La tragedia della vita in centinaia di guazzi
Il giudizio su quest'opera non è agevole, per la unicità irripetibile del libro e della sua autrice - decine di anni prima che il concetto stesso di graphic novel fosse introdotto, Salomon crea (quasi dal nulla) un'opera totale, una esplosione di espressività in cui arte pittorica, testo letterario, musica sfondano ogni confine di spazio per narrare una vicenda esistenziale terribile e incontenibile.
L'originalità artistica è quindi l'elemento più importante e di grande impatto: l'idea di aggiungere trasparenze con un testo a sovrapporsi a dipinti veloci e quasi surreali, dove tempo e spazio non creano limiti - molte invenzioni espressive si ritrovano anche in molte graphic novel contemporanee: la riduzione delle figure umane a profili di colore, i lunghi monologhi uniti a decine di ritratti ripetuti del volto del parlante, tavole narrative con ripetizioni degli stessi personaggi senza cesure grafiche.
Assodata l'originalità e potenza espressiva dell'opera, personalmente ho fatto però fatica sul piano letterario-narrativo: i testi sono a volte ridondanti e sospesi tra melodramma e tragedia, colpendo il lettore sul piano emotivo, più che su quello formale-estetico. Le vicende così tragiche della famiglia di Charlotte, tra suicidi, scontri familiari, figure ambigue e inquietanti (su tutte Doberlohn, seduttore di matrigna e figliastra tra il nietzschiano e il tardoromantico) creano un'atmosfera plumbea di catastrofe imminente che mi ha fatto sperare di arrivare presto alla conclusione - che, ovviamente, è l'instaurazione del regime nazista e la distruzione finale di tutto il mondo di Charlotte.
Un'opera sicuramente di cui fare esperienza ("leggere" sarebbe un eufemismo), possibilmente accompagnati dai brani musicali che l'autrice ha voluto legare alle varie tavole.