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The Chrysalids

A world paralysed by genetic mutation

John Wyndham takes the reader into the anguished heart of a community where the chances of breeding true are less than fifty per cent and where deviations are rooted out and destroyed as offences and abominations.

200 pages, Mass Market Paperback

First published January 1, 1955

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About the author

John Wyndham

364 books2,081 followers
John Wyndham Parkes Lucas Beynon Harris was the son of a barrister. After trying a number of careers, including farming, law, commercial art and advertising, he started writing short stories in 1925. After serving in the civil Service and the Army during the war, he went back to writing. Adopting the name John Wyndham, he started writing a form of science fiction that he called 'logical fantasy'. As well as The Day of the Triffids, he wrote The Kraken Wakes, The Chrysalids, The Midwich Cuckoos (filmed as Village of the Damned) and The Seeds of Time.

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Community Reviews

5 stars
19,713 (30%)
4 stars
26,241 (40%)
3 stars
13,846 (21%)
2 stars
3,311 (5%)
1 star
1,202 (1%)
Displaying 1 - 15 of 15 reviews
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,031 reviews214 followers
March 16, 2018
Non malaccio.
Colpisce l'aspetto darwiniano del racconto: c'è stato un periodo in cui la narrativa di consumo era profondamente ancorata in una visione semplicistica della scienza.
Un positivismo moderato, certo, che implicava una solida speranza per il futuro della conoscenza e della civiltà.
Oggi un romanzo così non è concepibile: con il tripudio di antivax, antiscienza, antiprogresso (che non sia lo smartphone con facebook e whatsapp) al massimo avrebbe come protagonista positivo "la norma" e negativo "i devianti".
Ci aspetta un futuro cupo :(
Profile Image for Rita .
4,219 reviews101 followers
September 3, 2017
OSCURANTISMO VS PROGRESSISMO

Continuo a rammaricarmi per l'insoddisfazione che mi ha lasciato questo romanzo, avrei voluto un maggior approfondimento e più sorprese. Mi rammarico soprattutto perché il resto è superbo: lo spunto iniziale, lo stile senza fronzoli ma incisivo, il ritmo concitato e, in particolare, il messaggio che vi è alla base. La vicenda, già coinvolgente di per sé, è infatti metafora di un conflitto che forse non cesserà mai, quello tra fede e scienza, tra oscurantismo e progressismo.

"La qualità essenziale della vita è vivere; la qualità essenziale del vivere è il cambiamento; il cambiamento è evoluzione; noi siamo parte di essa. La statica è nemica della vita, e quindi nostra nemica implacabile."
Profile Image for Read me two times.
527 reviews2 followers
November 1, 2019
Sarebbero 3.5* ma arrotondo volentieri. Ho letto questo libro in una tirata, volevo una lettura di Halloween e in senso lato questa lo è stata senza dubbio. Il diverso, lo spauracchio della normalità (della maggioranza, direbbe Matheson), la distopia retrograda e post-atomica. Persone che devono nascondersi, indossare una maschera per sopravvivere. Più Halloween di così!!!
È stato il mio primo Wyndham e non credo sarà l'ultimo.
Consigliato agli amanti delle distopie.
Profile Image for Antonio Ippolito.
468 reviews48 followers
January 14, 2023
https://antonioippolitoblog.wordpress...

