo è Panic. Nient'altro. Basta leggere tra le righe e non soffermarsi semplicemente al "gioco".
Finisce direttamente tra i migliori libri che abbia mai letto, e Lauren Oliver entra ufficialmente nella lista dei "acquisti obbligatori", qualsiasi cosa pubblicherà? Avrà un posto riservato sui miei scaffali.
June 19, 2016
nizio subito con il dirvi che questo romanzo mi ha conquistata, come sapete sono in momento un po' off ma la lettura di questo libro mi è semplicemente scivolata tra le mani. È entrato subito a far parte dei romanzi che mi catturano, dalla cover al contenuto, Panic mi è piaciuto moltissimo.
Gli ingredienti ci sono tutti fin dall'inizio: una tranquilla cittadina dove non succede mai nulla, ragazzi alla fine del liceo pronti per il college, un gioco pericoloso e segreto che può renderti ricco e farti uscire da Carp.
Come dice il quote iniziale le regole sono semplici, ogni volta bisogna affrontare una prova, nessun sa in cosa consiste, ma va superata se si vuole arrivare alla fine. Un gioco che porta alla luce le paure peggiori dei giocatori; in pochi riescono ad andare avanti, ma ognuno ha i suoi motivi per cominciare a giocare.
Il gioco, Panic, è il centro nevralgico della storia. Il romanzo ruota intorno alle varie prove e ai personaggi creati dalla Oliver.
Ho apprezzato molto le varie sfaccettature dei personaggi, e sopratutto la varietà degli stessi. Abbiamo diverse tipologie di famiglie, diverse situazioni finanziarie e diversi obiettivi. Ogni dettaglio si rispecchia in modo perfetto nel singolo personaggio, spronandolo per ragioni diverse a intraprendere il gioco.
Tra tutti i personaggi che abbiamo modo di conoscere, Heather è quella che mi è piaciuta di più. Una ragazza come tutte, insicura ma forte, , sulle prime non vuole nemmeno partecipare al gioco ma, non appena capisce che è l'occasione per andarsene lontani da Carp, si butta nella prima prova.
Continua...
Gli ingredienti ci sono tutti fin dall'inizio: una tranquilla cittadina dove non succede mai nulla, ragazzi alla fine del liceo pronti per il college, un gioco pericoloso e segreto che può renderti ricco e farti uscire da Carp.
Come dice il quote iniziale le regole sono semplici, ogni volta bisogna affrontare una prova, nessun sa in cosa consiste, ma va superata se si vuole arrivare alla fine. Un gioco che porta alla luce le paure peggiori dei giocatori; in pochi riescono ad andare avanti, ma ognuno ha i suoi motivi per cominciare a giocare.
Il gioco, Panic, è il centro nevralgico della storia. Il romanzo ruota intorno alle varie prove e ai personaggi creati dalla Oliver.
Ho apprezzato molto le varie sfaccettature dei personaggi, e sopratutto la varietà degli stessi. Abbiamo diverse tipologie di famiglie, diverse situazioni finanziarie e diversi obiettivi. Ogni dettaglio si rispecchia in modo perfetto nel singolo personaggio, spronandolo per ragioni diverse a intraprendere il gioco.
Tra tutti i personaggi che abbiamo modo di conoscere, Heather è quella che mi è piaciuta di più. Una ragazza come tutte, insicura ma forte, , sulle prime non vuole nemmeno partecipare al gioco ma, non appena capisce che è l'occasione per andarsene lontani da Carp, si butta nella prima prova.
Continua...
April 7, 2016
3.5 stelle
Panic è un gioco estivo a cui possono partecipare solo i diplomati di quell`anno al liceo di Carp.
Chiunque voglia fare parte del gioco deve partecipare al Salto D`apertura; da quel momento partono le prove che accompagneranno i partecipanti per tutta l`estate. Fino al Torneo, fino al vincitore.
Dietro le quinte ad orchestrare tutte le prove, due giudici segreti scelti da quelli dell`anno passato. E un ultima regola, che nessuno parli di Panic.
Come trama mi ha incuriosito fin da subito ma, il 90% della scelta di leggere questo libro e è data dal fatto che considero la Oliver una scrittrice molto valida.
La storia è raccontata dai PoV dei diversi protagonisti, (ora non voglio parlare di loro poiché mi sono promessa di scrivere una recensione senza spoiler, per cui basta. prima che dica troppo) che tutto sommato sono costruiti abbastanza bene anche se, in alcuni punti, la Oliver ha rischiato di cadere in stereotipi; mentre in altri poteva secondo me fermarsi e spedere qualche parola in più per dare più spessore ai vari personaggi.
Nel complesso è stata una lettura molto scorrevole, anzi in certi punti facevo addirittura fatica a posare il libro.
Oltre alla leggera piattezza dei personaggi, l`altra pecca che ho trovato è stato il finale. mi è sembrato molto buttato li senza troppe spiegazioni, come se avesse fretta di concludere il libro. Anche se ho apprezzato la metafora fra le righe delle ultime pagine.
Panic è un gioco estivo a cui possono partecipare solo i diplomati di quell`anno al liceo di Carp.
Chiunque voglia fare parte del gioco deve partecipare al Salto D`apertura; da quel momento partono le prove che accompagneranno i partecipanti per tutta l`estate. Fino al Torneo, fino al vincitore.
