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Greece at the time of the Colonels, 1973 - An archaeologist discovers a gold Mycenaean vase embellished with images of the last voyage of Ulysses. But his mysterious death and the vase's disappearance remain unexplained for ten years until disturbing signals catalyse different characters into a relentless pursuit for the truth.

The Oracle is another action-packed adventure from the bestselling author of the 'Alexander' trilogy, Spartan and The Last Legion.

200 pages, Paperback

First published January 1, 1990

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About the author

Valerio Massimo Manfredi

143 books1,528 followers
Valerio Massimo Manfredi is an Italian historian, writer, archaeologist and journalist. He was born in Piumazzo di Castelfranco Emilia, province of Modena and is married to Christine Fedderson Manfredi, who translates his published works from Italian to English. They have two children and live in a small town near Bologna.
Valerio Massimo Manfredi defines himself as an "Ancient World Topographer". Since 1978 he spends his time teaching in several European universities, digging ruins in the Mediterranean and in the Middle East, and writing novels.
The Professor of Classical Archaeology in the "Luigi Bocconi" University of Milan and a familiar face on European television, he has led scientific expeditions, excavations and explorations in Italy and overseas. In addition to this, he has published a number of scientific articles and essays as well as thirteen novels, including the Alexander trilogy and The Last Legion. Alexander was published in thirty-six languages in fifty-five countries and The Last Legion was sold for a major film production in the USA. The Last Legion film was released in 2007.

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5 stars
297 (18%)
4 stars
496 (31%)
3 stars
558 (35%)
2 stars
186 (11%)
1 star
46 (2%)
Displaying 1 - 30 of 35 reviews
Profile Image for Massimiliano L..
143 reviews6 followers
February 1, 2017
Buon libro, raccontato bene, molta suspence, me lo sono goduto quasi fino alla fine... perchè il finale a me non è piaciuto molto, ma questa è una considerazione soggettiva.
Una nota di demerito: mi aspettavo un terzo volume della serie "Il mio nome è Nessuno", invece mi son trovato una riedizione di un libro del 1990 fatto passare come terzo volume della serie. Questo è un comportamento scorretto verso i lettori, una mera operazione commerciale dell'editore.
Profile Image for Nico.
513 reviews19 followers
November 29, 2015
Davvero il libro che finora ho preferito di Manfredi. All'inizio è davvero forte, doloroso da leggere. L'ho letto durante la mia vacanza nel Peloponneso e ho visitato proprio alcuni luoghi descritti, davvero una bella emozione.
Le grotte di Dirou, Corinto, Atene, in tutti si respira l'aria descritta da Manfredi. Ad esempio su alcuni muri ad Atene ancora ci sono i proiettili delle sparatorie che non vengono tolti proprio per tenere vivo il ricordo.
Un libro che ti fa comprendere molto e ti fa sognare posti lontani
Profile Image for Serena.. Sery-ously?.
1,204 reviews232 followers
April 6, 2014
COSA, esattamente mi abbia spinto a interessarmi a questo libro e comprarlo, rimarrà un mistero sepolto nei secoli dei secoli. (Amen)
Ricordo vagamente di aver letto il commento di qualcuno che ne era rimasto colpito ma probabilmente ero sotto effetto di droghe, perché quando poi l'ho acquistato a scatola chiusa ho letto la trama e le dolci braccia di Morfeo mi hanno fatto desistere dall'iniziarlo.. Fino a che, con le buone o le cattive mi sono impegnata a smaltire i cartacei XD
Altro che Morfeo, una volta iniziato è scattato il sonno quello bruto da bavetta alla bocca XD E solo il fatto che era la mia unica compagnia in tante ore di nullafacenza (ma l'Ipod che si scarica sempre nei momenti migliori.. Vogliamo parlarne??) ha fatto sì che lo finissi. -_-
Come prima cosa, poco sono riuscita a tollerare tutti i personaggi del romanzo, che avrei preso volentieri a pugni una pagina sì e l'altra pure.. Ebbene sì, la belva che è in me è stata scomodata da questi quattro cretini XD (però era un po' che personaggi letterari non mi ispiravano violenza, sono progressi!).. li avrei fatti tutti fuori nel prologo e buonanotte.. Invece no :( Peccato!
Ok, ora ci sono, mi è scattata la scintilla sul perché mi sono lasciata convincere a comprare il libro.. io cercavo (anzi, cerco tutt'ora!) una storia simile a "Il nome della rosa" (Ma senza tutta l'arroganza e il "Io sono un grande" di Umberto Eco, nonché le descrizioni lunghe chilometri di cose che non interessano nessuno, tipo la porta della chiesa xD), dove un mistero viene risolto raccogliendo pian piano indizi.. Diciamo che ciò è presente ma è oscurato dalla lentezza della storia e dalla debolezza di alcuni elementi.

