Acclaimed author Priya Sharma transports readers back in time with Ormeshadow, a coming-of-age story as dark and rich as good soil.
Burning with resentment and intrigue, this fantastical family drama invites readers to dig up the secrets of the Belman family, and wonder whether myths and legends are real enough to answer for a history of sin.
Uprooted from Bath by his father's failures, Gideon Belman finds himself stranded on Ormeshadow farm, an ancient place of chalk and ash and shadow. The land crests the Orme, a buried, sleeping dragon that dreams resentment, jealousy, estrangement, death. Or so the folklore says. Growing up in a house that hates him, Gideon finds his only comforts in the land. Gideon will live or die by the Orme, as all his family has.
Priya Sharma’s fiction has appeared venues such as Interzone, Black Static, Nightmare, The Dark and Tor. “Fabulous Beasts” was a Shirley Jackson Award finalist and won a British Fantasy Award for Short Fiction. Priya is a Shirley Jackson Award and British Fantasy Award winner, and Locus Award finalist, for “All the Fabulous Beasts”, a collection of her some of her work, available from Undertow Publications.
“Ormeshadow”, her first novella (available from Tor), won a Shirley Jackson Award and a British Fantasy Award. It was a 2022 Grand Prix de l’Imaginaire finalist.
"Pomegranates", her second novella (from Absinthe, an imprint of PS Publishing) is a Shirley Jackson Award, British Fantasy Award finalist and won a World Fantasy Award.
Her stories have been translated into Spanish, French, Italian, Czech, and Polish.
Da edizioni Hypnos il romanzo che non ti aspetti! Premesso che io credo nella distinzioni dei generi, necessari come gli stili musicali e i periodi storici, ci sono libri che fuggono ogni classificazione, eppure i toni ti portano lì, alle atmosfere del fantastico, alle ombre della nostra psiche, a situazioni reali che nessuno vorrebbe vivere. Ormeshadow di Priya Sharma è un romanzo di formazione che porta Gideon allo scontro con una realtà ostile. Unica consolazione è la fuga in una leggenda, per afferrare un filo rosso che lo conduce in un passato che non ha vissuto, ma di cui è depositario. Ancora una volta i demoni da cui fuggire sono tra le mura di casa, le insicurezze si superano con riti di passaggio violenti ed epifanie traumatiche, eppure non manca una dolcezza di narrazione di chi conosce l'animo umano e ne intuisce i limiti di bassezza o elevazione. Romanzo da leggere, proprio perché travalica i confini tra generi pur mantenendo una forte personalità. E mi porto a casa la soddisfazione di aver parlato con l'autrice a Stranimondi...
Una storia di formazione che parla di un ragazzo, Gideon, la cui famiglia è costretta a trasferirsi da un piccola cittadina alla campagna perché il padre ha perso il lavoro. Vanno così a Ormesleep, la fattoria dello zio Thomas, che per metà comunque appartiene al padre di Gideon. Qui la famiglia è costretta ad adattarsi al duro stile di vita campagnolo, senza le comodità della città. Ci sono però anche i lati positivi, come la vicinanza dell'Orme, una collina a picco sul mare la cui leggenda narra che sotto di essa un drago riposi nel suo sonno secolare. Devo dire che sono partito molto interessato, ma poi la narrazione rimane sempre allo stesso livello, quasi senza emozioni, senza azione, senza pathos. Non ho gioito per le cose belle accadute a Gideon e non mi è dispiaciuto per le cose brutte. Va bene avere un sottotesto importante: una storia di formazione, del rapporto padre-figlio, del confrontarsi con la durezza del mondo, ma in un libro ci vuole anche qualcosa di più.
Una storia che procede per lampi di straordinaria vividezza. Un centinaio di pagine che bastano a fare un grande libro di una grande autrice: scrittura potente e fantasiosa, scene memorabili, massima cura per l'atmosfera e per la coloritura emotiva dei rapporti umani. Un'esperienza decisamente cruda e realistica, fino all'impressionante fantasmagorico finale dove il racconto di formazione muta definitivamente in un'apoteosi dark fantasy.
Racconto estremamente triste e dark, con alcuni personaggi particolarmente odiosi. Tutto sommato mi è piaciuto, è stato emozionante, anche se ho trovato che la componente fantasy non fosse presente come mi sarei aspettata.
Ci troviamo di fronte a un’opera affascinante che fonde abilmente elementi storici e fantasy. Ambientato in una remota fattoria dell’Inghilterra rurale del XIX secolo, il racconto segue le vicende del giovane Gideon Belman, costretto a lasciare la sua confortevole vita a Bath per trasferirsi con la famiglia in campagna.
La prosa è senza dubbio il punto forte di questa opera. Con uno stile lirico ed evocativo, l’autrice dipinge un quadro vivido e malinconico della vita rurale inglese, creando un’atmosfera gotica molto convincente. La sua scrittura è ricca di dettagli che immergono il lettore nel mondo di Gideon, facendogli quasi sentire l’odore dell’erba bagnata e il vento salato proveniente dal mare.
La trama si sviluppa intorno alle dinamiche familiari complesse e spesso tossiche che Gideon deve affrontare. L’autrice esplora temi profondi come l’abuso, i segreti di famiglia e la lotta per trovare il proprio posto nel mondo. Gideon è ben delineato: sensibile e riflessivo, si trova a navigare in un ambiente ostile, rappresentato soprattutto dallo zio Thomas, una figura crudele e abusiva che domina la vita nella fattoria. La madre Clare non è da meno, una donna che non è mai contenta di quello che possiede, ma vorrebbe sempre essere al centro dell’attenzione.
Uno degli aspetti più intriganti è l’intreccio di elementi di folklore e mitologia nell’ambientazione realistica. La leggenda del drago dormiente sotto la terra di Orme aggiunge un tocco di magia e mistero alla storia, creando una tensione sottile tra il mondo reale e quello fantastico.
Il finale, sebbene possa risultare un po’ brusco, offre una conclusione suggestiva alla storia di Gideon. C’è ampio spazio all’interpretazione, permettendoci di immaginare come sarà il futuro del nostro protagonista.