Riletto in italiano, gustando una rara edizione Theoria del 1986, dal suggestivo titolo "Ognissanti". Peccato che De la Mare non abbia la risonanza che merita. Un autore che sa inquietare e incuriosire, con una prosa ricca di sottili e oscure fascinazioni, attraverso un "macchinario dell'orrore" che (recita la quarta di copertina) "quando esiste, è sobrio e silenzioso; a volte si riduce a un puro contenuto mentale: un'idea fissa, un'ossessione che introduce con cautela nell'ordine del mondo, logorandolo in modo spesso irreversibile, fino a sbriciolarlo".