Da una bancarella una vera occasione per rileggere Wyndham, uno scrittore che non delude mai se si ama la fantascienza britannica del dopoguerra (uno dei serbatoi di Urania fino agli anni ’70).
Romanzo del 1955, “I trasfigurati” si presenta un po’ come il prototipo dei romanzi post-catastrofici basati su comunità rinate ma tenute insieme dall’integralismo biblico e fanaticamente dedite a eliminare i diversi: per fare qualche esempio sparso, vent’anni dopo la serie televisiva “Survivors” gli doveva molto a questa, il romanzo per ragazzi “Walls within walls” sempre del ‘55 (“La città di sotto” di Arthur Tofte, Urania 846) riprendeva alla lettera vari aspetti, infine il trattamento riservato alle donne, ripudiate alla terza nascita irregolare (anche se magari è il marito ad avere un fratello deforme..) è da “Racconto dell’ancella”.
Siamo in una comunità rurale riformatasi secoli dopo un conflitto nucleare, isolata dal resto del mondo perché circondata da terre inabitabili, popolate solo da mutanti mostruosi e pericolosi (o almeno così vengono descritti) e dediti a scorrerie. Il protagonista narrante, David, fin dall’infanzia si accorge di possedere sia una sensibilità che gli rende intollerabili il dogmatismo spietato del padre e la sua durezza anche verso i familiari sia capacità telepatiche; più avanti scoprirà che anche la sorellina Petra è dotata di poteri mentali, che data la giovane età non sa controllare, costituendo così una preoccupazione aggiuntiva per David, preoccupato che lei e lui vengano scoperti. David può confidarsi solo con alcuni altri telepati come lui, oltre che con lo zio Axel, ex marinaio che ha visto terre e popoli ben diversi e si è fatto un’idea molto critica della teocrazia in cui vivono.. Così descritto, il romanzo può sembrare un “juvenile” e in parte lo è, anche perché Wyndham non indugia su nessun particolare disturbante (che fine fanno i bambini scoperti devianti? Come venivano messi al rogo gli adulti? E il padre di David che lo frusta fino a fargli rivelare chi era la sua amica fuggita? E la vera e propria tortura di Katherine, la fine di lei e Sally? leggendo tra le righe, si capisce che questo è un romanzo piuttosto cupo; un romanzo di oggi ci sguazzerebbe), ma un certo pudore verso le scene cruente era normale in un’epoca che, a differenza della nostra, ne aveva vissute tante direttamente.
Nella fantascienza il tema dei mutanti è in genere una metafora per il diverso; qui in particolare posso immaginare che l’inquietudine sia rivolta ai popoli già sottomessi dall’Impero, con cui ora bisogna venire a patti e convivere da pari; nell’introduzione, M. John Harrison colloca il romanzo molto più precisamente all’interno del conflitto generazionale degli anni ’50 nel Regno Unito.
Due osservazioni. Una è che il romanzo si svolge tutto nel Commonwealth: l’azione principale nel Labrador (Canada), mentre il soccorso arriva dalla remota Nuova Zelanda (con tutta l’America Latina a disposizione.. Cuba e Haiti se serviva un’isola!): a conferma che le inquietudini del romanzo nascevano dalla società britannica.
L’altra è più sottile: i protagonisti sono telepati, perseguitati come tutti gli altri mutanti (anche se c’è qualche dubbio teologico sul loro status, perché la loro diversità non è fisica) e il protagonista ama in gioventù una mutante (sia pure con la mutazione più piccola possibile: sei dita, solo nei piedi): ma la trama prima interrompe e poi rende impossibile la loro frequentazione; il protagonista sarà per sempre unito a un’altra telepate. E se già durante il romanzo il matrimonio della collega telepate Anne con un “normale” è visto come un’impossibilità pratica e una jattura per tutto il gruppo, la drammatica conclusione chiarisce che i telepati non hanno nessuna intenzione di mescolarsi ai “normali” e nemmeno ai mutanti, di formare insomma una società aperta a chiunque sia “umano” come auspicava il buon zio Axel: bensì di formare una società di soli telepati, prossimo stadio dell’evoluzione; il che è un po’ più inquietante, per le possibili conseguenze (del resto, la loro non è la “normale” telepatia che permette di leggere nella mente di chiunque, ma piuttosto una profonda empatia che mette in comunicazione solo quelli che ne sono dotati).
Ho apprezzato la qualità dell’edizione, nei Penguin Classics senza specificare “fantascienza”; l’introduzione di M. John Harrison è molto acuta nel contestualizzare il romanzo negli inquieti anni ’50 britannici (probabilmente più inquieti dei nostri); infine una bella copertina di Andy Bridge che sintetizza efficacemente il tema. Da notare invece come le copertine di Caesar e Thole per Urania si focalizzassero sulla conclusione, il momento più tradizionalmente fantascientifico (qualcosa di simile a un’astronave!). La terza illustrazione italiana è sempre di Thole, che in Biblioteca di Urania, come nei Classici, usava un tratto più sintetico; ed è l’edizione che lessi 40 anni fa.
Profile Image for Ambra • Sonosololibri.
43 reviews102 followers
October 27, 2019
https://www.sonosololibri.it/recensio...

“E il Signore decretò che l’uomo dovesse avere un corpo, una testa, due braccia, due gambe; che ogni braccio dovesse avere due giunture e terminare in una mano; che ciascuna mano dovesse avere cinque dita… E ogni creatura che abbia aspetto umano ma non sia formata così non è umana. È un Sacrilegio.”

