Questa rimane l’opera più misteriosa, labirintica, intricata e sconvolgente di Hoffmann. Si vede che è una fedele testimonianza della vita interiore dell’autore, il cui protagonista è il frate cappuccino Medardo.
La genesi del romanzo e la città di Berlino
Il romanzo venne scritto tra il ’14 e il ’16. In parte, nel ’14, venne scritta tra Dresda e Lipsia ma, per la maggior parte, a Berlino. Essendosi lui trasferito, nel settembre del ’14, a Berlino, l’impatto con la metropoli tedesca, di gran lunga la città più popolosa della Germania, era stato sconvolgente e traumatico perché nacquero di fila i due racconti più neri di Hoffmann: Gli Elisir del Diavolo e I Racconti Notturni, di cui fa parte Der Sandmann. Lui veniva da Dresda, che era la capitale dell’arte e della musica, la galleria e il teatro di Dresda erano i più importanti della Germania. Lui riuscirà a trovare lavoro solo nel ’16, dunque furono per lui due anni abbastanza difficili, poi diventerà un consigliere giuridico nel tribunale di Berlino. Berlino è una città nuovissima, artificiale, nata sulle sabbie del Brandeburgo, sorta tutto d’un colpo e così in modo rapido da non poter cacciare gli spiriti e gli spetti che popolavano le lande del Brandeburgo, come narrava la leggenda. Nacque dall’aggregazione di territori molto eterogenei e ancora oggi nelle denominazioni dei quartieri ci sono parole come “boschi”, “colline”, e così via, che si sono aggregati per dare vita a questa nuova città. Dunque, è una città predestinata a diventare città spettrale e spiritata, cosa che Hoffmann avvertì subito. Peraltro, il suo scrittore preferito Kleist si tolse la vita due anni prima perché era poverissimo, viveva in modo misero e nel ’10, arrivato a Berlino, ebbe l’idea di creare un giornale tutto suo “Corriere della Sera” di quattro pagine che usciva quotidianamente ma che lui scriveva inventandosi spesso le notizie, aveva un informatore presso il Comando di Polizia. Dopo due anni, il giornale fallì e si tolse la vita e Hoffmann arrivò a Berlino anche sulle orme di Kleist, perché era il suo autore di riferimento.
Gli Elisir del Diavolo e I Racconti Notturni
In questi anni di miseria finisce di scrivere Gli Elisir del Diavolo e buona parte dei Racconti Notturni. Per la prima volta, con Hoffmann, nasce una letteratura berlinese, che fino ad allora non esisteva perché la città era troppo nuova e priva di storia e dell’atmosfera propria della letteratura. Hoffmann ha scorto per primo gli spettri di Berlino, e ne trae spunto per le sue opere. Gli Elisir del Diavolo venne pubblicato tra il ’15 e il ’16, a fatica trovò un editore e di seguito scrisse i Racconti Notturni, come se fosse un unico flusso di coscienza, sono stati scritti insieme (‘16/’17) e all’interno c’è un racconto berlinese, La casa desolata, in cui si citano le varie strade di Berlino, in cui il passeggiatore un giorno si ferma davanti una casa abbandonata e vi vede uno spettro alla finestra.
L’ambientazione e il romanzo gotico inglese
È un romanzo conventuale. Il convento come teatro e luogo d’azione per la scena romanzesca non è un espediente nuovo, nel Settecento si erano scritti numerosi racconti permeati sulla vita conventuale. Soprattutto perché venivano visti come luoghi di perdizione, soprattutto dai Protestanti. È lo sguardo protestante rivolto al convento. All’epoca il più famoso era Il Monaco di Lewis del ‘95, che narra delle avventure del monaco estremamente trasgressive, preda di queste concupiscenze e soprattutto degli istinti sessuali. Questo tipo di romanzi proliferavano nel romanzo nero e gotico inglese e mai il romanzo nero era arrivato a queste scelleratezze ed efferatezze estreme. Ed Hoffmann conosceva benissimo quest’opera di Lewis, anche uno dei personaggi leggerà questo romanzo. La maggior parte dei protagonisti di questi romanzi neri erano italiani, così come si può notare nei romanzi della Radcliffe, il cui capolavoro era Il confessionale dei penitenti neri. Anche Hoffmann aveva trascorso cinque anni della sua vita in un convento a Bamberg, ma in lui non c’è intenzione di diffamare il Cattolicesimo. I Romantici scelsero il convento in tutt’altro senso. Il primo testo romantico è Le Effusioni di cuore di un monaco amante dell’arte di Wackenroder e Tieck del ’96. Il Cattolicesimo è visto anzi come patria dell’arte, ha fatto sì che i più grandi spiriti si dedicassero alla cultura, alla musica, alla filosofia ecc. Si può dire che il Romanticismo sia nato da questo sguardo protestane quasi elegiaco e trasfigurante gettato sul Cattolicesimo artistico, sui grandi filosofi e scrittori cattolici, che avevano dedotto dal Vasari. Il luogo che massimamente incentivava il genio artistico e creava l’atmosfera particolarmente produttiva e creativa per l’opera d’arte perché è un luogo solitario. Il convento è dunque un’allegoria dell’esistenza artistica, come Atlantide, un’allegoria della vita d’artista e della vita marginale, che non allude solo al percorso infernale di Medardo, ma anche l’artista è sottoposto a tutte le tentazioni, soprattutto quelle carnali. Medardo è il protettore degli indemoniati. Nel libro Le Indemoniate nell’arte di Charcot e Richer, due famosi neurologi e psichiatri di fine Ottocento, sono i maestri di Freud, che frequentava le lezioni in una clinica di Parigi sull’isteria nell’arte. Ogni posseduto ha il suo santo, si parlava infatti di possessione demoniaca e delle convulsioni demoniache.