Ad aggiungere sale sulla ferita, ci si mette anche lo stile dell'autore e la cosa mi ha davvero lasciata perplessa: a volte usa delle costruzioni di frasi ridicole atte ad esaltare il racconto (secondo lui) ma che poi risultano essere pesanti e francamente fuori luogo.. Spesso usa l'aggettivo prima del nome, ma l'avrei accettato una o due volte.. qui è un continuo!!
La cosa mi ha lasciato un po' male perché di suo ho letto e amato "Lo scudo di Talos" e la trilogia di Alexandros.. Forse avrei fatto bene a rimanere nell'Antica Grecia piuttosto che seguire Manfredi lanciato nei giorni nostri.. :(
Per ora come autore lo metto in stand-by, chissà che in futuro non mi rivenga l'ispirazione!
Profile Image for Tittirossa.
1,093 reviews366 followers
Read
November 23, 2017
non sono in grado di valutarlo perchè non mi ricordo assolutamente niente di questo libro! Però mi ricordo della circostanza in cui l'ho acquistato, è stato dopo averlo conosciuto ad una conferenza con Danila Comaschi Montanari, e lui mi era sembrato brillante e capace. Credo di averne letti almeno altri 3 di cui non mi ricordo parimenti nulla.
Profile Image for gufo_bufo.
395 reviews37 followers
June 19, 2022
Una sera scendo in strada per gettare la spazzatura, e vicino al cassonetto trovo, ordinatamente impilati su una cassetta, dei libri di cui qualcuno si è disfatto senza osare condannarli al macero. Ne adotto immediatamente un paio, lasciando perdere con un filo di senso di colpa quelli che proprio non mi interessano o che ho già letto, e torno in casa felice come se avessi vinto alla lotteria.
Questo l’ho preso fidando sul nome dell’autore, un archeologo che sa raccontare benissimo il mondo antico, che conosce le fonti e le sa usare, che non teme le citazioni. Un autore di cui ho amato moltissimo “Aléxandros”, per esempio. Questo, però, è un romanzo di avventure che prende le mosse dalla battaglia del Politecnico, feroce repressione poliziesca delle proteste studentesche nel 1973, e continua inscenando una vendetta a orologeria stile Montecristo (ma la regale, lussureggiante inventiva di Dumas è un’altra cosa), orchestrata da un personaggio tra la Primula Rossa e l’Ebreo Errante, condita di necromanzia - intendo proprio necro, l’oracolo dei morti, è inutile che il correttore automatico insista a propormi la negromanzia - in una vicenda intricatissima, irta di indizi e presagi, fino a un finale in cui pietà e amicizia vincono sulla vendetta e sull’odio, e in cui si strizza l’occhio al magico/mitico/impossibile. Dai, non ti ho ancora perdonato “L’ultima legione” e quel triplo salto mortale per far diventare Excalibur la spada di Giulio Cesare…
Bene, caro prof. Manfredi, lei è bravissimo nel suo lavoro di archeologo, un po’ meno a fare il romanziere. Per dirne una, i suoi dialoghi sono innaturali, tutti i personaggi parlano nello stesso modo, in un “finto parlato” difficilmente sopportabile; se si sospende un attimo la lettura - che so, per andare a stendere il bucato, che la lavatrice ha finito - quando si riprende la lettura non ci si ricorda già più perché quel tal personaggio sta andando in quella tal città: se l’è sognato? ha avuto una soffiata da un aiutante sconosciuto? ha compiuto l’ennesima effrazione decifrando appunti misteriosi?
No, troppa roba affastellata.
Ma grazie perché mi ha portato a rileggere la Nékya dell’XI libro dell’Odissea, e il V libro di Erodoto, uno di quelli che conosco meno. E anche perché sono dovuta andare a cercare sul dizionario diverse parole difficili, il che in un periodo di sciatteria linguistica non è mica poco.
Profile Image for Ilaria.
Author 9 books58 followers
November 27, 2018
Eccomi con la recensione del terzo volume della trilogia "Il mio nome è Nessuno".
Durante il viaggio di ritorno a casa, Odysseo è costretto a scendere nell’Hades per incontrare il sacro vate tebano Tiresia.
Il veggente gli rivela che riuscirà a tornare a Itaca, ma senza compagni e su una nave straniera. Avrebbe trovato la sua dimora invasa dai pretendenti, che avrebbe dovuto uccidere… però per placare definitivamente l’ira del Dio degli abissi, Odysseo non potrà fermarsi a lungo nella sua amata terra. Dovrà riprendere il viaggio – stavolta non per mare – con un remo sulla spalla e andare nel continente, fino giungere da uomini che non condiscono il cibo col sale, non conoscono il mare e le navi. A quel punto, quando un viandante gli chiederà se l’oggetto che porta sia un ventilabro per separare la pula dal grano, sarà giunto a destinazione. Dovrà conficcare il remo nella terra e sacrificare a Poseidon un toro, un verro e un ariete. Solo allora potrà ritornare a casa e vivere felice…
Ma questa profezia cosa c’entra con la Grecia degli anni ’70 e ‘80? E quale ruolo ha Claudio Setti, studente di archeologia? E chi è il misterioso ammiraglio Bògdanos che lo aiuterà?
Ammetto che all’inizio non capivo cosa c’entrasse la storia con il secondo viaggio di Odysseo (anche perché è ambientato in tempi relativamente moderni), ma la trama è così coinvolgente, misteriosa ed emozionate che non ho potuto far altro che continuare a leggere… con la tensione che aumentava a ogni capitolo!
La narrazione è ricca di descrizioni storiche e geografiche molto accurate, che sembra quasi di viverle per davvero. La scrittura è molto fluida e avvincente che incolla il lettore a ogni pagina. Difficile davvero staccarsi da questo libro!
Il finale inaspettato (anche se in parte lo si può intuire) per certi versi invece non mi ha convinto più di tanto. Certo l’autore ha voluto lasciare il mistero fino alla fine, ma personalmente avrei preferito qualche chiarimento più esplicito e approfondito.
Profile Image for Beatrice De Nardi.
Author 1 book22 followers
August 20, 2021
Da grande amante dei libri storici ho sempre avuto una grande lacuna: V.M. Manfredi.
Anche tanti dei miei amici non facevano altro che consigliarmelo, in particolare modo "Lo Scudo di Talos" ma io sono una Bad Girl e ho deciso che sarà uno degli ultimi che leggerò (ma lo recupererò, promesso)