Chi decide cos’è normale?

Dopo la Tribolazione, un non meglio specificato disastro che assomiglia molto a un’apocalisse nucleare, il mondo è ripiombato in una sorta di Medioevo pre-industriale dominato dalla paura e dal fanatismo religioso.
Qui vige la Norma, un dogma religioso che definisce in maniera estremamente dettagliata la vera immagine di Dio e, di conseguenza, dell’uomo suo figlio.

Ciò che esula dalla Norma, cioè i mutanti -che siano essi piante, ortaggi, animali o persone- si fa beffe dell’immagine di Dio, ed è quindi considerato, manco a dirlo, frutto del Maligno. Le deviazioni vengono sterminate, sterilizzate o bandite e mandate alle Frontiere, una terra selvaggia e ostile.

Ma il caso vuole che proprio il figlio del predicatore, David, l’io narrante del romanzo, si riveli essere un mutante. Benché fisicamente risponda ai “requisiti” previsti dalla legge di Dio, è capace di comunicare telepaticamente con altri come lui e questo lo condurrà ad essere esso stesso vittima della caccia al diverso.

Wyndham ancora una volta si dimostra capace di raccontare i grandi mali e le paure del suo (e del nostro) tempo. Al primo impatto, è evidente il messaggio principale, la paura del diverso e del cambiamento. Il mutante rappresenta, in un ottica più vasta, tutto ciò che è “altro” è incomprensibile e a cui, anche storicamente, viene imputata la causa di tutti i mali.

Continua su: https://www.sonosololibri.it/recensio...
Profile Image for ferrigno.
554 reviews114 followers
July 28, 2017
Romanzo filosofico in cui si scontrano due idee contrapposte: l'idea di vita come continua evoluzione e l'idea di vita come replica esatta e immutabile del progetto divino.
In una regione, dopo un disastro nucleare, una popolazione è piombata in uno stadio pre-tecnologico. Ispettori verificano che la forma di ogni essere vivente corrisponda al dettato divino; nel caso in cui non si possa certificare la purezza della specie, l'organismo è dichiarato mutante e condannato ad essere distrutto o cacciato, nel caso di esseri umani. Otto ragazzini si trovano ad avere un'apparenza ortodossa ma sono dotati di una facoltà mentale nuova: sono telepati.
Questo è il contesto che avvia l'azione. Che è realtà scarseggia: come in ogni romanzo filosofico, The Chrysalids consiste in buona parte in "dialoghi": tra il protagonista e il padre ortodosso, tra il protagonista e lo zio illuminato, tra i ragazzini telepati. Argomento principale: l'essenza della vita umana. In uno dei brani più significativi, un personaggio si chiede: "cos'è che rende umano un uomo". Insomma, io amo i dialoghi filosofici e mi è piaciuto il romanzo. Immagino non valga per tutti.
Profile Image for Gabriele Pallonetto.
123 reviews137 followers
December 22, 2018
La paura del diverso declinata attraverso la storia fantascientifica di Peter, un ragazzo con capacità telepatiche, in un mondo che è stato sconvolto da una catastrofe atomica detta "La Tribolazione" e in cui tutti inseguono il concetto di purezza in una eterna caccia alle streghe a danno di ogni tipo di mutazione animale, vegetale o umana.
Mi ha ricordato molto la serie tv "Sense8". 😊

Non è libro esente da difetti. Un paio di cose mi sono sembrate abbastanza strane e mi hanno fatto storcere per un momento il naso però gliele "perdono" fra mille virgolette perché questo libro me lo sono letteralmente bevuto!
È ben costruito, pieno di riferimenti a Darwin, e fino alla fine non si riesce a capire se avrà un lieto fine o meno.

