Hunger Games.
Tutti probabilmente conoscono questo nome in vari modi: dai libri, dai film e, per quella piccola minoranza, anche grazie al film parodia.
Diciamo che dei film originali, mi ricordo poco o niente: del primo soltanto il finale, del secondo qualcosina, della prima e seconda parte del terzo pure ma soprattutto gli atti finali; mentre il film parodia è quello che mi ricordo di più che situazione imbarazzante lo so.
Scherzi a parte, io avevo in libreria il volume con tutta la trilogia da molto tempo, e visto che mi ricordavo poco o niente dei film, ho colto la palla al balzo e ho iniziato la trilogia ha mente fresca.
Direi di cominciare parlando della trama: ci troviamo in una Nord America non più tale, distopica che dopo una serie di crisi ambientali e economiche si è deciso di instaurare un sistema politico a distretti con Capitol City come diciamo città fulcro, ogni distretto, 13, si occupa di un particolare settore: pesca, agricoltura e così via e ogni distretto doveva rifornire Capitol City in cui si ha una vita paradisiaca mentre nei distretti non così tanto. Dopo tanti anni di questo stile di vita, i distretti decidono di ribellarsi e cercare di conquistare la città capitale che finisce in fallimento con anche la distruzione del distretto 13 e Capitol City, per punizione, decise di instaurare dei giochi all'ultimo sangue dove vengono mandati al macello due persone per ciascun distretto.
Nel presente seguiamo le vicende di Katniss Everdeen, una ragazza del distretto 12, che tra tutti i distretti, il 12 è quello che definisco io la "pecora nera", in quanto ,nonostante tutti i regolamenti, le cose illegali sono all'ordine del giorno, persino la nostra protagonista non è da meno, visto sin in tenera età, esce dalla recinzione che limita il confine, che dovrebbe essere illegale sempre in teoria, e caccia insieme al suo migliore amico Gale, gli animali della zone e ci nutre la sua famiglia e lì vende al "mercato nero" del distretto per ottenere qualcosa per tirare avanti.
Stile di vita a parte, oggi è il giorno della mietitura ovvero il giorno in cui verranno estratti i tributi, ovvero le persone che andranno al macello per dare spettacolo alla gente di Capitol City, visto che gli Hunger Games per loro è come Sanremo per noi italiano. Fortuna vuole ( o sfortuna dipende dai punti di vista) la prima persona della coppia di persone, una maschio e una femmina, e niente poco di meno che…la sorella di Katniss, Prim, però i giochi hanno una piccola clausola nel loro regolamento: dopo l'estrazione del tributo, può offrirti volontario come tributo, e in quel caso, chi si offre volontario ha la precedenza, quindi Katniss per salvare sua sorella da questi giochi, decide di offrirsi volontaria per partecipare ai giochi (start "Don't Blame Me" of Taylor Swift). Adesso che è stata selezionata la femmina, è il momento della scelta del maschio che accompagnerà la protagonista, e il destino ha deciso su Peeta Mellark, il panettiere, di cui Katniss ha avuto dei trascorsi. Dunque in sintesi come tributi del 12 abbiamo: Katniss Everdeen, la cacciatrice e Peeta Mellark, il panettiere (come assortimento, poteva capitarci di molto peggio), comunque, I nostri prescelti prima della sfida si ritroveranno sotto l'ala protettiva di Haymitch, loro mentore, ovvero l'unico vincitore del 12, per descrivervi Haymitch vi dico questo: prendete la parte da alcolizzato di Rick Sanchez, moltiplicata per circa 0.5 poi prende circa il 40%-50% dell'intelligenza da scienziato pazzo, ecco, questo è Haymitch, ma state tranquilli, ha i suoi motivi per cui beve alcool come se fosse l'unico liquido potabile presente sul pianeta.
Ora, come vi avevo detto prima, Katniss e Peeta non è che sono completamente estranei hanno avuto dei piccolo trascorsi che un po segnato la loro conoscenza, e durante il viaggio verso Capitol City, questa conoscenza comincia un pochino a crescere, ma vi ricordo che Katniss, se vuole tornare a casa sarà costretto a ucciderlo sempre se sopravvivono all' Endgame, quindi Katniss prova il parlare il meno possibile con lui, ma la situazione diciamo peggiora, quando Peeta a Capitol City, prima dei giochi, a mondovisione, dichiara il suo amore per Katniss, e lei ricambia? Eh, diciamo che l'amore non era nei suoi progetti di vita.
E mi fermi qui perché, se vado oltre, vi rovinerebbe la lettura e vi farei troppi spoiler.
Adesso vorrei dire due parole sui due personaggi principali: Katniss e Peeta.
Allora, credo che alla fine di questa lettura Katniss sia diventata uno dei miei comfort character, perché durante la lettura mi piaceva sempre di più in quanto lo vedo un personaggio reale: una persona che tiene alla famiglia e alle persone a lei care, che quando sbaglia cerca di rimediare e anche perché nei miei modi sembro un po lei;
Poi abbiamo Peeta, qua dobbiamo fare un'applauso alla scrittrice in quanto è riuscita a rendere interessante un personaggio di indole dolce. So che molta altra gente avrebbe Gale a Peeta, ma mettendo i pro e i contro, Peeta è quello che ha il vantaggio, perché Gale e Katniss hanno un carattere troppo simili tra loro, e Peeta con il suo carattere riesce a controbilanciare i bollenti spiriti di Katniss.
Parlando del libro in generale, mi è piaciuta il mondo della Collins, sentivo quell'atmosfera da dittatura e lo stile di vita dei vari distretti, poi mi anche piaciuto che abbia evidenziato il lato oscuro della televisione, ovvero che tutto quello che vediamo sullo schermo non è quello che sembra anche il concetto della censura (e il periodo storico in cui stiamo vivendo attualmente e in cui stavo leggendo questa trilogia, mi ha un pò aiutato a coglierlo meglio).
In conclusioni, posso dire che mi sarebbe piaciuto leggere questa saga prima. Adesso devo recuperare il libro prequel in vista del film.