Un giorno, entrando in una medio-grande catena di libri dell'usato (ci siamo intesi, soprattutto se abitate in zona Milano) ho trovato un tavolo pieno (ma pieno proprio) di libri di Manfredi nuovi ma fuori corso, scontati al 50%.
Armata di coraggio mi sono messa a leggere tutte le sinossi e alla fine ne ho tirati fuori tre, tra qui questo.

"L'oracolo" è un libro che si sviluppa su più anni ma tutto ha inizio durante la rivolta del Politecnico ad Atene del novembre 1973.
Grazie a questo libro mi sono poi documentata e ho scoperto fatti di cui non ero a conoscenza quindi lo trovo un doppio vantaggio.

Ma torniamo al racconto...
La scrittura di Manfredi è a dir poco meravigliosa (non credo sia un caso la sua fama); scorrevole ma dettagliata, rende la lettura entusiasmante.
La trama è avvincente e ad ogni pagina senti il bisogno di andare avanti.
I cambi di tempi sono ben strutturati e, soprattutto, ben illustrati.
Avvengono diversi cambi di punti di vista eppure non si perde mai il segno.
Vengono, inoltre, introdotti sempre personaggi nuovi ma sono sempre immessi con un'ottima spiegazione alle spalle.

Il libro per me è a dir poco stupendo ma so che ci sono capolavori di questo autore che lo surclassano quindi ho deciso di non dargli cinque stelle.

