«Reader, I Married Him»
Charlotte Brontë nasce nello Yorkshire nel 1816, terza di sei figli.
Nel 1824, tre anni dopo la morte della madre, Charlotte, le due sorelle più grandi ed Emily vengono iscritte alla Clergy Daughter's School di Cowan Bridge. Le condizioni di vita delle ragazze ospitate nel collegio si riveleranno spaventose. Appena un anno dopo, le due sorelle maggiori, di dieci e undici anni, muoiono prematuramente. La salute di Charlotte ed Emily, sarà per sempre compromessa.
Nel 1847, con la pubblicazione del suo Jane Eyre, Charlotte rievocherà la terribile esperienza.
Dopo aver vissuto anche la scomparsa delle sue giovanissime sorelle Emily (1818-1848) e Anne (1820-1849), Charlotte morirà nel 1855, ad appena 39 anni, incinta del primo figlio.
Nel 2016, per celebrare i 200 anni della nascita di Charlotte Brontë, Tracy Chevalier cura la pubblicazione di questa raccolta di racconti, che traggono spunto dalla frase di Jane Eyre: “Reader, I married him”, una delle frasi più famose della letteratura inglese.
Le 21 autrici reinterpretano in maniera originale la frase, e il risultato è una raccolta di episodi collocati in tempi e luoghi molto differenti tra loro, nel futuro o in un villaggio africano, o proprio ‘dentro’ Jane Eyre.
Non ci parleranno di matrimoni, ma piuttosto di relazioni affettive tra due persone, senza distinzione di sesso o di età o estrazione sociale.
Fatalmente, alcuni racconti risulteranno splendidi e altri più fragili, ma il merito della raccolta sta nella forza del messaggio. Sono tutte storie che, come recita la terza di copertina, «ruotano attorno a una medesima eroina dai mille volti: una donna determinata e coraggiosa, che combatte per vincere i pregiudizi e gli ostacoli della società. E che non ha paura di affermare la propria identità dicendo, a testa alta, con un sorriso affaticato ma fiero: io “l’ho sposato, lettore mio.”»