Dietro le quinte ad orchestrare tutte le prove, due giudici segreti scelti da quelli dell`anno passato. E un ultima regola, che nessuno parli di Panic.
Come trama mi ha incuriosito fin da subito ma, il 90% della scelta di leggere questo libro e è data dal fatto che considero la Oliver una scrittrice molto valida.
La storia è raccontata dai PoV dei diversi protagonisti, (ora non voglio parlare di loro poiché mi sono promessa di scrivere una recensione senza spoiler, per cui basta. prima che dica troppo) che tutto sommato sono costruiti abbastanza bene anche se, in alcuni punti, la Oliver ha rischiato di cadere in stereotipi; mentre in altri poteva secondo me fermarsi e spedere qualche parola in più per dare più spessore ai vari personaggi.
Nel complesso è stata una lettura molto scorrevole, anzi in certi punti facevo addirittura fatica a posare il libro.
Oltre alla leggera piattezza dei personaggi, l`altra pecca che ho trovato è stato il finale. mi è sembrato molto buttato li senza troppe spiegazioni, come se avesse fretta di concludere il libro. Anche se ho apprezzato la metafora fra le righe delle ultime pagine.
June 20, 2013
Volevo leggere Panic da quando è uscito negli USA ma ho aspettato pazientemente che venisse pubblicato anche in Italia perché conoscendo la scrittura della Oliver, così ricca di particolari, temevo di incontrare difficoltà nella lettura in lingua e quindi quando ho saputo che il 26 novembre sarebbe finalmente uscito anche da noi mi sono precipitata a prenotarlo su Amazon! Ora che l'ho letto direi che nel complesso non mi pento di questa lettura.I personaggi sono ben caratterizzati, le inconfondibili descrizioni della Oliver contribuiscono a creare un mondo ben definito nella testa del lettore. I temi del romanzo sono le paure, non tanto quelle che si devono affrontare durante le prove del gioco "Panic" ma piuttosto quelle di alcuni ragazzi che si apprestano a lasciare la vita da liceali per entrare nel mondo reale. Che cosa saremmo disposti a fare per il bene delle persone che amiamo? Quanto rischieremmo? L'unica pecca della storia, a mio parere, è l'essere un po' prevedibile in certe parti. Uno dei colpi di scena si intuisce già dal terzo-quarto capitolo a guardar bene. E per chi alla fine si troverà a chiedersi qual'è la vera origine della competizione, la Oliver ha scritto una novella per soddisfare questa curiosità.
August 14, 2016
La protagonista e i personaggi sono insopportabili! Troviamo una protagonista con la forza vitale di un Lemmings che decide di partecipare a un gioco mortale per soldi? Fama? Gloria? No per la disperazione di aver visto il fidanzato o meglio EX fidanzato limonarsi allegramente un'altra ragazza, invece di andare a tirargli un cazzotto o scappare lei si butta da una scogliera... ma che davvero?! Già solo questo dovrebbe farvi capire il simpatico no sense della storia che si rivela piatta e monotona la trama è lenta e il finale GOD! Dire che è di pessimo gusto e diseducativo è un eufemismo, cioè sul serio facciamo passare che i criminali sono simpatici e anche se provocano la morte di persone possono girare e cazzeggiare tanto il romanzo era andato già in vacca da secoli! Sul serio... una delusione grandissima, mi aspettavo molto di più
May 17, 2016
Un romanzo che conquista fin dalle prime pagine, scorrevole e avvincente, del resto anche come gli altri romanzi della Oliver. Ho adorato l'ambientazione e i personaggi descritti dall'autrice, in particolare Heather e Dodge, che risultano essere molto realistici e di cui vengono raccontate approfonditamente le vicende personali e i conflitti interiori, nonché i motivi che li spingono ad accettare di partecipare a Panic (e continuare, una prova dopo l'altra), una gara che non si può definire in altro modo se non folle. La domanda che frulla nella testa del lettore durante tutta la lettura, in riferimento alle scelte dei personaggi, è: vale davvero la pena continuare a giocare anche se il prezzo può essere la vita stessa?
January 1, 2016
Recensione completa su: http://leggereinsilenzio.blogspot.it/...
« Vi consiglio Panic perchè è un romanzo tutt'altro che scontato o banale; quel genere di libro in grado di tenervi col fiato sospeso, sempre con il piede sull'acceleratore.
Lo stile di Lauren Oliver si ripropone ancora una volta in tutta la sua autentica e naturale magneticità, attraverso descrizioni precise e reali con emozioni forti quasi tangibili e grazie ad un ritmo crescente in grado di portare il lettore direttamente al centro della scena.. e tu sei pronto a saltare? »
« Vi consiglio Panic perchè è un romanzo tutt'altro che scontato o banale; quel genere di libro in grado di tenervi col fiato sospeso, sempre con il piede sull'acceleratore.
Lo stile di Lauren Oliver si ripropone ancora una volta in tutta la sua autentica e naturale magneticità, attraverso descrizioni precise e reali con emozioni forti quasi tangibili e grazie ad un ritmo crescente in grado di portare il lettore direttamente al centro della scena.. e tu sei pronto a saltare? »
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