Ci tengo a dire che, avendo comprato l'edizione vecchia, non sapevo facesse parte della saga "il mio nome è Nessuno" poiché non c'è scritto.
In ogni caso non vi sono riferimenti (se non pochissimi e intuibili) perciò non serve leggere i due precedenti per gustarvi questo libro.
Profile Image for Pierre.
305 reviews7 followers
December 3, 2024
Pubblicato per la prima volta nel 1990, vent'anni dopo L'oracolo fu scelto da Manfredi come volume conclusivo della trilogia Il mio nome è Nessuno: una scelta bizzarra, date le differenze di questo romanzo con gli altri due!

Laddove Il giuramento e Il ritorno narravano in prima persona della storia di Odisseo, dall'infanzia a ben oltre le vicende omeriche, L'oracolo, scritto in terza persona, è ambientato nel 1973 e nel 1983. I primi capitoli raccontano una delle pagine più tragiche della storia greca, la Battaglia del Politecnico, vissuta con gli occhi e la pelle di Claudio, Michel, Norman ed Heleni, quattro studenti di archeologia di diverse nazionalità. Alla loro tragica storia, che racconta senza filtri le violenze della dittatura militare parafascista in Grecia, si intreccia quella di un misterioso vaso d'oro che raffigura l'ultimo viaggio di Odisseo e di un altrettanto misterioso personaggio che si fa chiamare comandante Bogdanos.

Dieci anni dopo, il vaso viene ritrovato e inizia una strana catena di omicidi che vede coinvolti i protagonisti delle vicende del 1973. Norman e Michel, aiutati dalla partner di quest'ultimo, Mireille, devono tornare in Grecia e risolvere i misteri legati all'ultimo viaggio di Odisseo e agli oscuri eventi che hanno seguito la Battaglia del Politecnico.

Senz'altro, non mi aspettavo di trovarmi di fronte a un thriller storico come ultimo volume della trilogia, ma non posso dire di essere stato deluso: sebbene non lo avrei mai letto come stand-alone, devo ammettere che il libro mi ha coinvolto, anche se ho trovato che il finale avrebbe potuto essere anticipato di qualche decina di pagine.
Profile Image for Stefano.
369 reviews11 followers
May 8, 2020
Diciamo che sarebbero più due stelle e mezza.
Non tanto perché la storia sia brutta. Anzi, l'idea mi ha particolarmente intrigato e non pecca nello svolgimento. E nemmeno si può dire che sia scritto male, considerato l'indubbio talento di Manfredi.
Personalmente, sono solo restato un pò deluso da questa lettura per due motivi.
Il primo è che ho letto altro di Manfredi, arrivando a trovare dei piccoli gioielli nel loro genere. Diciamo che sono convinto che l'autore dia il meglio quando è calato nel suo ambiente, nell'archeologia storica vera e propria, piuttosto che in una specie di thriller che ammicca all'epica omerica. Quindi non potevo che valutare questo libro, a mio parere, molto meno rimarchevole rispetto ad altre vette che ho trovato in Manfredi.
In secondo luogo, l'ho trovata un'occasione sprecata. L'idea che un eroe omerico potesse, basandosi sull'analisi testuale dei classici epici e sulla topografia archeologica greca, non essere mai morto, e quindi gironzolare ancora tra noi e tramare antichi rituali, poteva a mio avviso essere fruttata molto meglio e portare a qualcosa di davvero memorabile. E sono sicuro che Manfredi sarebbe stato all'altezza del compito.
L'idea mi pare davvero stuzzicante, purtroppo un pò meno l'uso che se ne è fatto.
Profile Image for Pietro Mirabelli.
48 reviews1 follower
August 15, 2020
Cominciamo col dire che questo libro fu pubblicato molto anni fa, a sé stante, senza essere parte di un più ampio progetto. Solo successivamente è stato inserito come finale della Trilogia di Ulisse.

La storia è ambientata in epoca moderna, e tratta di una vendetta perpetrata nel corso di 10 anni, e che sembra seguire un rito prestabilito. Nel corso della lettura, però, i punti di vista dei protagonisti si mescolano ottenendo un romanzo corale in cui tutto e tutti convergono in un unico punto. Nonostante ciò, non c'è quel coinvolgimento che spinge il lettore ad essere parte dell'azione, ma resta solo estremamente curioso di vedere come andrà a finire.

Manfredi non sa scrivere i finali li lascia a volte terribilmente aperti, a strapiombo sull'abisso. Invece, per quanto anche questo sia un finale lasciato al lettore, l'ho trovato molto più soddisfacente.