Consigliato anche a chi non ha mai letto nulla di fantascienza.
Profile Image for Fe.
144 reviews1 follower
April 2, 2026
9. (quattro stelle e mezzo)
È la seconda volta che Wyndham mi lascia così piacevolmente sorpresa. Non riesco a dire come mai lo sottovalutassi nonostante ne conoscessi la fama, ma non voglio addentrarmi troppo, voglio solo godere di ciò che mi resta.
Questo romanzo ha tante cose che mi piacciono: da una voce narrante ben caratterizzata e che si fa voler bene a degli elementi tra sf e esp mischiati intelligentemente tra loro, il tutto con contorno di sana critica al fanatismo religioso che non fa MAI male. Ma è la penna dell'autore che più di tutti mi ha colpita, per la sua chiarezza e il suo esperto maneggiamento di quella creatura spaventosa che si chiama prosa.
Scusa veramente John, forse perché eri Cancro ho pensato che... errore mio.
Profile Image for Roby_Hood_.
277 reviews16 followers
October 22, 2019
“E Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”…ma qual è la vera immagine di Dio?
Chi possiede la verità vera al riguardo? Dopo la Tribolazione, probabilmente una catastrofe nucleare, le generazioni sviluppatesi dai sopravvissuti pensano di essere la Norma e combattono strenuamente il mutante, il deviato, tutto quello che si discosta cioè da ciò che si crede essere la vera immagine di Dio. Non voglio raccontare la trama perché rovinerei la sorpresa della lettura di questo romanzo del 1955, che a mio avviso merita assolutamente di essere fatta, soprattutto per le tematiche trattate, di assoluta attualità: la paura del diverso, il rifiuto del cambiamento (avvenimento geneticamente normale), il fanatismo religioso, i diversi punti di vista con cui si guarda alla realtà che ci circonda.
La prosa di Wyndham è scarna e immediata, ma non per questo le immagini evocate perdono di vigore, anzi, e anche le parti più poetiche e di riflessione filosofica non ne soffrono; tuttavia l’edizione in ebook da me letta presentava errori gravissimi nell’uso del congiuntivo e della consecutio temporum, per cui spesso l’indignazione ha preso il sopravvento sul piacere della lettura. Comunque sia si legge molto velocemente, grazie alla suspence sapientemente dosata.
Credo che mi procurerò il cartaceo per metterlo nella mia libreria, come sempre faccio quando un libro mi ha particolarmente colpito.
Profile Image for Silvia Rota.
196 reviews2 followers
July 10, 2022
Considerato che la fantascienza non è il mio genere preferito mi sono goduta abbastanza questo romanzo. In un mondo post apocalittico sono rimasti pochi abitanti, e nella città dove si svolgono i fatti di questo libro vige un rigore religioso pericoloso. Si pensa che l'uomo debba essere a perfetta somiglianza di Dio, e quando nasce un bambino viene sottoposto a un rigido controllo da parte di un ispettore. I non perfetti (Deviazioni, Abomini, Mostri) vengono visti come un'offesa a Dio, e allontanati o uccisi. Essi vivono selvaggemente alla Frontiera e i rapporti coi cittadini non sono buoni. Quando si sospetta che un gruppetto di ragazzini abbiano potere telepatici viene data loro la caccia, ed essi sono costretti a scappare alla Frontiera, fino a che non riescono a mettersi in contatto con una Civiltà più evoluta, dove il loro potere non solo è ben visto e apprezzato ma ricercato.
Profile Image for LyL3_Z.
83 reviews8 followers
July 9, 2015
- spoiler alert -

Non malissimo, ma, tirando le somme, lo considero una delusione. Non so se il fatto che l'abbia trovato molto stringato sia da imputare alle pessime scelte editoriali Urania di sforbiciare qua e là nei romanzi, con scarso rispetto per i lettori, per l'autore e per l'opera, oppure al libro stesso.
L'incipit lasciava ben sperare. Siamo a diversi secoli di distanza da una catastrofe nucleare che distrusse un'epoca intera, i cui unici relitti sono i precetti della Bibbia, quelli di secondo testo sacro e, infine, le mutazioni che continuano a colpire uomini, piante ed animali. Non che queste ultime siano ben accette: i precetti affermano, infatti, che la Norma debba essere preservata ad ogni costo, sia pure quello di distruggere raccolti, uccidere le bestie e privare di ogni tipo di futuro i mutanti umani.
Ogni deviazione dalla Norma sgomenta e inorridisce i tranquilli cittadini. Ma cosa succederebbe se le mutazioni non fossero più fisiche, ma mentali, e dunque invisibili? Se i mutanti si nascondessero dietro ogni persona comune, celandosi dietro l'apparenza di una Norma? Il protagonista è costretto a non rivelare il suo segreto, combattendo ogni giorno contro il bigottismo estremo della sua società e della sua famiglia in primis ("GUARDATI DAL MUTANTE!" gli ricorda ogni giorno il quadro appeso nella grande cucina della sua abitazione), nonostante la sua abilità, e quella dei suoi simili, rappresenti uno straordinario passo avanti nella comunicazione degli esseri umani. Il loro contatto avviene mediante una sorta di telepatia, quelle che l'autore definisce "forme pensate", scambiate anche a distanza, senza necessità di alcun contatto visivo o sonoro, abilità che accresce l'empatia e la sensibilità dei suoi fortunati possessori.
Ben presto, però, i nostri vengono scoperti, cacciati, perseguitati. Sono costretti a rifugiarsi nelle frontiere, ove, esuli, vivono i mutanti reietti cacciati dal territorio dei Normali. Tutto sembra andare per il peggio, quando dei provvidenziali stranieri provenienti dalla Zelanda riescono a contattare telepaticamente i protagonisti e a trarli in salvo, liberandoli dalla condizione di emarginati e "diversi" e portandoli con loro in una società progredita in cui l'uomo, un nuovo tipo di uomo, ha ormai preso pieno possesso della sua nuova grandiosa facoltà.
Detta così la trama è molto intrigante. I personaggi si muovono bene nelle situazioni, sono abbastanza vivi e sono verosimili dialoghi e rapporti. L'idea di un contatto estremamente intimo tra le menti, impensabile per chi non possegga il dono della telepatia, è molto affascinante. Forse però non sono d'accordo con lo sviluppo del finale.
Innanzitutto mi sarei aspettata un avanzamento della trama in una situazione alla "Io sono leggenda", o, perlomeno, è quello che mi sarebbe piaciuto. In una società così chiusa come quella del territorio di [paese che non ricordo], che pone se stessa al centro del proprio mondo, un contatto con una civiltà di mutanti che contasse almeno il quadruplo della loro popolazione in un territorio molto più grande dell'estensione di [paese che non ricordo] sarebbe stato l'ideale per osservare la reazione dei Normali. Dei moti? Delle rivolte? Rassegnazione, disperazione? Guerre? Coesistenza pacifica? Traditori? Quella dei Normali è una società che può sperare di risollevarsi in un nuovo splendore di tolleranza? O ci sarà bisogno di un ritorno agli spargimenti di sangue? E i reietti del confine, come avrebbero preso parte a tutto ciò? E cosa avrebbero fatto i telepatici?
Materiale ce ne sarebbe stato tantissimo, anzi, c'è da segnarselo magari per degli spunti futuri, mi venisse mai la voglia di scrivere una cagata post-apocalittica di mia mano.
Invece il finale è liquidato in maniera fin troppo sbrigativa. La Zelandese salvatrice spara a tutti una sostanza vischiosa che intrappola e uccide i reietti del confine e i Normali, tutti riuniti in uno scontro imminente, risparmiando i protagonisti.
Ma erano davvero tanto stupidi, i vecchi uomini, da non aver meritato nemmeno un tentativo di avvicinamento da parte della "nuova specie" telepatica? Seppure sia questo che voglia farci credere, sembra non ne sia convinto nemmeno l'autore, altrimenti non avrebbe inserito alcuni personaggi (Zia Harriet, Zio Axel, la famiglia di Sophie), che, pur essendo dei Normali, risultano essere abbastanza intelligenti da non essere affatto convinti dei precetti bigotti inculcati a forza nelle loro menti, e da non accettarli, talvolta con tragici risvolti (vedi il suicidio della Zia, disperata per aver concepito per la terza volta una bambina mutante, e che per la terza volta le verrà strappata dalle braccia).
I Nuovi Uomini Superiori, un po' troppo convinti di essere tali, e a mio parere (ma anche, a quanto pare, secondo quello del protagonista) un tantino gradassi, si rivela un po' troppo precipitosa nell'usare la violenza per essere una civiltà avanzata che non voglia incappare negli errori dei suoi predecessori. Certamente l'autore non esclude in maniera totale un futuro contatto degli Evoluti con i Normali, ma nemmeno fornisce troppe speranze. E dunque anche su questo tema gli sviluppi sarebbero potuti essere interessanti. L'ego dei Normali si sarebbe ridimensionato, e quello degli Evoluti, invece? Avrebbero sottomesso infine i Normali? Si sarebbero sentiti tanto superiori da cercare di soverchiarli e sfruttarli? E i Normali, nel tempo, come avrebbero reagito? Qui c'è materiale per costruirci un'intera saga...
In sostanza si tratta di un romanzo con spunti eccellenti, sensazionali, ma andati sprecati, specialmente nel finale. Sarebbe stato un terreno ottimo e fertile su cui gettare i semi di un romanzo forse straordinario.
Un gran peccato!
Profile Image for Chiara (booksandtravels_clem) .
558 reviews40 followers
April 7, 2020
Una storia davvero bella e toccante che purtroppo perde molto a causa del modo in cui è raccontata, una sorta di 'diario' o racconto da parte del protagonista, che non mi ha fatta impazzire.