Non commento sul contesto storico/classico/lirico usato dall'autore per concepire la storia. Chi è a digiuno di epica avrà non poche difficoltà a seguire tutti i ragionamenti fatti nel romanzo. Parimenti, chi ha più cultura classica di me, potrà storcere sicuramente il naso alle sue conclusioni. Ma, come dice stesso lui, sono solo espedienti narrativi, nulla più.
Profile Image for MariaGiovanna.
8 reviews
February 27, 2023
2 / 2.5 stelle
Caratterizzazione dei personaggi assolutamente deludente, specialmente quella riservata alle donne.

Heleni è una delle menti dietro la protesta del Politecnico, non spaventata dalla possibilità di andare incontro a una fine dolorosa e animata dall'ideale di giustizia.
Ma chi se ne frega di questo, perché a quanto pare Manfredi sente solo il bisogno impellente di ricordare al lettore di quanto sia buona e bella ogni volta che viene nominata.

E Mireille, Mireille che riesce a ricavare più informazioni lei in due giorni che tutti gli altri personaggi in settimane di lavoro, Mireille che ha intuizioni geniali ed è instancabilmente rivolta verso il suo obiettivo... Ma Dio non voglia che i lettori si dimentichino di che donna bellissima sia Mireille, quindi perché non passare in sordina tutti i suoi successi per scrivere COSTANTEMENTE di quanto sia bella. Ogni volta, ogni singola volta che nella scena c'è Mireille, il suo aspetto fisico deve essere descritto in qualche modo, altrimenti Manfredi non è contento.

Decisamente snervante.
6 reviews
September 26, 2024
Che dio possa fulminare Manfredi in questo stesso istante. Misogino oltre ogni dire, e non per sua volontà di denuncia o di risultare "tagliente", ma solo per incapacità di trovare espedienti narrativi e di scrivere persone in carne ed ossa. Caricature di caricature. Noioso e insopportabile. Aggiungiamoci poi il linguaggio completamente fuori luogo per il genere e il tono generale della scrittura e siamo a posto
Profile Image for ippos.
75 reviews3 followers
July 4, 2018
Il libro non era la conclusione della storia di Ulisse, come mi ero aspettato, è invece la revisione del vecchio romanzo di Manfredi (dove Ulisse c'è ma non è il protagonista) inserito come finale forzato della trilogia "Nessuno".
In merito al romanzo posso dire che è bello ma non è uno dei migliori di questo autore.
Profile Image for Steven T..
73 reviews2 followers
January 14, 2023
Uno dei miei libri preferiti di Manfredi, insieme a Lo Scudo di Talos e Alexandros.
Lo rileggo sempre con piacere, e ogni volta mi cattura e mi travolge con la sua trama fitta, contorta e misteriosa.
Mi rendo conto che Manfredi non è per tutti, ma per me resta uno dei migliori scrittori italiani in assoluto, senza discussioni.
Profile Image for Maria Chiara Maestri.
898 reviews10 followers
March 31, 2020
Un romanzo che vuole rispondere alla domanda che tutti si pongono alla fine dell'Odissea: che fine fa Ulisse?? Tanti autori romantici hanno suggerito delle risposte. Qui l'autore crea un bellissimo romanzo con un finale veramente a sorpresa
Profile Image for Cristian.
434 reviews9 followers
February 9, 2022
Storia avvincente e ricca di aneddoti storici come è tipico di Manfredi. E anche in questo libro non viene meno alle aspettative.
Azione, storia, Amore, Amicizia etc.
Temi importanti per una lettura che si legge d'un fiato.
++++
Profile Image for Ale.
83 reviews
July 6, 2022
Romanzo ambientato in Grecia tra il 1973 e 1983 tra leggenda e storia. Trama avventurosa e intrigante. Bel libro!
Profile Image for Gioia.
83 reviews
April 20, 2025
Una ragazza viene uccisa dagli sbirri e le conseguenze si protraggono per dieci anni. Stupendo.
Profile Image for Faber75 Gallo.
20 reviews
April 5, 2016
Di questo romanzo ho apprezzato soltanto l’ultimo terzo per la buona costruzione di pathos che si viene a creare. E’ anche la parte più scorrevole di tutto il racconto. Ma a parte il climax finale ho trovato questo romanzo tortuoso, a tratti incongruente, con una caratterizzazione dei personaggi troppo bidimensionale.