L'idea però è davvero bella: un mondo post apocalittico, tornato in una sorta di medioevo agricolo, in cui ogni tanto spunta un essere umano, un animale o una pianta diverso da come 'dovrebbe essere' secondo la Norma. E, di conseguenza, viene eliminato.

Brutale e purtroppo molto attuale.

Sarebbe potuto essere ancora meglio se fosse stato scritto in modo più accattivante.

Voto: 7
Profile Image for Frankie.
31 reviews
August 17, 2026
questo libro l’ho preso da piccola ma l’ho abbandonato dopo 20 pagine, forse è stato meglio, non avrei mai compreso il significato umano della storia come adesso. bello bello bello
Profile Image for Katerina.
334 reviews168 followers
June 20, 2017
Quando ho letto Il giorno dei Trifidi sono rimasta piacevolmente sorpresa, perciò quando ho visto in libreria un suo altro lavoro non ho potuto resistere.
E anche questa volta sono rimasta sorpresa in positivo: Wyndham è riuscito a descrivere un mondo distrutto - di nuovo - ma profondamente diverso da quello dell'altro suo lavoro che ho letto. Lì vedevamo la fine del mondo per direttissima e il tentativo di salvare qualcosa. Qui, invece, la fine c'è stata già da un bel po': scritto in piena guerra fredda, I trasfigurati è ambientato in ciò che è stato ricostruito dopo l'Olocausto nucleare; non sappiamo come sia scoppiato il conflitto, nè come i sopravvissuti abbiano ricostrito, ma vediamo che la tecnologia e la cultura sono state spazzate via, solo i testi sacri sono rimasti.
E i miti degli Antichi, coloro che sono venuti prima, con i racconti sulle loro straordinarie capacità di comunicare tra loro a grandissime distanze, o di poter volare.
Il mondo ricostruito - almeno la parte che ne vediamo noi - non è proprio idilliaco: a parla da padrone è l'estremismo religioso. I dogmi vanno seguiti alla lettera, ma il problema più grande è che in un mondo devastato dalle radiazioni sono inevitabili le mutazioni, che vengono considerate un'eresia. I mutanti sono visti come demoni inviati da Satana per portare la corruzione, che sia un pianta di fagioli o un gatto o un bambino.
David, però, non è convinto che l'eliminazione o l'esilio dei mutanti siano giusti: com'è possibile che differenze nsignificanti come una falange in più significhino che non si possiede un'anima? E se questo è quello che fanno a chi devia "di poco", cosa faranno a chi, invece, non ha semplici malformazioni ma veri e propri poteri?
Wyndham, in questo libro, parla di molte cose: parla di come la religione e il fanatismo vengano usati per far fronte alla paura del diverso e dell'ignoto, per creare un noi e un loro. Parla del paradosso dato dal cercare di conservare la libertà reprimendo la propria natura. Mostra la cattiveria della discriminazione, e alla fine vediamo come i nostri eroi, i mutanti, sembrino guardare con una supponenza e pietà inquietanti gli umani "normali".
In questo libro non ci sono rivolte eroiche per cambiare un mondo ingiusto, solo un'egoistica lotta per sopravvivere.
È un libro che colpisce perchè questi generi, queste ambientazioni così apparentemente lontane da noi, quando fatte bene servono anche a farci riflettere sulla realtà.
E questo è fatto bene.
Profile Image for Muriomu.
201 reviews14 followers
July 16, 2015
Recensione completa su Café Littéraire