Tutto il romanzo è costellato da perle di cultura che ci vengono regalate dall’autore. E’ sempre positivo leggere libri che infondano del sapere, anche se in questo caso non mi è piaciuto il modo in cui queste osservazioni di storia ci vengono illustrate, ovvero facendo parlare i personaggi. Questo li fa sembrare dei piccoli geni, fanno deduzioni brillanti nell’arco di qualche minuto ed hanno un impressionante bagaglio di storia. E’ pur vero che si tratta di studiosi, ma sfoggiando così tanta saccenza sembra un po’ il raduno delle Giovani Marmotte…
Poi, non mi è per niente piaciuto che i personaggi negativi vengano subito dipinti come tali. Il capitano Karamanlis ed il suo sottoposto Vlassos ci vengono dipinti fin da subito con cattive abitudini, brutte persone da vedersi, quasi con un accanimento fin troppo di parte, ancora prima che ci vengano svelate le loro malefatte. Così il lettore sa subito dove si andrà a parare. Gli studenti invece, tutti bravi, esemplari, esenti da difetti. Non esiste la figura dell’antieroe, sono tutti bidimensionali insomma. A parte Claudio Setti, il cui comportamento ambiguo è comunque ben giustificato dallo shock inizialmente subito.
Ho trovato poi poco credibile che il principale antagonista abbia sempre dei colpi di fortuna inauditi per l’esecuzione dei suoi machiavellici piani. Niente va mai storto, sembra quasi in grado di prevedere il corso degli eventi. E se questo è stato fatto intenzionalmente, non trovo coerente questa aggiunta di sovrannaturale a tutto il romanzo. Questa impressione di sovrannaturale la si ha anche quando il capitano Karamanlis parla con il vecchio oracolo e sembra avere un’allucinazione. In sostanza, il dubbio del sovrannaturale mi è sembrata un aggiunta inutile ai fini della narrazione.
Tuttavia, come detto sopra, l’ultima parte è quella più ricca di azione. I colpi di scena sono tutti telefonati, si capisce bene ciò che sta per succedere. Inoltre la fine dei personaggi “cattivi” non è niente di eccezionale, anzi, fanno una fine frettolosa e poco eclatante dopo tutto il pathos costruito per arrivare al dunque. Claudio Setti inoltre - colui che dovrebbe essere il protagonista - sembra a tutti gli effetti un burattino nelle mani dell’antagonista, quasi incapace di prendere decisioni autonomamente.
Ho avuto l’impressione, dopo aver letto l’Oracolo, che tutto il libro non fosse altro che un pretesto dell’autore per farci sapere che esiste un mistero che riguarda la sorte di Ulisse e che potrebbe esistere un racconto andato perso nel tempo.
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Profile Image for Cronache di Betelgeuse.
1,128 reviews
November 18, 2014
Recensione pubblicata su Cronache di Betelgeuse

La storia che ci troviamo di fronte è un’avventura ambientata in Grecia, con un protagonista misterioso. Da un lato abbiamo un gruppo di tre ragazzi che deve affrontare una tragedia terribile che segna le loro vite, dall’altra troviamo un personaggio che agisce nell’ombra e sembra tenere le fila dell’intera vicenda.

Il clima della storia è ricco di tensione e paranoia. Sembra essere immersi in una cospirazione ben congegnata, che trascina la vita dei tre ragazzi verso una spirale di morte e violenza. Claudio è il più coinvolto di tutti: la sua vita è stravolta dopo l’omicidio della fidanzata. Scopriamo due personalità diverse del suo carattere, una dolce e premurosa con le persone cui vuole bene e una invece vendicativa e spietata con chi gli ha fatto del male.

A contribuire a far emergere questo secondo tratto, ci pensa il nostro protagonista misterioso. Per tutta la vicenda non si riesce a inquadrarlo bene. Si hanno dei piccoli squarci in cui si scopre qualcosa su di lui, ma senza riuscire a tracciare un quadro completo. Solo nel finale, quando ormai i giochi sembrano essere prossimi a concludersi, riusciremo a capire chi sia in realtà.

I due amici di Claudio non sono così ben tratteggiati. Rimangono un po’ in secondo piano, venendo sfruttati dall’autore al momento opportuno. I loro dialoghi sono sempre incentrati su cosa è accaduto o su cosa accadrà, senza una vera riflessione sulle loro azioni. Il personaggio di Claudio matura nel corso delle vicende, mentre i suoi due amici sembrano rimanere incastrati nel ruolo a loro assegnato.

Oltre alla Grecia moderna, scopriamo qualcosa sugli antichi greci. Per quanto l’ambientazione si svolga ai giorni nostri, ci sono continui accenni alla cultura e alle tradizioni antiche. Anche gli stessi paesaggi descritti sembrano evocare l’epoca antica, soprattutto quando ci si allontana dalle città.

Il libro è stato inserito all’interno della trilogia di Ulisse, ma può essere anche letto separatamente. Se si vuole apprezzare a pieno il finale, bisogna però leggere i due volumi precedenti.
Profile Image for Werehare.
798 reviews31 followers
January 22, 2013
4/10

Un esempio lampante di come NON bisogna trattare il patto col lettore: fino alle ultime pagine il lettore può essere tranquillamente convinto di stare leggendo un libro thriller, salvo poi scoprire che... è un'opera fantastica! Una volta chiarito questo punto possiamo trovare molti rimandi, nelle pagine precedenti, al finale che quindi risulta coerente con il corpo del romanzo (la svolta fantastica non è un deus ex machina); ma fino a poco prima della fine non compare MAI un elemento davvero fantastico che ci faccia capire dove andrà a parare il romanzo. Questo dettaglio abbassa da solo di un paio di punti una valutazione che già di per sé non sarebbe stata alta: i personaggi si dividono in "giovani Buoni e Innocenti (la cui mano è forzata dagli eventi)" e "cattivissimi perché sì", questi ultimi regolarmente potenti e che non si risparmiano soprusi sui poveri indifesi; il "mistero" che sta dietro agli eventi più recenti è tra virgolette perché estremamente telefonato, e il finale è appunto prevedibile solo se si conosce già dall'inizio il genere dell'opera; in caso contrario è totalmente spiazzante, ma non in senso buono.
Un'ulteriore nota: la trama di questo romanzo è ripresa nelle sue linee generali da un racconto presente nella raccolta "I cento cavalieri", dello stesso autore; anche lì sono presenti un guppo di uomini che un tempo erano stati studenti in viaggio all'estero insieme, nel loro passato si nasconde un segreto scomodo e sono in età adulta testimoni/vittime di omicidi misteriosi. Qualcuno aveva il culo pesante?
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Nonethousand Oberrhein.
733 reviews32 followers
August 8, 2014
Ariete, toro, e verro
Mascherato da storia di vendetta a cavallo tra gli anni settanta e ottanta, il romanzo crea un ponte sottile ma indissolubile tra la Grecia di fine novecento, e quella dell’età del bronzo. Con toni a tratti triller, e a tratti investigativo-archeologici, l’autore ci conduce con un buon ritmo attraverso la sua personale interpretazione del mito del “secondo viaggio” di Ulisse. Imperdibile per i fan del mito!

Pur avendolo pubblicato anni prima, l'autore colloca questo libro come volume finale della sua trilogia su Ulisse facendolo precedere narrativamente da Il giuramento e Il ritorno
Profile Image for Matteo Fulgheri.
Author 2 books24 followers
July 30, 2015
Colossale fregatura, sonorissima trombata di Mondadori e Manfredi (veri ladri senza dignità)!!!
Non vi lasciate trarre in inganno dal titolo "Il mio nome è Nessuno" perché non fa affatto parte di quella serie, *NON* è il terzo capitolo della saga!!!
Leggendolo la storia mi sembrava familiare ed è bastato controllare la data di pubblicazione perché tutto diventasse chiaro: è il sottotitolo, "L'Oracolo", il vero titolo del libro, una riedizione di un romanzo già pubblicato nel 1990.
Vorrei i miei maledetti euro indietro!!!
18 reviews3 followers
August 9, 2015
Questo libro non è altro che una riedizione del libro "L' Oracolo" del 1990 dello stesso autore. Si tratta dunque di una bassa operazione commerciale atta a spingere chi ha letto i due recenti libri di Manfredi dedicati ad Odisseo a comperare ( o addirittura ricomprare )anche questo testo. La storia si legge rapidamente lascia tuttavia troppi punti aperti nonostante alcune trovate narrative di buona qualità. Se avete già acquistato il libro del 1990 a mio avviso non vale l' acquisto.
Displaying 1 - 30 of 35 reviews