Innanzitutto se non volete rovinarvi questa lettura vi suggerisco di non leggere la trama riportata sulla copertina, poiché essa anticipa troppo della storia, rivelando cose che il lettore non dovrebbe conoscere se non oltre metà volume.
In queste pagine John Wyndham, pur raccontando di un futuro molto distante dal nostro, ambientato in un mondo post apocalittico, riesce a rendere il suo romanzo attuale, affrontando temi assai noti al mondo contemporaneo.
Se si bypassa sotto il filtro della relatività il tema della mutazione, e se lo di considera una versione estremizzata della diversità fra culture e razze differenti, alla fine dei conti ne "I trasfigurati" si possono leggere le medesime problematiche che viviamo oggi giorno: la non accettazione e la diffidenza verso il diverso; l'ignoranza e la ferocia inculcata da chi si sente in obbligo, in virtù del fantomatico perseguimento della volontà Divina, di commettere qualsiasi atrocità; la prepotenza diffusa e impartita sotto forma di religione, al fine di imporre la propria volontà e la propria supremazia sulle altre razze e culture.
Quando ha inizio il racconto, David è solo un bambino e anche se è abituato a leggere e sentire ovunque moniti e prediche sull'importanza della purezza della razza e sul mantenere immutata l'immagine di Dio, non dà a tali parole alcuna importanza.
In parte non ha mai prestato loro grande attenzione, e in parte ha sempre trovato quei discorsi troppo astratti e noiosi da destare la sua curiosità.
L'incontro con la piccola Sophie, però, stravolgerà per sempre il suo mondo e le sue certezze.
La bambina riscuote, sin dal primo momento, la simpatia del protagonista e la scoperta della sua anomalia lo metterà improvvisamente di fronte a quella realtà che sempre gli era stata insegnata, ma che non aveva mai colto.
Sophie, secondo le leggi vigenti, non rappresenta l'immagine e somiglianza del Signore.
Un piccolo dito in più per ciascun piede, è questo che la rende una mutante, un sacrilegio, un abominio.

“Solo quando ebbi raggiunto la sommità del terrapieno e mi affrettavo a far ritorno a casa, collegai i monotoni precetti domenicali a quello che mi era accaduto.
Allora, all'improvviso, mi tornò alla mente la Definizione di uomo: «...e ogni gamba deve avere due giunture e terminare in un piede, e ogni piede deve avere cinque dita e ogni dito un'unghia... » E così di seguito, fino alla fine: «E ogni creatura che abbia l'aspetto umano ma non sia formata così non è umana. Non è né uomo né donna. È un sacrilegio contro la vera immagine di Dio, odiosa alla sua vista».
D'un tratto mi sentii turbato, e parecchio sconcertato anche.
Un sacrilegio, come mi avevano ripetutamente insegnato, era una cosa orribile. Però non c'era niente di orribile in Sophie. Era una bambina come tutte le altre, solo molto più intelligente e coraggiosa di tante altre. Eppure, secondo la Definizione...
Ci doveva essere un errore.
Certo, il fatto di avere un piccolo dito in più, - no, due piccole dita in più, perché c'è ne doveva essere uno anche nell'altro piede - non poteva essere sufficiente a rendere una persona odiosa alla vista di Dio.”

Ben presto però David si renderà conto che una piccola anomalia è più che sufficiente per destare l'allarme tra la sua gente.
Egli stesso inoltre si renderà conto di non essere in tutto e per tutto simile agli altri. Da questa scoperta seguiranno prima la terribile paura di essere scoperto e successivamente il desiderio di fuggire da Waknuk, lasciandosi pregiudizi, cattiveria e superstizione alle spalle.
Con questo romanzo John Wyndham riesce, con la forza delle parole (più che delle immagini), e con la cruda essenza dei concetti espressi a materializzare e rendere palpabile la tragicità di ciò che racconta.
La rabbia, la paura e il profondo senso di ingiustizia, sono sensazioni che non abbandonano mai il lettore.
Lo stile semplice, immediato, scarno e fluido dà vita ad una storia incalzante, capace di tenere sempre il lettore con il fiato sospeso.
Ogni capitolo termina con un colpo di scena, che rende inevitabile il proseguimento della lettura, che proprio per questo si legge tutta d'un fiato.
Distopico, post apocalittico, eppure attuale. È questa la forza de "I trasfigurati".
Racconta un mondo immaginario in cui, purtroppo, i pregiudizi e la cattiveria ci sono talmente (e tristemente) noti da non sembrare poi così distante dalla realtà.
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